Cosa narra Nikola Brunelli in Superbi, in gara al Saturnia Film Festival?
Intanto, il titolo non rimanda, come si potrebbe pensare, al primo vizio capitale e non fa alcun riferimento a quei soggetti che, con disprezzo e distacco, guardano dall’alto in basso gli altri, credendo di essere migliori.
Superbi, è invece, il cognome di una storica famiglia che dal 1864 produce le famose olive ascolane. Una tradizione portata avanti da Fulvio (Giorgio Colangeli), che nella sua bottega sforna le prelibate leccornie.
In verità, Fulvio ha perso negli anni sempre più entusiasmo e le sue olive, seppur squisite, non hanno più quel tocco magico di un tempo.
A risvegliare la sonnecchiante cittadina marchigiana la scoperta che Ismaili, un giovane magrebino, diplomato all’Alberghiero con il massimo dei voti, ha aperto una bottega di olive ascolane.
In breve tempo, le sue olive sono le migliori della città e una fantomatica Accademia, nata per la difesa della squisitezza locale, grida allo scandalo.
C’è chi giura che non le assaggerà mai, chi dichiara che la bottega di Ismaili è un insulto per la comunità, chi propone di dare una severa lezione all’impostore e chi, tagliando corto, suggerisce di avvelenare alcune olive.
L’obiettivo è presto raggiunto e la bottega di Ismaili è chiusa e messa sotto sequestro. Superbi che, grazie al giovane Ismaili, ha riscoperto il senso del suo lavoro, lo accoglie nel suo negozio. Ma le sorprese non finiscono qui.
Superbi: quando le olive ascolane diventano protagoniste
Con questa piacevole commedia, il regista anconetano mescola, con ironia, diversi temi: la difesa delle radici e della tradizione culinaria di un luogo, l’incapacità di aprirsi al nuovo e alla modernità, le difficoltà legate all’integrazione razziale.
In questa storia di atavici pregiudizi, Brunelli rimanda, inevitabilmente, alla ricerca del tempo perduto, di proustiana memoria.
Non a caso, Superbi, l’unico componente dell’Accademia che ha assaggiato le olive di Ismaili, dichiara:
L’oliva di Ismail non è un oliva ascolana. È un miracolo di gusto.
Gustandone una, come la madeleine proustiana, il suo ricordo lo riporta alla bottega di nonno quando era bambino e agli altri eventi significativi della sua esistenza.
Ad arricchire il corto, in apertura un filmato di repertorio, in bianco e nero, che rimanda agli albori dell’attività della bottega Superbi e un breve filmato d’animazione che rievoca il tuffo nel passato che compie Fulvio.
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