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Premi Internazionali Flaiano

Premi Internazionali Flaiano 2024

I Vincitori del pagaso d’oro dell’edizione 51 del Festival

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Domenica 7 luglio, all’interno di un’area allestita in Piazza della Rinascita, nel cuore di Pescara, città che ha dato i natali allo scrittore, saggista, sceneggiatore e critico, sempre attualissimo Ennio Flaiano, si è conclusa l’edizione 51 del Festival “Premi Internazionali Flaiano”. Il Festival, dedicato ad Ennio Flaiano, nasce nel 1973 da una idea dell’amico Edoardo Tiboni,  critico letterario e giornalista pescarese, tra i principali protagonisti delle vicende culturali abruzzesi per oltre sessant’anni, scomparso nel 2017 lasciando le redini del Festival alla figlia Avv. Carla Tiboni, attuale Presidente dell’associazione premi Flaiano.

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Ennio Flaiano vive con l’intelligenza artificiale

La manifestazione, che ha visto sfilare, tra gli applausi di una piazza gremita,  una vera e propria parata di star italiane ed internazionali nel centro adriatico, viene condotta dall’impeccabile Martina Riva che, in apertura, introduce subito la grande novità del galà: per rendere ancora più viva la presenza di Ennio Flaiano  è stato possibile, grazie all’intelligenza artificiale, proiettare sul grande schermo dei frammenti video dove lo stesso Flaiano, sagace e ironico, compare pronunciando i suoi mitici aforismi sulla vita, la società ed e il mondo del cinema.

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I vincitori dei Pegaso d’oro

Premi internazionali Flaiano – sezione Teatro

Leonardo Lidi, regista e Direttore del Teatro Stabile di Torino, vince il pegaso d’oro  migliore regia  per lo spettacolo Zio Vania. L’artista, nel ricevere il premio, offre una riflessione sul teatro di oggi, raccontando di ispirarsi da sempre a Cechov “che insegna come si possa usare il passato come trampolino per il futuro” . Lidi sottolinea anche come sia sempre fondamantale porre al centro del progetto artistico gli attori. Per la regia di un musical teatrale viene premiata Chiara Moschese per lo spettacolo Chicago, la quale si mostra visibilmente commossa per l’attribuzione del primo importante riconoscimento della sua carriera. Un premio speciale viene assegnato all’autrice Carmen Sepede per Il mio nome è tempesta, pièce teatrale su Giacomo Matteotti, al quale, ( come ricordato dalla regista) gli stessi compagni di partito attribuirono lo pseudonimo di “Tempesta” per il suo temperamento indomito. Il premio alla carriera viene consegnato alla splendida regina del teatro Francesca Benedetti che ha incantato i presenti manifestando l’intramontabile amore per il proprio lavoro (“il mestiere dell’attore rischia sempre l’indicibile”) e dichiarando che proseguirà ad esibirsi con passione finché sarà possibile….. “non crediate che con il premio alla carriera potrete sotterrarmi!”

Vince il Pegaso d’oro per la migliore interpretazione maschile a teatro Giorgio Colangeli che incarna papa Ratzinger ne I Due Papi, opera dello sceneggiatore e drammaturgo Antony McCarten. Colangeli, reduce anche dal successo cinematografico di C’è ancora domani, ringrazia, in modo particolare, il collega Mariano Regillo, interprete di Papa Francesco.

Un premio speciale viene attribuito a Paolo Rossi per il suo ruolo nell’opera teatrale di Luigi Pirandello Stasera si recita a progetto.  L’attore ritira il premio divertendo il pubblico con battute sarcastiche e dedica il premio a suo padre ed a tutta la compagnia teatrale con cui è stato inscenato lo spettacolo.

Vince il premio per la migliore interpretazione femminile a teatro Anna Della Rosa per avere recitato il ruolo di Cleopatra nella pièce teatrale Antonio e Cleopatra. L’attrice si dice entusiasta di avere interpretato un ruolo così sfaccettato (“è una festa per un’attrice interpretare Cleopatra!”)

L’attrice partenopea Lara Sansone vince il pegaso d’oro quale regista e protagonista dello spettacolo La festa di Montevegine.

Tra gli applausi del pubblico, viene invitata a salire sul palco l’amatissima Teresa Mannino per ritirare il premio speciale per la sua interpretazione nello spettacolo (dalla stessa diretto)  il Giaguaro mi guarda storto. L’attrice ritira il pegaso intrattenendo il pubblico con sketch e battute e diverte tutti i presenti dichiarando come, probabilmente, il segreto del suo successo risieda proprio nel rifiuto della volgarità e di quelle modalità che hanno alcuni comici di canzonare il pubblico.

