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¡Que viva F35estival! 35 Festival del Nuevo Cine Latino-Americano

Da La Habana, Cuba, Antonia Double ha seguito per TAXI DRIVERS il 35 Festival del Nuevo Cine Latino-Americano

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La televisione canta: Tu tiempo es ahora una mariposa, navecita blanca, delgada nerviosa, siglos atras inundarono un segundo, debajo del cielo, encima del mundo.

La viejecita si dondola sul dondolo, inespressiva, quasi assente, mentre la cinepresa  invadente ma rispettosa le si avvicina dolcemente rivelando i segni del tempo sul suo viso e finisce per perdersi nei sui occhi umidi. La platea del cinema La Rampa empatizza intonando un coro di sospiri. Un cigolante ensamble di molle lo accompagna (le comodissime poltroncine reclinabili di velluto verde a costine sono un ottimo esempio di vintage efficente e sensibile).

Ora sullo schermo appaiono le palme spilungone e i ceiba fibrosi e un grande sole che già brilla in alto sul mare. I taxi giganti e caciaroni sono ovunque e sputano fumo nero (La Habana è un via vai di almendrones – letteralmente mandorloni, Chevrolet, Ford e Plimut nordamericane degli anni 50-60 (ancora un esempio di vintage efficente…ma non esattamente ecologico). Dai balconi delle case coloniali ammuffite che una volta furono maestose, si osserva la città che scorre sulle le strade. Percussioni tribali e ragazze tropicali in minigonna, labbra carnose e sensualità. Ritmi industriali scanditi dalle macchine nelle fabbriche, lavoro e sudore. Si fa sera, una tempesta, tanta acqua e la citta´ sembra affogare, l´ immagine a poco a poco perde il fuoco. Applausi.

Praticamente senza dialoghi questo docu-drama è un ritratto intimo e poetico de La Habana e suoi habaneros.

Suite Habana di Fernando Perez Valdes, Cuba 2002 (fuori concorso)

Il cinema a Cuba è una cosa seria, serissima. Nel senso che è considerato una risorsa fondamentale per il paese. Quando il primo gennaio 1959 la rivoluzione trionfo´a Cuba liberandola dalla infame dittatura di Batista, proprio qui a due passi dallo storico cinema Charles Chaplin, nel quartiere Vedado, dai piani alti del hotel Hilton (subito ribbattezzato Habana Libre), fu compilata una lista di 20 punti prioritari che la nuova organizzazione politica doveva indirizzare immediatamente. Tra questi l’alfabetizzazione di massa e la promozione della cultura, in particolare il cinema. Così dopo pochi mesi il 24 Marzo 1959 nasce l´Istituto Cubano Arte e Industria Cinematografica – ICAIC  e già dal 1960 grazie ad una epica campagna di istruzione tutta l´isola impara a leggere e a scrivere, i giochi d´ azzardo e le lotterie vengono banditi e i prezzi dei biglietti per il cinema ribassati al prezzo di un caffè: ora tutta la popolazione può partecipare attivamente alla scena culturale nazionale.

La storia della contro-informazione audiovisuale dentro la rivoluzione è raccontata nel documentario che esplora la vita e le opere di Santiago Alvarez, considerato il maestro del documentario latinoamericano.

El camino di Santiago – Cine y Revolución di Fernando Gabriel Krichmar, Argentina, Cuba 2013 (fuori concorso).

Il Festival del Nuevo Cinema Latino Americano è una istituzione seguitissima e di grande qualità.

La partecipazione di massa è possibile perchè un pass da 15 film costa appena 20 pesos nacionales, ovvero un euro!

Le programmazioni cominciano alle 10 della mattina e si concludono a mezzanotte per 10 giorni consecutivi. Quotidianamente con un pesito si può aquistare il Diario del Festival con i dettagli delle proiezioni, notizie e interviste.

Numerosi cinema della capitale aderiscono a l´evento e le magnifiche sale teatro sono sempre piene. Durante le settimane del festival è solito qui a La Habana vedere una moltitudine di persone in fila che aspettano di entrare al cinema (quando ci si unisce a una cola – e capita spesso, è abitudine cubana domandare: el ultimo? Onde evitare scorrettezze tipo saltare la fila..)

Questa 35esima edizione vanta oltre 140 film tra lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi di finzione, documentari e animazione provenienti da più di 20 paesi nel mondo.

Ovviamente la rassegna si incentra maggiormente sulle produzioni latino americane, ma non mancano film europei, asiatici e nordamericani (e un film dal Togo).

