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‘La divina di Francia’: Sarah Bernhardt a novembre al cinema

Guillaume Nicloux ritrae l’anima ribelle di Sarah Bernhardt in un film che unisce arte, passione e disobbedienza.

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Wanted Cinema annuncia la nuova data d’uscita di La divina di Francia – Sarah Bernhardt, il film di Guillaume Nicloux dedicato alla celebre attrice teatrale, in arrivo nelle sale italiane dal 6 novembre con Sandrine Kiberlain e Laurent Lafitte.

Non un biopic tradizionale, ma un ritratto visionario che esplora alcuni momenti chiave della vita di Bernhardt, prima star internazionale. Musa di Wilde e D’Annunzio e simbolo di modernità e anticonformismo. Tra trionfi e tormenti, il film cattura la sua energia performativa. Le passioni travolgenti e la ribellione contro le convenzioni, restituendo l’essenza di un’artista che trasformava il dolore in arte e il palco nel suo regno.

Al fianco della protagonista, l’attore Lucien Guitry (Laurent Lafitte) rappresenta la dimensione più emotiva e ambigua della sua esistenza, un amore totalizzante che diventa ferita e ispirazione.

Guillaume Nicloux racconta così una donna in anticipo sui tempi, che non si piegò mai al controllo patriarcale: interpretò ruoli maschili, diresse un teatro, riscrisse testi, gestì la propria carriera con autonomia e ferma consapevolezza. Un’icona moderna, capace di attraversare il dolore trasformandolo in arte, che ancora oggi continua a ispirare il cinema e la scena contemporanea.

Dichiarazione di Nathalie Leuthreau, sceneggiatrice

«Sarah era una tragédienne straordinaria, dotata di voce ammaliante e magnetismo raro, ma anche una donna libera nel corpo e nello spirito. Difendeva le sue convinzioni con fermezza e incarnava, senza dichiararlo, lo spirito femminista. Viaggiatrice instancabile e donna appassionata, viveva ogni esperienza con intensità e coraggio. Per il film mi sono concentrata su due momenti chiave della sua vita: la consacrazione del 1896 e l’amputazione della gamba nel 1915. Ho intrecciato realtà e immaginazione per restituire legami profondi, amori travolgenti e la straordinaria energia del suo spirito.»

Guillaume Nicloux racconta Sarah Bernhardt

 «Affrontando questo “mostro sacro”, ci siamo liberati rapidamente della necessità di un biopic realistico», racconta il regista. Il film nasce così dall’assenza di certezze, un terreno fertile per la fantasia e la visione cinematografica.

Nicloux sottolinea il lato ribelle e passionale di Bernhardt: «È una donna che è “troppo”: troppo amorevole, troppo violenta, troppo ingiusta, troppo innamorata della giustizia, troppo ribelle». Una personalità travolgente, capace di gestire il proprio teatro, i propri soldi e i propri amori, anticipando tecniche teatrali come la memoria emotiva e unendo eccentricità e interiorità. La sua libertà dal controllo patriarcale, l’opposizione all’autorità, i ruoli maschili e i molteplici amori la rendono un personaggio straordinariamente moderno.

Sandrine Kiberlain riesce a incarnarne lo spirito senza imitarla. «Ho avuto l’impressione di scoprire Sarah Bernhardt guardandola», racconta Nicloux. L’attrice restituisce la sua energia, i suoi eccessi e la capacità di affascinare chiunque la circondi, senza scadere nella caricatura.

Realtà e fantasia

Il film intreccia realtà e fantasia, sviluppando legami profondi e amori travolgenti, come quello con Lucien Guitry, figura centrale della vita di Sarah e interpretata da Laurent Lafitte. «Ci siamo presi la libertà di fantasticare su alcuni aspetti della sua vita, per esplorare la sua personalità intera e coinvolta», spiega Nicloux. Anche licenze anacronistiche, come quadri o elettricità fuori tempo, servono a restituire lo spirito del suo tempo, più che la pura documentazione storica.

La musica, che va da Reynaldo Hahn a Ravel, Debussy e Chopin, guida il ritmo e le emozioni del film, mentre le immagini del funerale di Sarah ricordano la sua fama straordinaria: «Seppellita con gli onori di un capo di Stato, la sua notorietà non si basava su archivi o media, ma sulla memoria viva del pubblico che l’aveva vista a teatro».