Premi internazionali Flaiano – Sezione cinema

Un premio speciale è stato vinto da Giovanna Mezzogiorno per il libro Ti racconto il mio cinema edito da Mondadori, una lettura per ragazzi che li introduce al mondo del cinema raccontando come si costruisce un film, dalla scrittura della sceneggiatura, al montaggio, condividendo le sue esperienze e i suoi ricordi legati al set. L’attrice dedica il libro ai suoi due figli adolescenti presenti alla premiazione e a tutte le maestranze del cinema.

“IL LIBRO È L’UNICO OGGETTO INANIMATO CHE POSSA AVERE SOGNI”

Ennio Flaiano

Il Direttore artistico della manifestazione il regista Riccardo Milani, invitato sul palco, dichiara il suo amore e la sua gratitudine per l’Abruzzo dove ha girato diversi film a cominciare dal cult “La Guerra degli Anto’” per finire con Un mondo a parte, film di grande successo di pubblico e critica girato nella zona di Pescasseroli (AQ) in pieno inverno con temperature che hanno sfiorato  -12 gradi.

Viene quindi invitato in scena Antonio Albanese che vince il pegaso d’oro  migliore Regia per il film dallo stesso scritto, diretto ed interpretato Cento Domeniche (il titolo richiama il tempo che impiegava un operaio negli anni Sessanta a costruire la propria casa a cui poteva dedicarsi solo la domenica). Albanese si dichiara abruzzese d’adozione avendo partecipato a più di un film girato in Abruzzo e, da ultimo, proprio quello di Riccardo Milani, Un mondo a parte. Albanese racconta come il suo lavoro, dai 15 ai 22 anni, fu proprio quello del tornitore (come nel film) presso lo stesso cantiere nautico mostrato in Cento Domeniche.

Viene premiato per il migliore documentario Francesco Munzi già regista di film cult come Anime nere per il Kripton il coraggioso film girato all’interno due strutture psichiatriche della periferia di Roma con il coinvolgimento di ragazze e ragazzi affetti da malattie psichiche.

A Neri Marcorè viene assegnato un premio speciale cinema per il suo debutto alla regia nel film Zamora tratto dal romanzo del giornalista sportivo Roberto Perrone, recentemente scomparso.

Michele Riondino, acclamatissimo dal pubblico, riceve ben due premi nel corso della serata per Palazzina Laf: Pegaso d’oro per la Migliore sceneggiatura di opera prima, che ritira unitamente al co-sceneggiare Maurizio Braucci, e per la Migliore interpretazione maschile. Riondino dedica i premi ricevuti ad Alessandro Leogrande, giornalista scomparso prematuramente (a cui è dedicato anche il film) e scrittore del libro Fumo nella città da cui è tratta la vicenda narrata in “Palazzina Laf”. L’attore ricorda anche il capo macchinista Luciano Mastropietro, venuto a mancare al termine delle riprese. Riondino ci tiene particolarmente a dedicare i premi alle centinaia di maestranze che hanno reso possibile la realizzazione della pluripremiata opera cinematografica. Non mancano certo i riferimenti alla sua Taranto ed alle problematiche del mondo del lavoro, affermando come il film nasca dalla precisa volontà di raccontare una storia vera ed ancora attuale, in cui il lavoro stesso viene utilizzato come uno strumento di ricatto.

Pilar Fogliati riceve il pegaso d’oro per la migliore interpretazione femminile per Romeo è Giulietta diretto di Giovanni Veronesi dove una giovane attrice, scartata alle audizioni per il ruolo di Giulietta, ritenta, sotto falsa identità, di ottenere il ruolo di Romeo, riuscendoci, dimostrando, così, il suo talento.

Gli sceneggiatori Furio Andreotti e Giulia Calenda vincono il premio migliore sceneggiatura per C’è ancora domani  diretto ed interpretato da Paola Coltellesi. I premi vengono consegnati da Carla Tiboni che sottolinea come il film abbia contribuito a rileggere la storia del nostro paese.

C’è ancora domani viene consacrato anche con il pegaso d’oro al miglior film ed il premio viene ritirato da Giorgio Colangeli e dagli sceneggiatori dopo un affettuoso e sentito videomessaggio della regista impegnata altrove per le riprese di un nuovo film.

Claudio Bisio riceve il Pegaso d’oro miglior film nel concorso opera prima per L’ultima volta volta che siamo stati bambini, film debutto alla regia (come lo stesso Bisio sottolinea sul palco, un debutto arrivato all’età di 66 anni come a significare che non è mai troppo tardi per mettersi alla prova). Il film è risultato il più votato dai cento giudici popolari che hanno assistito alle proiezioni di tutti i film in concorso tra cui, oltre all’opera premiata, si annovera “Felicità” di Micaela Ramazzotti, “Mur” di Kasia Smutniak, “Palazzina Laf” di Michele Riondino, “Con la grazia di un Dio”  di Alessandro Roia.

