Con una sceneggiatura ispirata all’incidente di birdwatching a Central Park Beth de Araújo, con Soft & Quiet, ci da in pasto un prodotto che vuole metterci in guardia da un pericolo sempre più concreto e pericolosamente vicino. ‘Soft & Quiet’ costringe lo spettatore a confrontarsi con il lato oscuro delle moderne relazioni razziali americane. Ma andiamo con ordine.

L’odio è anche nelle persone più insospettabili
Il film Soft & Quiet è un thriller che si svolge nell’arco di un pomeriggio. La storia si apre mostrandoci un’insegnante di scuola elementare, Emily, che dopo lavoro, si reca ad un incontro di donne con la stessa forma mentis. Il racconto parte in sordina e, se non ci si informa prima sul focus principale, si rimane quasi scioccati. La vicenda si apre appunto su questa insegnate intenta a fare un test di gravidanza. Si sarebbe portati a pensare di trovarsi di fronte all’ennesimo film che racconta le difficoltà legate alla gravidanza o il desiderio di averne una. Il primo indizio che abbiamo, ovvero il momento in cui Emily invita un suo alunno a rimproverare l’inserviente portoricana della scuola, non lascia ancora trapelare il vero mood della storia che, tuttavia, non tarda a manifestarsi. Nel momento in cui Emily, giunta all’incontro, svela la torta che ha preparato con sopra incisa una svastica, diciamo cheche i dubbi iniziano ad essere sciolti. Dopo un risata iniziale la narrazione ci porta ben presto a comprendere che c’è ben poco da ridere circa quello che questo gruppo, battezzato Daughters for Aryan Unity, pensa realmente della società.

in Soft & Quiet si passa dalla teoria alla pratica
Scelta registica particolare
La vicenda non è la classica storia di discriminazione ma si distingue per la sua struttura in tempo reale e l’intensità della sua narrazione. Il film esplora in modo crudo e disturbante il fanatismo e la violenza generata dal suprematismo bianco, con un approccio claustrofobico e realistico che lascia lo spettatore senza fiato. La scelta stilistica di girare in long take , senza tagli evidenti, aumenta il senso di urgenza e ineluttabilità degli eventi. Questo espediente tecnico immerge completamente il pubblico nella narrazione, rendendo impossibile distaccarsi emotivamente dall’orrore che si svolge sullo schermo. Il film tradisce anche le aspettative poste dal titolo stesso. Ciò che inizia come una discussione apparentemente “soft & quiet” (dolce e pacata), degenera rapidamente in un’ondata di odio e violenza. L’incontro viene interrotto e si sposta prima in un negozio, dove le protagoniste hanno un alterco con due sorelle asiatico-americane, Anne e Lily, e successivamente nella casa di Anne, dove la situazione sfugge completamente di mano.
La regista e il cast di Soft & Quiet
Primo lungometraggio della de Araújo, Soft & Quiet rivela già un’autrice dalle idee ben definite e dotata dell’abilità di dirigere una storia nella tipica suddivisione in tre atti (meeting, diverbio e l’aggressione). Per lei il racconto deve essere molto personale, essendo figlia di madre cinese-americana e padre brasiliano. Ispirato alle sue esperienze con un insegnante razzista oltre che all’incidente sopracitato e rafforzato da una profonda ricerca sul movimento Tradwife.
Il cast è formato da un pool di donne dalla preparazione attoriale sicuramente di stampo teatrale e impegnato in ruoli complessi. L’unico personaggio maschile, Jon Beavers, dà un supporto minimo agli sviluppi. Tutte le attrici, pur non essendo particolarmente note, offrono interpretazioni eccezionali. Sicuramente l’attenzione dello spettatore viene attratta da Stefanie Estes. Nei panni di Emily riesce a trasmettere perfettamente la banalizzazione dell’odio, facendo apparire il suo personaggio inizialmente come ordinario per poi rivelare gradualmente la sua natura spietata. Melissa Paulo e Cissy Ly (Anne e Lily) offrono performance potenti e strazianti, dando umanità e forza alle vittime.
Soft & Quiet non è un film semplice e potrebbe respingere più di un pubblico, un suggerimento è sicuramente quello di concedergli un’opportunità, perché certi temi, drammaticamente attuali e sempre più diffusi, andrebbero affrontati, non ignorati.