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FESTIVAL DI CINEMA

I vincitori dell’Andaras Traveling Film Festival 2025

Ecco tutti i vincitori dell'edizione di quest'anno dell'Andaras Traveling Film Festival

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Sabato 19 luglio si è conclusa la VII edizione di Andaras Traveling Film Festival, il concorso estivo dedicato al cinema corto di viaggio, che si svolge nei tre Comuni di Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias. Nove i corti vincitori e diverse menzioni speciali per opere che hanno esplorato il sentimento dell’amore ai tempi dell’AI. Il tema 2025, Cyberlove, ha guidato il pubblico lungo un viaggio tra desideri algoritmici, corpi rivoluzionari e spiagge stellate.

La mappa dei film premiati, tra i trentasette cortometraggi in gara, racconta un’idea di umanità plurale e connessa. Provenienti da tutto il mondo, le opere vincitrici portano a galla storie intime e universali, corpi in fuga e desideri in collisione, voci che interrogano il nostro presente con linguaggi eterogenei.

Ospiti

Quest’anno, anche il racconto fuori dal grande schermo ha esplorato ad Andaras il tema dell’amore come strumento di resistenza contro guerre sempre più disumanizzanti. Nell’incontro Fughe e approdi, le attiviste iraniane Sadaf Baghbani e Parisa Nazari hanno condiviso storie di fuga, coraggio e libertà. Introdotte e moderate da Francesca Corbo di Amnesty International Italia, che quest’anno celebra il suo 50° anniversario.
Le altre CyberStar che hanno illuminato questa edizione sono state: Freddie Fox, stella di House of the Dragon, protagonista della proiezione-evento A Secret Love Screening. Rancore, autentico poeta della rap, con un talk che ha viaggiato tra note, versi e filosofia. A impreziosire il programma anche la partecipazione di Riccardo Atzeni, illustratore e art director, che ha inaugurato la mostra Another Love!. E ancora, l’incontro con Nicola Muscas, scrittore cagliaritano e autore di Un amore di contrabbando (Mondadori): un vero e proprio pellegrinaggio emotivo nel mito senza tempo di Gigi Riva. Francesco Medda in arte Arrogalla, produttore e live performer sardo di musica elettronica.

I cortometraggi in gara

La selezione ufficiale ha proposto 37 cortometraggi da tutto il mondo divisi in sette categorie, con uno sguardo trasversale sulle trasformazioni dei legami umani nel presente ipertecnologico.

Il direttore artistico Joe Juanne Piras commenta:

«È stata un’edizione incredibile sotto ogni punto di vista. La qualità e l’originalità dei film in concorso, il calore e la partecipazione del pubblico, la bellezza e potenza umana delle ospiti e degli ospiti che hanno animato ogni angolo di questo festival. Cyberlove ha messo in scena l’amore come viaggio nel tempo presente, tra intimità reali e corpi che non si arrendono all’essere mediati da una macchina. Un’edizione che ci ha insegnato che l’amore è ancora il più potente degli atti rivoluzionari».

Andaras Summer School of Cinema

Successo e grande partecipazione anche per la seconda edizione dell’Andaras Summer School of Cinema, che ha offerto tre masterclass gratuite. Un percorso intensivo tra scrittura, regia e produzione, guidato da Lucio Besana, Andrea Zuliani e Matteo Urbinati. I tre hanno condiviso con i partecipanti strumenti, visioni e pratiche del mestiere. Inoltre le lezioni erano a cielo aperto in scenari naturali mozzafiato.

Il fondatore di Andaras, Marco Corrias, ha ricordato il valore culturale dell’iniziativa, che «non solo porta cinema di qualità in territori marginali, ma agisce come volano per l’economia locale e antidoto al rischio di spopolamento dei borghi».
Mentre la presidente dell’Associazione Andaras, Maria Paola Piasanu, ha sottolineato «la straordinaria partecipazione del pubblico, soprattutto dei più giovani, che hanno popolato ogni sera piazze, arene e spiagge, trasformando il festival in una vera festa collettiva».

Giuria

Due le giurie chiamate a premiare le opere in concorso. La Giuria Cyberlove, dedicata ai film più audaci sul confine tra amore, desiderio e tecnologia, presieduta da Irene Maiorino, volto del cinema italiano consacrato da L’Amica Geniale, dal cantautore e compositore Francesco Motta e dal regista Andrea Zuliani, autore de Le ragazze non piangono.

La Giuria Classica invece ha visto protagonista l’attrice siciliana Selene Caramazza, finalista ai Nastri d’Argento 2025 per The Bad Guy. Con lei, Flavio Natalia, direttore di Ciak, e Francesca Maria Scanu, sceneggiatrice e produttrice (Per Anna, Le ragazze non piangono, Cosa resta).

I vincitori

L’Europa è protagonista con premi a Irlanda, Francia, Italia, Belgio e Germania. Tra i vincitori anche Taiwan, Stati Uniti e Colombia (con una menzione speciale), per un’edizione segnata da sguardi transculturali, coproduzioni internazionali e temi che attraversano confini e identità: intimità, corpi, eros, tecnologia e conflitti.

“Andaras Noas (New Paths)” Categoria dedicata ai corti di finzione che hanno come tema il viaggio, il momento prima di una partenza, l’inizio di una nuova vita.

Best Andaras Noas – New Paths 2025: TWO FOR THE ROAD by Lochlainn McKenna (Ireland)
Per la raffinatezza con cui ha messo in scena un racconto toccante e sincero sul legame tra un padre e un figlio nell’Irlanda degli anni ’90. Un viaggio breve ma intenso, capace di restare impresso per la delicatezza dello sguardo, l’estetica e la forza emotiva delle immagini. Si fa spazio nel cuore dello spettatore grazie a una regia intima e autentica, che celebra la memoria e la vulnerabilità dell’infanzia.

