Approfondimenti

Questo atto che non è un atto

Esaltazione del formato episodico.

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Uno dei massimi interpreti del cinema indipendente, Jim Jarmusch, dopo il Leone come miglior regia vinto all’ultimo Festival di Venezia, finalmente viene distribuito in sala col suo ultimo e attesissimo film: Father Mother Sister Brother. Il distributore italiano Lucky Red ci permette di assistere ad un atto poetico ma anche ad un atto che non è un atto. Perché al netto della sua poesia malinconica ed esistenziale sui rapporti famigliari, la discussione intorno al film è interessante in termini di approcci e schemi strutturali.

L’opera di Jarmusch si inserisce negli studi metodologici sulla sceneggiatura incentrati sullo stravolgimento dei tre atti. In tale dinamica il conflitto viene messo da parte, così come la storia in sé, approfondendo invece i personaggi e la loro interiorità, veri nervi tensivi e progressivi del film. E in Father Mother Sistet Brother succede proprio questo. Il lungometraggio con protagonisti, tra gli altri, Adam Driver e Cate Blanchett, si compone di tre episodi, tre segmenti autonomi che viaggiano per conto loro, rispettando però un certo mondo spaziale e certi schemi imposti da Jarmusch.

Il tema fondante del film, l’incomunicabilità della famiglia, espone ambientazioni diverse ma con un uguale tipologia; lo spostamento in macchina dei protagonisti per raggiungere i padri, le madri, o quest’ultimi defunti, il sorseggiare silenziosamente la tazza di caffè o di tè, sono tutti strumenti narratologici che tendono a replicare una forma episodica già trattata da Jarmusch e dal cinema, ma che qui il cineasta americano ripropone nella sua ristretta componente minimalista. Per questo, forse, occorrerebbe parlare di serializzazione dell’antinarrazione.

La forma seriale in Jarmusch

Come risulta abbastanza evidente dal meccanismo episodico del film, Father Mother Sister Brother ha una struttura che adotta la forma seriale senza aderire alla narrazione tradizionale. Jarmusch, difatti, usa l’articolazione degli episodi, non per formulare uno sviluppo progressivo del racconto, ma per mettere in crisi l’idea stessa di narrazione come concatenazione di eventi. Il dramma famigliare del regista indipendente ribalta la standardizzazione dell’arco narrativo nella sua suddivisione sviluppo-climax-risoluzione, proponendo invece una narrazione protesa essenzialmente al tema, esplorando, da diverse angolazioni, la relazione tra legami famigliari e distanza emotiva.

Nella carriera di Jarmusch, il formato episodico esplora variazioni tematiche e stilistiche, ma rimanendo su una tendenza cinematografica del mini film antologico diviso in tre parti. In Father Mother Sister Brother, invece, gli episodi diventano microcosmi narrativi che oltre a non intrecciarsi rientrano in una dimensione autonoma che esula dalla struttura cinematografica in quanto tale.

Il regista nel suo ultimo film ha una certa affinità con l’antologia seriale, principio creativo della storia della televisione. Utilizzando dei titoli di paragone, come Black Mirror, Father Mother Sister Brother si basa su episodi connessi dal tema ma autonomi e quindi dentro l’anthology series. Così il film di Jim Jarmusch usa la serializzazione per dar forma a tre micro-narrazioni senza mettere insieme una trama dominante. In questo l’opera del cineasta è differente da un film ad episodi, svuotando la singolarità drammatica del singolo episodio per raffigurare momenti relazionali senza conflitto e struttura.

Tre atti che vogliono esserne uno solo

Jarmusch ha sempre usato l’episodio per giocare con la forma autonoma dell’antinarrazione. In Coffee and Cigarettes (2003) le relazioni umane e minimaliste vengono presentate in brevi sketch incentrati su conversazioni surreali, una tipologia di gestione episodica molto simile a quanto fatto nell’ultimo film. Mentre in Mistery Train (1989) ambientato  a Memphys, il cinema si riappropria dell’episodio come film nel film, un arco narrativo ben esposto dal suo inizio alla sua risoluzione.

Ma anche se l’utilizzo del formato antologico cambia, Jarmusch è incredibilmente capace anche in Father Mother Sister Brother di creare uno spazio di riflessione sociale, seppur breve. La ripetizione degli oggetti usati e dello scenario riproposto in ogni episodio, approfondiscono aspetti diversi nel medesimo oggetto narrativo. Se nel primo episodio il tè che i due figli prendono col padre espone un disequilibrio valoriale ai danni del “father”, nel secondo episodio il personaggio borghese e altezzoso interpretato da Charlotte Rampling, riposiziona le due figlie nel loro status famigliare subordinato alla “mother”.

Emerge quindi, come in tutti i film ad episodi di Jarmusch, la rilevanza maestosa del piano tematico, qui rappresentato dalla famiglia, senza però basarsi su una struttura drammatica che includa eventi espliciti, climax e risoluzione.

Il tema è cosi importante da creare un unico atto, rendendo, paradossalmente, antinarrativa l’antinarrazione stessa. Perché se Pulp Fiction intreccia tre storie, e una serie come American Horror Story ha uno sguardo antologico stagionale, Father Mother Sister Brother non ha alcun interesse nell’unire i pezzi nella sua totalità e nemmeno nel creare tre storie separate. Bisogna leggere l’opera di Jarmusch in questa estremizzazione dell’autonomia. Un’incomunicabilità famigliare evidente anche e soprattutto nella scrittura del regista.

La poesia anarchica contrapposta all’ordine della sceneggiatura

Un cinema fatto così è un atto eretico, in continua ribellione all’impostazione classica e strutturale del sistema della sceneggiatura tradizionale, e che Jarmusch, essendo uno degli ultimi neorealisti puri rimasti, interpreta in modo radicale e quasi sprezzante. Un racconto frammentato che deriva dalla letteratura come risposta e opposizione alla crisi della narrazione unitaria. Friedrich Schlegel ne Frammenti critici e poetici e Italo Calvino nel suo Se una notte d’inverno di un viaggiatore, costruiscono l’autonomia del testo letterario, rifiutando la progressione lineare e la conclusione testuale (proprio come fa Father Mother Sister Brother nell’episodio francese), in favore di un’incompiutezza e sospensione poetica.

L’opera di Jarmusch si inserisce in questo anarchico ribaltamento degli atti e della forma dello script. Ricostruendo una storia famigliare coerente per l’interiorità dei protagonisti. Un significato che non nasce dalla continuità ma da una linea antidrammatica, distante dai modelli classici della sceneggiatura.

La nostra recensione di Father Mother Sister Brother

 

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