Pianeta Mare Film Festival

Pianeta Mare Film Festival 2025: il cinema green che unisce popoli, ambiente e nuove generazioni

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Dall’Amazzonia al Bangladesh, dalla Louisiana al Suriname, la quarta edizione del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli (PMFF) ha offerto uno sguardo globale sulle emergenze ambientali e sociali che segnano il nostro tempo. L’evento, ormai riconosciuto tra i principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema “green”, ha confermato la sua capacità di coniugare arte, impegno e partecipazione.

Il miglior film: “Lowland Kids” di Sandra Winther

Il premio come miglior film è andato a “Lowland Kids”, coproduzione danese-statunitense diretta da Sandra Winthere prodotta dal regista Darren Aronofsky, Leone d’Oro a Venezia.
L’opera racconta la battaglia di due adolescenti che cercano di resistere agli effetti devastanti del cambiamento climatico sull’Isle de Jean Charles, in Louisiana, divenuta simbolo dei primi rifugiati climatici d’America.

La giuria tecnica, composta da Chloé Batissou, George Panopoulos, Fabrizio Rongione e Valia Santella, ha premiato il film per “la capacità di fondere temi ambientali e sociali, trasformando una tragedia ecologica in un racconto universale di amore, resilienza e perdita della propria terra”.

Menzioni e premi internazionali

Nella sezione lungometraggi, menzione speciale – poi ribadita anche dalla Giuria Giovani – per “Monikondee”, che porta sullo schermo la voce delle comunità indigene di Guyana e Suriname, impegnate a difendersi dallo sfruttamento dell’oro e dall’inquinamento dei fiumi. Un’opera, secondo la giuria, “di grande forza visiva e morale, capace di interrogare il vero costo del progresso”.

La sezione Panorama Oltremare ha invece visto trionfare “Lost Land” di Akio Fujimoto, coproduzione Giappone-Francia-Malesia-Germania, ambientata nel campo profughi del popolo Rohingya in Bangladesh. La giuria, rappresentata da Agathe de Lorme, Greta Esposito e Massimo Pronio, ha sottolineato “la capacità del film di restituire dignità e umanità a chi vive ai margini del mondo”.

Menzione speciale per “Il sentiero azzurro” di Gabriel Mascaro, incentrato sul viaggio di una donna anziana lungo i fiumi amazzonici. In vista della COP30 in Amazzonia, l’opera risuona come un forte richiamo alla responsabilità collettiva verso la natura e le comunità fluviali.

Un festival partecipato e inclusivo

Il direttore Max Mizzau Perczel ha evidenziato come questa edizione abbia superato ogni aspettativa, con oltre 150 opere in più rispetto al 2024 e 5.000 spettatori in cinque giorni di proiezioni.
Il 70% del pubblico era composto da giovani, grazie a un coinvolgimento diretto delle università napoletane e delle scuole del territorio.

A Scampia, nella sede dell’Università Federico II, ogni matinée ha ospitato circa 500 bambini e adolescenti, in collaborazione con l’Assessorato regionale all’Istruzione, la Film Commission Regione Campania, la Commissione Europea, HSPI e la Fondazione Banco di Napoli.

Cortometraggi e Focus Campania

All’Università Suor Orsola Benincasa, sede del Master in Cinema e Televisione diretto dal premio Oscar Nicola Giuliano, sono stati proiettati i cortometraggi in concorso.
Il premio al miglior corto è andato a “Headland” di Mariana Duarte, per la delicatezza con cui racconta gli effetti del cambiamento climatico su una comunità di pescatori scozzesi.
Menzione speciale al corto d’animazione “Papillon” di Florence Miailhe, apprezzato per “l’uso poetico dell’acqua come metafora di libertà e prigionia”.

Grande successo anche per il nuovo Focus Campania, che ha premiato “Maccaria” di Giulia Minella, un racconto di emancipazione e identità che restituisce al mare campano la sua centralità simbolica.
Menzione speciale al film “All’Alba” di Ilaria Lombardi, lodato per la sua delicatezza nel narrare la memoria viva di una comunità flegrea.

I giovani protagonisti del PMFF

La Giuria Giovani, formata da studenti italiani e internazionali, ha premiato come miglior lungometraggio “Nel tempo di Cesare” di Angelo Loy, dedicato ai pescatori di anguille sul Tevere. Il miglior corto per loro è stato “Fish River Anthology” della regista finlandese Veera Lamminpää.

Novità assoluta di quest’anno, la Giuria Giovani WWF, composta da attivisti del WWF Campania, ha incoronato “Last Dive”, un intenso viaggio di redenzione e responsabilità collettiva.

Un ponte tra cinema, ambiente e formazione

Sostenere il PMFF significa investire nel futuro del pianeta”, ha dichiarato Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania.
Un messaggio che racchiude l’essenza del Festival: unire le comunità, educare le nuove generazioni e usare il cinema come strumento di consapevolezza ambientale e sociale.

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