“Gazes from the World” Categoria dedicata ai documentari di viaggio, a sguardi intimi e particolari

Best Gazes from the World 2025: WAFAA FROM GAZA by Elisa Ward (Germany, 15’)
Come può una lunga intervista non annoiare mai e riuscire a mettere in scena un altro aspetto del viaggio? Con uno storytelling diretto e senza niente di superfluo, questo corto racconta non la scoperta di un luogo nuovo, ma il ripensare alle proprie radici, un viaggio all’indietro al cui centro c’è un sentimento che noi isolani conosciamo bene e ci risuona sempre: la nostalgia di casa.

 “Narrative Shorts” Categoria dedicata ai corti di finzione

Best Narrative Short 2025: LE DÉRAPAGE by Aurélien Laplace (France, 15’)
Per la capacità di rendere corale e sociale un fatto apparentemente piccolo che sconvolge la vita di un personaggio, per la scrittura brillante che sbeffeggia politica e mass media di oggi e la messa in scena puntuale.

“Animation” Categoria dedicata ai cortometraggi d’animazione

Best Animation 2025: TRASH by G. Boudiz, M. Crançon, R. Delaporte, M. Durand, R. Fleischer, A. Le Ral, M. Lutz, F. Vecchie (France, 7’)
Per la sensibilità e la cura con cui affronta in modo diretto e profondo un tema centrale e universale come la lotta per la sopravvivenza e il dramma della guerra sociale; per la capacità di unire denuncia e poesia attraverso immagini curatissime e una regia precisa e mai scontata.

“Another Love” – Categoria dedicata ai corti di finzione che raccontano una prospettiva intima e personale legata alla sfera affettiva e delle relazioni

Best Another Love 2025: CRY ME A RIVER by Suman Sen (Taiwan, 17’)
A colpire è stata innanzitutto l’idea originale e la capacità interpretativa dell’attrice. Non ultima la fotografia. Un affresco moderno che gioca su un possibile paradosso che inevitabilmente ci fa riflettere, attraverso un processo inverso grazie all’originalità della storia, su cosa voglia dire piangere oggi, emozionarsi e reinventarsi pur di stare al mondo.

“Erotic Art” – Categoria dedicata a cortometraggi erotici della durata massima di 20 minuti

Best Erotic Art 2025: FREAK by Claire Barnett (USA, 13’)
Per la capacità di trattare in poco più di dieci minuti due tematiche tabù come il sesso e la religione e per il modo di farli entrare in collisione attraverso un’apparente semplice ma in realtà profonda, buffa, dolceamara crisi di coppia. Il tutto attraverso uno stile grezzo, da filmino di famiglia, che rende tutto ancora più intimo, essenziale, vero.

“Strange World” – Categoria dedicata a cortometraggi sperimentali o con tematiche e contenuti forti

Best Strange World 2025: YOU ARE THE TRUCK AND I AM THE DEER by Max Ferguson (Belgium, Hong Kong, 5’)
Per la capacità e il coraggio di costruire un mondo perturbante e affascinante, in cui realtà e simboli si fondono in modo magistrale, dando vita a un immaginario surreale e originale, accompagnato da una colonna sonora perfettamente integrata alla narrazione.

CyberLove Special Award 2025

AMELÌA by F. Orefice, R. “Belusci” Croce (Italy, 15’) – Categoria: Another Love
Sarà davvero possibile sostituire il ruolo di una figura umana con quella di un robot? Solo qualche anno fa era fantascienza eppure oggi è la deriva in cui rischiamo di naufragare ora che l’A.I. ha iniziato a far parte delle nostre vite. Per la sua capacità di proporre questa importante e contemporanea riflessione immergendola in un impianto visivo altamente poetico.

Special Andaras Award 2025

TWO FOR THE ROAD di Lochlainn McKenna (Ireland) – Categoria: Andaras Noas
Per aver raccontato, con una regia elegante e profonda, un viaggio che è al tempo stesso fisico ed emotivo, mettendo in scena con grande delicatezza un rapporto umano di straordinaria complessità. Per aver saputo restituire l’essenza del viaggio, riuscendo a tradurne l’intimità, le trasformazioni e i silenzi. Un film capace di toccare corde profonde, che ci regala una storia di rara sensibilità e intensa umanità.

Andaras Honorable Mention 2025

VINCENZO NEMOLATO per la sua performance in SHARING IS CARING di Vincenzo Mauro (Italy, 16’) – Categoria: Andaras Noas
Per averci regalato un’interpretazione sorprendente e irresistibile nei panni di Marco, un trentenne disilluso travolto dalle conseguenze tragicomiche della tecnologia. Con perfetto equilibrio tra ironia e vulnerabilità dà corpo a un antieroe tragicomico dei nostri tempi. La sua performance incarna il paradosso contemporaneo tra intimità e sovraesposizione. Una prova brillante, capace di rendere credibile l’assurdo.

Andaras Honorable Mention 2025

HIV FELL IN LOVE WITH ME di M. Iacono, J. de la Mar (Colombia, 9’) – Categoria: Erotic Art
Per l’innegabile coraggio, davanti e dietro la macchina da presa, di raccontare in prima persona una malattia come l’HIV attraverso il proprio corpo e il proprio vissuto, per la forza che hanno gli autori di ribadire che la difficile convivenza con il virus non cancella la
necessità tutta umana di voler amare e voler desiderare.