La divina di Francia – Sarah Bernhardt è così un ritratto libero e visionario, che cattura l’essenza di un’artista che ha fatto della vita stessa un atto performativo, travolgente e senza tempo.

Sandrine Kiberlain racconta Sarah Bernhardt

Interpretare Sarah Bernhardt è stata per Sandrine Kiberlain un’esperienza totale, un’immersione in un personaggio impossibile da costruire consapevolmente. «Non bisogna pensare a ciò che rappresenta, alla sua aura di “mostro sacro”», racconta l’attrice, «ma concentrarsi sulla sua energia, sulla sua libertà, lasciandosi guidare dall’intuizione». Per Kiberlain, Sarah recita sempre, anche fuori dal palcoscenico, in maniera sproporzionata ed eccentrica: dormiva e provava in una bara, era circondata da animali selvatici, era libera in tutto senza calcolo né limiti.

L’attrice si è lasciata abitare dal personaggio, tra mostre, memorie e costumi, «perché a seconda del costume emergeva una Sarah diversa». Ogni abito, ogni tessuto, ogni allestimento diventava uno strumento di interpretazione, e il risultato è un ritratto intenso e vivo della Divina. La scena iniziale di agonia, in particolare, ha richiesto un abbandono totale: «Ho lasciato andare i cavalli. Mi sono completamente abbandonata», racconta Kiberlain, sottolineando quanto interpretare Sarah significhi assumere ogni eccesso, compresa la sua risata di libertà, che ricorda quella di Marceline Loridan.

Il film non cerca di imitare Bernhardt, ma di evocarla:

«Non si trattava di copiarla, ma di catturare l’emozione e la forza che emanava», spiega Kiberlain. Un’attrice straordinaria, capace di muovere e commuovere il pubblico ogni sera, eppure incredibilmente moderna: interpretava ruoli maschili, dirigeva un teatro, gestiva i suoi amori e sfidava le convenzioni. «Era al di sopra della misoginia del suo tempo», racconta Kiberlain, «difendeva la donna e l’artista che era, senza farsi frenare da nulla».

Il film esplora anche la sua fragilità sentimentale, evocata attraverso la relazione con Lucien Guitry, e restituisce la sua generosità e la sua audacia, dalle sperimentazioni estetiche ai gesti di solidarietà durante la Belle Époque. Sandrine sottolinea come, nel centenario della morte della Divina, il film voglia far emergere una modernità e un’eccentricità spesso rimaste nell’ombra: «Ho scoperto la donna. La stavo conoscendo», conclude, ricordando che “La divina di Francia – Sarah Bernhardt” è anche un documentario sulla recitazione stessa, sulla capacità di vivere la scena come estensione della propria anima.

Cast e Produzione

La divina di Francia – Sarah Bernhardt, oltre Sandrine Kiberlain  e Laurent Lafitte vedremo Amira Casar nei panni di Louise Abbéma e Pauline Etienne quelli di Suzanne. La storia prende vita anche con Mathilde Ollivier (Charlotte Lysès). Laurent Stocker (Pitou), Grégoire Leprince-Ringuet (Maurice Bernhardt), Clément Hervieu-Léger (Georges Clairin). Sébastien Pouderoux (Samuel Pozzi), Sylvain Creuzevault (Edmond Rostand), Arthur Mazet (Sacha Guitry) e Arthur Igual (Émile Zola). Diversi membri della Comédie Française contribuiscono a rafforzare la componente teatrale e storica del film.

La produzione è affidata a Les Films du Kiosque e BAC Films Production, con i produttori François Kraus, Denis Pineau-Valencienne e David Grumbach. La fotografia è firmata da Yves Cape AFC, mentre il direttore artistico Olivier Radot e la costumista Anaïs Romand hanno contribuito a restituire lo sfarzo e l’eleganza della Belle Époque. Completano il team tecnico i ruoli chiave di suono, montaggio, trucco, capelli e oggetti di scena, curati da professionisti di altissimo livello.

Clip dal film

La Divina di Francia - Sarah Bernhardt

  • Anno: 2025
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Wanted Cinema
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Guillaume Nicloux
  • Data di uscita: 06-November-2025