 

Premi internazionali Flaiano – Sezione Televisione e giornalismo

 

“FRA 30 ANNI L’ITALIA NON SARA’ COME L’HANNO FATTA I GOVERNI, MA COME L’AVRA’ FATTA LA TV”

Ennio Flaiano

 

Miriam Leone vince il Premio Internazionale Flaiano per la sezione televisione come miglior interprete femminile  grazie alla sua performance nella serie originale italiana I Leoni di Sicilia di Paolo Genovese. L’attrice, che interpreta il ruolo di Giulia Portalupi, dal palco ringrazia, sinceramente commossa, il collega Michele Riondino per avere contribuito, in modo fondamentale, a fare emergere il suo personaggio che si ribella al patriarcato “semplicemente amando e amare ai tempi non era concesso”.

Francesca Archibugi, Ilaria Macchia, Francesco Piccolo e la pluripremiata Giulia Calenda ricevono il premio migliore sceneggiatura televisiva per la serie La Storia di Francesca Archibugi, tratta dal romanzo di Elsa Morante. Il premio viene consegnato dallo scrittore e sceneggiatore Masolino D’Amico, figlio dell’indimenticata sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico.

Domenico Quirico, giornalista del quotidiano «La Stampa», vince il Pegaso alla carriera per il giornalismo. Il vincitore, in collegamento da Torino (da cui non era riuscito a partire per via dello sciopero dei trasporti), ha offerto importanti spunti di riflessione sull’attuale assetto geopolitico dall’alto delle sue esperienze in Africa ed in Siria dove subì persino un sequestro durato cinque mesi.

Il premio migliore regia per una serie televisiva è stato assegnato a Luca Ribuoli per la serie Sky Call My Agent che racconta, con ironia, il mondo dello spettacolo italiano visto dagli occhi degli agenti i quali, ogni giorno, se la devono vedere con attori, conduttori e personaggi di spicco del settore. Il premio viene dedicato, con grande commozione, all’attrice Marzia Ubaldi, che, nel ruolo di Elvira, aveva contribuito a rendere celebre la serie, prima della sua scomparsa nel 2023.

Stefano Vicario riceve il premio migliore regia televisiva per il Festival di Sanremo. Sul palco annuncia che non dirigerà la prossima edizione del festival e che seguirà Amadeus nelle sue prossime sfide televisive.

Pif vince il pegaso per il miglior programma con Caro Marziano, trasmissione che si propone di mostrare storie, curiosità e reportage riguardanti la vita e gli aneddoti di gente comune che si racconta allo stesso Pif, il quale ammette di essere un grande ammiratore di Ennio Flaiano a cui si sente accomunato nel suo sentirsi una sorta di marziano nella società contemporanea, citando la celebre opera dello sceneggiatore “Un marziano  a Roma”.

Claudio Gioè riceve il premio come migliore attore televisivo per il ruolo dell’investigatore Saverio Lamanna nella serie Makari 3 ambientata in Sicilia nell’omonima frazione di San Vito Lo Capo  in provincia di Trapani, tratta dai racconti di Gaetano Sevetteri.

Conclusione della premiazione

la serata di gala si conclude con la consegna del premio internazionale Flaiano speciale alla star americana Mariska Hargitay, per il ruolo di Olivia Benson che interpreta da venticinque anni nella serie tv più longeva degli Stati Uniti: Law & Order.

L’attrice ritira il premio tra gli applausi scroscianti di un pubblico entusiasta per l’insolita presenza di una celebrità di tale calibro nella provincia adriatica. La Hargitay, in piena empatia con il suo personaggio e con gli argomenti trattati nella serie, appassiona i presenti con un potente ed incisivo intervento sul tema della violenza esortando tutti:

– a credere alle vittime,

– a non nascondere atti di violenza subiti;

– ad analizzare il proprio atteggiamento ed il proprio modo di pensare di fronte a situazioni di violenza in cui troppo spesso sono proprio le vittime ad essere messe in discussione, soprattutto le donne;

– a trovare un modo di contribuire alla lotta contro la violenza finanziando associazioni o con il volontariato;

– a non smettere mai di credere che un cambiamento sia possibile.

 

L’emozionante serata si conclude con il sentito intervento finale del Presidente dei Premi internazionali Flaiano, Carla Tiboni che saluta con le parole “51 volte GRAZIE”

 

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Premi Internazionali Flaiano 2024

  • Anno: 2024