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Tè, famiglia e Jim Jarmusch: ‘Father Mother Sister Brother’ prepara una nuova antologia

Il maestro delle famiglie eccentriche torna a Venezia

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Jim Jarmusch, il re del cinema impassibile, sobrio e deliziosamente anticonformista, torna dietro la macchina da presa dopo una pausa di sei anni con Father Mother Sister Brother. Fedele al suo stile, il regista affronta il labirintico mondo dei legami familiari, ma con tanto tè, sguardi sottili e qualche occasionale sospiro esistenziale.

Gli appassionati dei suoi lavori precedenti sanno che il fascino di Jarmusch risiede nella sua capacità di trovare profondità nel banale, e questa antologia promette di fare esattamente questo attraverso tre continenti.

Un trittico globale dell’umanità

Il film è diviso in tre capitoli, ognuno ambientato in una città diversa: New Jersey, Dublino e Parigi. Questi luoghi incorniciano l’esplorazione di Jarmusch di figli adulti alle prese con genitori anziani, catturando i momenti imbarazzanti, divertenti e teneri che rendono la vita familiare così familiare e sconcertante al tempo stesso.

Le immagini teaser ci hanno già dato un assaggio delle peculiarità distintive del regista, come un acceso dibattito sulla possibilità di un brindisi adeguato con il tè, una riflessione alla Jarmusch su etichetta, rituali e sfumature culturali.

Un cast stellare ed eclettico

Fedele al suo stile, Jarmusch ha riunito un mix di collaboratori esperti e volti nuovi. Adam Driver e Cate Blanchett sono i protagonisti, affiancati da Tom Waits, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Vicky Krieps, Sarah Greene, Indya Moore, Luka Sabbat e Françoise Lebrun.

È un cast che abbraccia generazioni, stili di recitazione e sensibilità cinematografiche, perfetto per una storia in cui sottigliezza e sfumature regnano sovrane. Vedere questo ensemble destreggiarsi tra assurdità familiari è già una delle chicche più attese di Venezia.

Sei anni, mille idee

Dal suo ultimo lungometraggio, The Dead Don’t Die del 2019, Jarmusch si è tenuto impegnato con progetti musicali e sperimentali, tra cui una serie di colonne sonore per i film di Man Ray con il suo compagno di band Carter Logan. Eppure non ha esitato a criticare il panorama cinematografico indipendente moderno.

In un’intervista del 2023, ha lamentato il declino degli accordi di compartecipazione agli utili, osservando che il tipo di accordi che un tempo apprezzava ora viene “deriso a morte”. Quella arguzia e quella prospettiva taglienti sono destinate a permeare Father Mother Sister Brother, garantendo che il suo umorismo e il suo dolore risultino al tempo stesso intimi e incisivi.

Venezia e oltre

L’antologia sarà presentata in anteprima mondiale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, aggiungendo un tocco di glamour italiano all’umorismo asciutto di Jarmusch. Dopo Venezia, il film sarà proiettato al New York Film Festival, prima che MUBI lo distribuisca nelle sale il 24 dicembre.

Aspettatevi momenti intimi, imbarazzanti e sorprendentemente profondi che emergono da ogni inquadratura: un segno distintivo di Jarmusch che ci ricorda perché il regista rimane una voce unica nel cinema.

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Perché siamo emozionati

Se c’è una cosa da aspettarsi, è il modo in cui Jarmusch cattura l’universalità dei conflitti familiari, la tranquilla comicità della vita quotidiana e la poesia nascosta nei rituali.

Father Mother Sister Brother si preannuncia sia come una meditazione che come una celebrazione, un promemoria che, che siate nel New Jersey, a Dublino o a Parigi, la famiglia, i legami e l’occasionale tazza di tè perfettamente infuso sono ciò che ci mantiene con i piedi per terra in un mondo in continua evoluzione.

 

 

Fonte: IndieWire