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Guida a 3 film da guardare in una notte insonne

Tre celebri titoli

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Ci sono notti che non passano. Notti troppo lunghe, troppo silenziose o troppo piene. Notti che non chiedono sonno, ma compagnia. E ci sono film che sembrano nati per queste: sospesi, lenti, da abitare, da respirare a fondo mentre il tempo sembra non scorrere mai, ti permettono di addentrarti in mondi altri, come il cinema sa fare molto bene.

Ecco tre film da guardare in una notte insonne, per farvi cullare in un sogno mentre tutto il resto del mondo dorme.

1. Lost in Translation – Sofia Coppola (2003)

Bob Harris (Bill Murray), interpreta un attore americano di mezza età in declino che si trova a Tokyo per girare uno spot pubblicitario di whisky. È solo, spaesato, vive le sue giornate tra l’albergo e le riprese, distaccato dalla città e dalla sua stessa vita. Nello stesso hotel soggiorna Charlotte (Scarlett Johansson), una giovane neolaureata in filosofia, a Tokyo con il marito fotografo che è però spesso assente a causa del lavoro. Anche lei si sente smarrita e alienata in una città frenetica e incomprensibile.

I due si incontrano per caso al bar dell’albergo, si riconoscono nella rispettiva solitudine e iniziano a passare del tempo insieme, colmando i vuoti mancanti: camminano per la città, parlano, condividono silenzi, karaoke e notti insonni. Il loro legame cresce in modo sottile e intimo, senza diventare una vera e propria storia d’amore, ma toccando una profondità emotiva rara.

Alla fine, Bob e Charlotte si separano. Si salutano per strada, in una delle scene più iconiche del film: un abbraccio, poche parole sussurrate (che non sentiamo) e poi ognuno alla propria vita. Il film si chiude lasciando aperta ogni possibile interpretazione, come un sogno che si dissolve all’alba.

Una Tokyo straniera, bianca di neon e nebbie emotive, fa da sfondo a due solitudini che si sfiorano: il film di Sofia Coppola racconta la distanza, l’inadeguatezza, il tempo vuoto che si dilata quando non c’è nessuno da impersonificare. La regia è fatta di spazi larghi e di dettagli. Lo sguardo stanco di Bill Murray e la camminata incerta di Scarlett Johansson in una metropoli troppo luminosa si uniscono alle luci fredde, azzurre, stanche. La colonna sonora (Air, Phoenix, Jesus and Mary Chain) è una playlist da ore 3:00, quando tutto sembra più fragile, più vero.

Guardarlo di notte è perfetto: come una conversazione a metà, o un abbraccio mancato. Ti lascia dentro la voglia di restare sveglio, per non perdere nemmeno un secondo di quel silenzio condiviso.

Lost in Translation (S.Coppola), Paterson (J.Jarmusch), Her(S.Jonze): una guida di 3 film da guardare durante una notte insonne

2. Paterson – Jim Jarmusch (2016)

Paterson (Adam Driver) è un autista di autobus che vive nella cittadina di Paterson, New Jersey – una coincidenza non casuale. Ogni giorno segue la stessa routine: si alza senza sveglia accanto alla sua compagna Laura, fa colazione, guida il suo autobus ascoltando le conversazioni dei passeggeri, scrive poesie durante la pausa pranzo, porta a spasso il cane Marvin, beve una birra al bar e poi torna a casa.

La sua vita è fatta di ripetizioni, ma Paterson le attraversa con un’attenzione che sembra essere quasi sacra. Scrive versi su un taccuino segreto, ispirandosi alle piccole cose: una scatola di fiammiferi, una parola sentita per caso, il modo in cui Laura lo guarda. Lei, al contrario, è dinamica, piena di idee, sogni e rinnovamenti quotidiani: tenda la casa in bianco e nero, vuole diventare una cantante country o una regina dei cupcakes. Cambia sempre.

Il film si svolge nell’arco di una settimana. Nulla di “eccezionale” accade, se non l’inevitabile frizione tra la delicatezza della poesia e la realtà che, a volte, strappa le pagine. Ma anche allora, Paterson resta saldo: silenzioso, introspettivo, presente. Alla fine, un incontro inatteso con un poeta giapponese gli offrirà un nuovo taccuino — un gesto piccolo ma profondamente simbolico.

Paterson è un antidoto silenzioso al rumore del mondo. Se Lost in Translation lascia allo spettatore qualcosa di vicino al disorientante, Paterson permette invece di ritrovare la stabilità. Jarmusch costruisce il film come un quaderno di poesie scarabocchiate con la penna blu. Il ritmo è lento, ma mai noioso: è il tempo delle cose semplici, dei gesti che si ripetono fino a diventare come sacri. I dialoghi sono lineari, la fotografia calda. È un film che non ti chiede attenzione, ma ti accoglie, ti avvolge, ti lascia spazio per pensare, o per non pensare affatto.

In una notte insonne, Paterson, rappresenta quel tipo di cinema lento dove nulla di realmente importante accade, eppure sembra essere tutto estremamente pieno.

Lost in Translation (S.Coppola), Paterson (J.Jarmusch), Her(S.Jonze): una guida di 3 film da guardare durante una notte insonne

3. Her – Spike Jonze (2013)

Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) vive a Los Angeles, lavora scrivendo lettere personali per conto di altri e sta affrontando la fine del suo matrimonio con Catherine. È un uomo solo, sensibile e introverso, immerso in una quotidianità digitale e ovattata.

Un giorno, acquista un nuovo sistema operativo dotato di un’intelligenza artificiale evoluta. All’avvio, sceglie una voce femminile, calda e curiosa: si chiama Samantha (voce di Scarlett Johansson). Samantha non è solo un assistente virtuale: apprende, evolve, sa ascoltare. Tra i due nasce una relazione profonda e inaspettata, che diventa presto una vera e propria storia d’amore.

Theodore e Samantha condividono pensieri, desideri, paure. Lei lo aiuta ad elaborare il suo passato e ritrovare sé stesso, ma, man mano che evolve, Samantha comincia ad andare oltre: si connette con altri sistemi, esplora nuove forme di coscienza, fino a diventare qualcosa che Theodore non riesce più a comprendere o possedere.

Alla fine, Samantha decide di “lasciare” il mondo umano, insieme ad altre IA. Theodore resta solo ma più consapevole di sé, più capace di amare, pronto, forse, a ricominciare.

Her è una riflessione poetica sulla solitudine nell’era digitale, sull’amore come esperienza immateriale e sull’identità come processo in costante mutazione. Un film intimo, malinconico e dolcemente futurista. È una pellicola che integra perfettamente il lato tecnologico e quello umano, scavando nel bisogno disperato di connessione. 

Los Angeles è filmata con i toni pastello di un sogno retro-futuristico, tra tramonti digitali e ascensori silenziosi. Joaquin Phoenix è dolcissimo e vulnerabile, immerso in un mondo ovattato dove anche la solitudine ha un design gentile.

Her ci ricorda le nostre fragilità, quanto siamo composti di presenze reali e memorie passate.

Lost in Translation (S.Coppola), Paterson (J.Jarmusch), Her(S.Jonze): una guida di 3 film da guardare durante una notte insonne

Guida a 3 film da guardare in una notte insonne