Ecco una selezione di film in concorso che per la loro qualità e originalità meriterebbero di trovare reti di distribuzione più ampie. Sarebbe bello far conoscere ad un pubblico internazionale un un poquito di America Latina e sarebbe altrettanto importante riuscire a far girare questi film anche a livello locale, visto che spesso la maggior parte non riesce a raggiungere un gran numero di persone nel proprio paese e nei paesi latino americani in generale (solo i cinema Cubani non sono invasi da certi blockbusters che occupano prepotentemente la maggiorparte delle sale – e comunque se si vuole vedere un film statunitense a Cuba c´è sempre l´opzione dvd della pirateria legalizzata).

Boccacerias Habaneras di Arturo Sotto Diaz, Cuba 2013

Diversi individui attraversano la stanza di uno scrittore raccontando le loro storie di vita per guadagnare qualche soldo e con la speranza di diventare personaggi di un libro. Ispirato dal Decamerone di Boccaccio, la particolarità del film sta nei moltissimi personaggi, le numerose location e la vasta gamma di emozioni rappresentate. Ambientato a La Habana, ha vinto il premio popolarità del pubblico.

La Jaula de oro di Diego Quemada Diez, Mexico, Spagna 2013

Tre ragazzi del Guatemala cercano di attraversare illegalmente il confine messicano con gli Stati Uniti. Il film racconta la realtà nuda e cruda con un approccio anti-romantico e una fotografia naturale. Il regista è stato camera assistant di Ken Loach su parecchi set e si vede. Uno dei film più premiati al F35tival.

Pelo Malo di Mariana Rondon, Venezuela, Peru, Germania 2013

Junior ha più o meno 10 anni, vorrebbe i capelli lisci invece che afro ma sua madre non riesce a tollerare questa sua ossessione e lo rifiuta. La storia racconta il difficile rapporto tra i due protagonisti, investigando in maniera divertente e drammatica insieme, su temi come la sessualità e la disoccupazione in una Caracas caotica e soffocante.

Princesas Rojas di Laura Astorga Carrera, Costa Rica, Venezuela 2013

Nel 1987 in Nicaragua esplode la rivoluzione Sandinista e la famiglia di Claudia una bambina di 11 anni è costretta a scappare in Costa Rica. Seguiamo gli spostamenti e le dinamiche della storia con gli occhi della protagonista. La fotografia e il production design super anni 80 sono stati premiati dal F35stival.

Las Analfabetas di Moisés Sepúlveda, Chile 2013

Ximena è una donna analfabeta di 50 anni finchè non incontra Jackeline una giovane maestra disoccupata che la convince ad imparare a leggere e a scrivere. Sceneggiatura adattata da un testo teatrale, il film si svolge quasi interamente nella casa di Ximena ma non è mai claustrofobico. Con una colonna sonora molto evocativa composta da chitarra, trombone e contrabbasso e una fotografia dai contrasti ombrosi. Premiato al F35stival.

Eden di Bruno Safadi, Brazil 2012

Karine è incinta di 8 mesi quando suo marito muore assassinato e trova rifugio nella chiesa evangelica. I toni ultraterreni, tetri e allucinati creano una tensione tipo horror aiutati dalla nervosa colonna sonora composta di soli archi e dalla luce di una Rio de Janeiro insolita:  senza sole con un cielo grigio ghiaccio.

Il cinema latino americano è un´industria prolifica e intelligente e tratta tematiche che  rispecchiano a pieno le complessità del continente presentando paradigmi nuovi per il linguaggio espressivo cinematografico. E´ spesso arte e politica nello stesso tempo, ancora libero dalle esigenze dell´ intrattenimento globale che troppo spesso e´ fatto di prodotti superficiali senza spunti critici. Differentemente il cinema latino americano cerca di stabilire un tipo di relazione differente con il pubblico, valorizzando le idee e stimolando il pensare.

Il F35stival è stato un evento privo di tappeti rossi e di quei protagonismi e atteggiamenti narcisistici che distolgono l´ attenzione dal cinema e il suo ruolo cruciale come strumento e agente culturale. La natura molto informale della kermesse habanera ha potuto avvalersi di un pubblico incredibilmente variegato, partecipe e chiassoso che ama commentare e dibattere. Spesso dopo le proiezioni è stato possibile fare due chiacchiere con registi, crew e cast, che fuori dal cinema si sono resi disponibili a confrontarsi con il pubblico.

Dopo aver seguito per Taxidrivers per diversi anni il glamuroso London Film Festival,  la maratona cinematografica offerta da questa trasferta cubana è stata sorprendentemente  istruttiva e gratificante.

¡Que viva il F35stival!

¡Que viva Cuba!

Antonia Double 

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