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IN SALA

Storia di una ladra di libri

Tratto dall’omonimo romanzo di Markus Zusak, “Storia di una ladra di libri” è un racconto di formazione ambientato nella Germania nazista. Diretto da Brian Percival, il lungometraggio, con toni forse fin troppo didascalici e classicheggianti, rimane ben connesso con il soggetto del romanzo: il risultato è un lavoro che è in grado sia di intrattenere che di portare lo spettatore a riflettere

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Storia di una ladra di libri

Anno: 2013

Distribuzione: 20th Century Fox 

Durata: 131′

Genere:  Drammatico, Guerra

Nazionalità: Germania, USA

Regia: Brian Percival

Data di uscita: 27 Marzo 2014

La biblioclastia è forse una delle pratiche più atroci che una dittatura può mettere in atto. Bruciare i libri significa rendere cenere – polvere – la cultura, il pensiero stesso di chi li ha scritti, la possibilità di imparare e di aprire la mente per chi potrebbe leggerli. Bruciare libri vuol dire incenerire il sapere stesso.

Tratto dall’omonimo romanzo di Markus Zusak, Storia di una ladra di libri è un racconto di formazione ambientato nella Germania nazista che ha come protagonista la giovane Lieser Meminger, una ragazzina che già in tenera età è costretta a scontrarsi con il dolore a causa della perdita prematura del suo fratellino e dell’abbandono della madre costretta a lasciare il paese per le sue idee politiche. Adottata da Rose e Hans Rubermann, Lieser incomincia molto presto a nutrire una forte passione per la lettura che coltiverà anche grazie a Max Vandemburg, un ebreo salvato dai rastrellamenti e nascosto dai Rubermann tra le loro mura mentre fuori i figli di Hitler sterminano vite e cultura.

Diretto da Brian Percival, già regista della serie televisiva inglese Downtown Abbey, il lungometraggio, con toni forse fin troppo didascalici e classicheggianti, rimane ben connesso con il soggetto del romanzo dove Lieser – interpretata da una convincente Sophie Nèlisse – diventa il simbolo stesso della speranza del futuro attraverso l’azione recidiva di salvare dai ripetuti roghi i libri. La crescita prematura della protagonista, nella storia, è fortemente legata al suo folle amore per la lettura che la rende, al contempo, sia consapevole di quel che le sta accadendo incontro sia in grado – a modo suo – di non esserne fagocitata rimanendo, attraverso gli altrui scritti che stuzzicano la sua mente e formano la sua personalità – un essere pensante e, a suo modo, attivo contro quel regime che tentò di distruggere il mondo e le sue menti.

Come spesso accade nelle trasposizioni, molte delle parti dell’originario testo nella versione cinematografica sono state sacrificate per dare spazio agli avvenimenti più adatti a una spettacolarizzazione da grande schermo. Per colmare alcuni buchi del racconto letterario comunque importanti ai fini di una coerenza narrativa è stata usata una voce narrante che in questo caso e in molti, troppi, punti della trasposizione risulta più fastidiosa che funzionale. Questo è comunque l’unico neo di un lavoro che è in grado sia di intrattenere che di portare lo spettatore a riflettere non riducendo il tutto a una mera lotta tra buoni e cattivi – facile lettura spesso sfruttata nelle ambientazioni che hanno a che fare con il secondo conflitto mondiale – ma sottolineando l’importanza del sapere e del coraggio, comunque, di reagire.

Sandra Martone

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