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‘I Delitti del BarLume 13’: la leggerezza dei vecchini contro un giallo sempre sullo sfondo

La tredicesima stagione della serie di Roan Johnson continua a raccontare la Toscana tra ironia e mistero

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Se pensavate che a Pineta non ci fosse più mistero da scoprire, vi sbagliavate. La tredicesima stagione di I Delitti del BarLume conferma il suo ruolo di cult della televisione italiana. La serie, Sky Original, ispirata ai romanzi di Marco Malvaldi e prodotta da Sky Studios e Palomar, approda in prima visione su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW a partire dal 5 gennaio 2026 alle 21:15, con tre episodi programmati per tre lunedì consecutivi: Il gioco delle coppie, Il matrimonio di Pasquali e La danza dello squalo.

La regia vede la firma di Roan Johnson, Marco Teti e Milena Cocozza, confermando una formula collaudata che alterna comicità toscana e giallo leggero, pur mostrando alcune crepe nella costruzione narrativa.

I Delitti del BarLume – Serie completa su NOW

La comicità corale prende il sopravvento

Il motore della stagione resta la coralità dei personaggi: i vecchini, le schermaglie quotidiane e la vita di paese continuano a guidare il racconto. Ma questa stessa forza narrativa tende a soffocare il filo investigativo.

Le indagini scorrono sullo sfondo, più scenografia per gag e battute che vero motore della tensione. Il ritmo è piacevole e divertente, ma chi cercava colpi di scena serrati potrebbe restare leggermente insoddisfatto.

Guzzanti conferma il suo spazio, Timi sullo sfondo

Anche in questa stagione, Corrado Guzzanti (Fascisti su Marte, La passione) mantiene il suo ruolo consolidato, con una presenza significativa che illumina la scena nei momenti chiave, muovendosi con naturalezza tra ironia e grottesco.

Filippo Timi (Saturno Contro, Il filo invisibile), invece, resta sullo sfondo: il suo Massimo Viviani osserva e commenta più che agire, offrendo un tocco sottile di comicità senza mai essere centrale. La dinamica funziona, equilibrando la coralità dei personaggi e permettendo a ciascun attore di trovare il proprio spazio senza che il racconto perda leggerezza.

La Toscana come protagonista silenziosa

Se il giallo perde incisività, la serie continua a eccellere nel raccontare la Toscana. Pineta non è solo sfondo: vicoli, piazze, bar e scorci di campagna diventano un microcosmo vivido e credibile.

La scenografia e le inquadrature valorizzano i dettagli quotidiani e culturali, mentre la chimica tra gli attori rende le scene familiari, ariose e credibili. Anche le sequenze più statiche respirano, restituendo calore e autenticità.

Regia, ritmo e colonna sonora

La regia dei tre autori mantiene un equilibrio tra leggerezza e ritmo narrativo. I tagli privilegiano la coralità, mentre le scene investigative risultano più rarefatte.

Il montaggio alterna momenti comici a pause più sospese, e la colonna sonora accompagna con brani leggeri o suggestivi, sottolineando l’atmosfera senza mai invadere la scena. Il sound design contribuisce alla vita di Pineta, enfatizzando suoni quotidiani e dettagli ambientali che rafforzano la sensazione di familiarità.

Ironia e dialogo con lo spettatore

Un espediente che torna in questa stagione è il dialogo diretto con lo spettatore. I personaggi si rivolgono alla telecamera, commentano le proprie azioni o le stranezze della trama, creando un gioco di complicità che rompe le convenzioni narrative tradizionali.

Non è una novità per il BarLume, ma conferisce un tono di originalità: lo spettatore diventa parte integrante del racconto, invitato a condividere sorrisi e osservazioni, rafforzando l’ironia senza eccedere nella smorfia comica.

Dialoghi, temi e performance

I dialoghi restano brillanti, ritmati e leggeri, pur a volte sacrificando la profondità della trama. La coralità permette momenti di comicità sofisticata, con i veri pilastri della stagione – i vecchini e la coppia Stefano Fresi (Romanzo criminale, Poli opposti) ed Enrica Guidi (Lasciarsi un giorno a Roma, L’eroe) – a reggere con sicurezza il ritmo narrativo.

Altre figure principali, pur avendo maggiore spazio, risultano sacrificati dal personaggio e meno incisivi. Temi come senso di comunità, confronto generazionale e memoria del paese emergono in filigrana, filtrati dalla leggerezza della narrazione, senza appesantire la visione.

Sorprese grottesche e anticipazioni

Il primo episodio, Il gioco delle coppie, conferma il tono leggero e la capacità della serie di intrecciare ironia e piccole situazioni grottesche. Le anticipazioni dei prossimi due episodi, Il matrimonio di Pasquali e La danza dello squalo, suggeriscono continuità nello stile: qualche nuova situazione surreale, piccoli giochi meta-narrativi e ulteriori sprazzi di comicità, sempre all’interno di una struttura rassicurante e coerente.

La serie continua così a giocare con la propria formula, senza tradire l’atmosfera familiare e la leggerezza che hanno reso Pineta un luogo televisivo tanto amato.

Conclusione: leggerezza, affetto e qualche compromesso

La tredicesima stagione di I Delitti del BarLume conferma la sua capacità di intrattenere con leggerezza, ironia e calore toscano. La coralità comica domina la scena, mentre il giallo resta sullo sfondo. I vecchini e la coppia Fresi/Guidi emergono come colonne portanti della stagione, mentre altri personaggi principali subiscono qualche limitazione dal proprio spazio narrativo.

Atmosfera, chimica del cast, scenografia e piccoli espedienti meta-narrativi compensano queste lacune, rendendo la visione piacevole, rassicurante e divertente… con il sorriso familiare di Pineta sempre al centro.

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I Delitti del BarLume

  • Anno: 2026
  • Durata: 90 minuti
  • Distribuzione: Sky Studios e Palomar
  • Genere: Commedia, Giallo
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Roan Johnson, Marco Teti e Milena Cocozza
  • Data di uscita: 05-January-2026