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Torino Film Festival

‘Hamburgo’ il thriller che non ti aspetti

Il lungometraggio di Lino Escalera in concorso al 43° Torino Film Festival

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Hamburgo

Fin dall’inizio, il film Hamburgo emana un senso di nostalgia, che si trasmette alle inquadrature come una malattia endemica, impedendo ai personaggi di reagire all’inevitabile destino delle loro vite spezzate. Lo squallore ambientale e la  disillusione collettiva sono due delle principali forze motrici di questo thriller dark, diretto per sottrazione da Lino Escalera. Una trama indolente marchia le strade di una periferia degradata della Costa del Sol, una regione infestata da losche attività di traffico di esseri umani, dove la fuga è un sogno labirintico e sfuggente. 

Hamburgo rappresenta la fuga in un mondo di violenza e miseria.

Germán, il protagonista appare come un outsider, consumato da tutto ciò che riguarda il mondo della droga e dal lavoro sessuale. Il regista cuce addosso a Jaime Lorente (il famoso Denver della Casa di Carta) il ruolo di un’autista taciturno in cerca di redenzione che come ultima spiaggia chiede al vecchio amico pappone Chaco un lavoro per sopravvivere.

Hamburgo

In un lento viaggio di disumanizzazione Escalera costruisce una storia a tre che coinvolge Germán (che sogna di lasciarsi il passato alle spalle), Alina (che spera di tornare nel suo paese o di rimanere in una terra di nessuno, libera dalle pressioni sessuali degli uomini) e Cacho (l’uomo che protegge Germán e funge da figura paterna per il suddetto autista). Questo triangolo conferisce credibilità drammatica a una sceneggiatura che si sforza costantemente di trascendere i confini della ragione, come se si trattasse di una tragedia shakespeariana in cui la dannazione è la norma.

Hamburgo

Elogio all’estetica visiva di Hamburgo:

Il riferimento al thriller americano degli anni ’70 è l’influenza dominante dell’approccio estetico del film. Da qui la decisione del regista di girare Hamburgo in Super 16 mm. Tornare a questo formato dopo così tanti anni è una sfida vinta, girata completamente su negativo per ottenere la texture ideale e raffigurare quel mondo sporco, oscuro del traffico di esseri umani.
In questo senso, la fotografia di Juana Jiménez è dura e fortemente contrastata, con una tavolozza di colori che raffigura una notte fatta di luci proiettate da bordelli, zone industriali e strade costiere, dove il nero, l’oscurità, è molto presente. Si vede sin da subito che la scelta scenografica di aggiornare l’immaginario visivo più strettamente legato al genere e collocarlo in un universo più specifico è stata una scelta azzeccata che vale la visione del film.

Un luogo illuminato da luci al neon, squallido e ostile, dove tutto è falso e pacchiano come i ninnoli venduti in una bancarella da fiera.

Tutto odora di fumo stantio e sa di alcol scadente, non ci si può fidare di nessuno, come se fossero intrappolati nel proprio caos e nella propria assurdità.

Con poche e semplici pennellate Germán dipingerà una caduta agli inferi verticale, in una fuga disperata verso la libertà con la giovane prostituta Alina, lasciando allo spettatore un finale aperto dove nessuno può davvero scappare dal proprio passato.

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Hamburgo

  • Anno: 2025
  • Durata: 113'
  • Distribuzione: Filmax
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: Spagna, Romania
  • Regia: Lino Escalera
  • Data di uscita: 21-November-2025