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Corti in Opera

Corti in Opera, il cortometraggio e la sua comunità cinematografica

Si è svolta a Lucera, dal 2 al 10 maggio, con il consueto successo di pubblico, la settima edizione di Corti in Opera

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Corti in Opera

Arrivato alla sua settima edizione, Corti in Opera si conferma un ideale spazio d’incontro per registi, sceneggiatori, attori, appassionati di cinema. La triade organizzativa, composta da Marco Torinello, Gianni Finizio e Daniela Paradiso, ha accompagnato, con sempre rinnovato amore nei confronti di chi il cinema lo fa e di chi lo guarda, spettatori, studenti delle scuole e addetti ai lavori attraverso cinque giornate dense di visioni, riflessioni, scambi d’idee. Occasioni culturali in un’atmosfera informale e conviviale.

Il 2 maggio c’è stata una festosa anteprima con la proiezione del Complottista di Valerio Ferrara, alla presenza di un folto pubblico che ha potuto dialogare con il regista, di cui si erano già visti al Festival, in anni passati, Notte romana (2021) e Il barbiere complottista (2022). Lo sguardo lungimirante del direttore artistico Marco Torinello è sempre stato quello di accogliere i migliori giovani talenti del cinema italiano, che si rivelano attraverso la forma del cortometraggio, per poi fare, come nel caso dell’ottimo Valerio Ferrara, il salto dal corto al lungo.

Corti in Opera

Gianni Finizio, Valerio Ferrara e Marco Torinello

Corti in Opera non cerca, però, solo di scoprire e far conoscere autori emergenti, ma anche allevare il pubblico del futuro. Le giornate festivaliere del 7, 8 e 9 maggio, infatti, sono state dedicate agli studenti delle scuole primarie e secondarie di Lucera che, anche grazie all’ausilio della psicologa Enza Di Giovine, hanno potuto riflettere non solo sul significato delle immagini cinematografiche e la loro storia, ma anche su temi esistenziali importanti della propria quotidianità.

Il 10 maggio, di fronte a un pubblico che ha riempito il Cineteatro dell’Opera, si è svolta la serata finale del Festival, con la presentazione di quattro cortometraggi, selezionati tra il meglio del cinema breve italiano, con la presenza dei loro autori, che hanno dialogato con il giornalista Felice Sblendorio, conduttore dell’evento con la consueta brillante professionalità.

Il Premio per il Sociale è andato all’arguto L’Aquario di Gianluca Zonta, sorprendente e brioso apologo su un’umanità sempre più insicura nelle relazioni interpersonali, (quasi) totalmente affidata all’intelligenza artificiale nelle proprie scelte, anche sentimentali. Il Premio Speciale è stato assegnato a Sognando Venezia di Elisabetta Giannini (presente con la sceneggiatrice Mara Fondacaro) che, con uno stile registico iperrealistico, un montaggio e una recitazione concitati (protagonisti Francesco Di Leva e sua figlia Morena), racconta la finzione delle nostre esistenze ossessionate dai social, in cui è ormai più importante mostrare un’esperienza che viverla.

L'Acquario

L’Acquario

Premio Cinema e Puglia ad Amina di Serena Tondo, un viaggio angoscioso e coinvolgente che ha emozionato tutto il pubblico, sulla realtà, ormai rimossa dai media, della condizione femminile, in particolare delle bambine, nell’Afghanistan tornato in mano ai talebani. Un cortometraggio di forte respiro internazionale e di raffinatissima narrazione formale. Premio per la Regia a Majonezë di Giulia Grandinetti, che conferma ancora una volta il suo straordinario talento visivo. Dipingendo con la luce nelle sue immagini, la regista, in un abbagliante bianco e nero, racconta una storia al femminile di repressione, ribellione e rivoluzione.

Finale della serata a orecchiette e vino, con una degustazione enogastronomica in cui tutti gli autori si sono mischiati al pubblico, celebrando i piaceri del cinema e della vita, in tempi, come i nostri, che possono anche essere tetri e confusi, ma dove, per nostra fortuna, esistono ancora i film. E possiamo decidere di andare in un cinema, ridendo, piangendo, scoprendo mondi nuovi, uscendone rinnovati. Corti in Opera ce lo ha ricordato anche quest’anno, in uno spirito di totale comunità.

Visibilmente soddisfatto il direttore artistico Marco Torinello: «Il bilancio di questa edizione è davvero positivo, con una bella risposta di pubblico, a partire dalla novità della proiezione di un lungometraggio come Il complottista di Valerio Ferrara. Ma anche le mattinate con le scuole ci hanno dato particolari soddisfazioni, perché la partecipazione dei bambini e dei ragazzi è stata notevole. Abbiamo provato a trasmettere la nostra passione per il cinema, ma anche loro ci hanno insegnato qualcosa che ci tornerà utile per le prossime edizioni, con il loro entusiasmo e le loro riflessioni profonde. Poi, nella serata finale, con quella bellissima cornice di pubblico, gli autori dei cortometraggi hanno dato davvero il meglio, facendo breccia nel cuore e nella mente di tutti».

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