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Francesco Centorame: “I soldi non mi interessano, mi piace vivere appieno la vita”

Ospite all'Etna Comics, il protagonista di 'Skam Italia' si racconta tra teatroterapia, successo e voglia di studiare

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«Ho sofferto di attacchi di panico, ma il teatro è stata la mia terapia». A dirlo è Francesco Centorame classe 1996, viso rinascimentale in un corpo da ragazzo. Da anni ormai volto noto per il ruolo di Elia nella serie “Skam Italia“. Poteva diventare calciatore, perché nel paesino in cui è cresciuto, Montesilvano, c’erano solo campi da calcio, ma ha sempre preferito il teatro. E oggi è uno degli attori più amati dal pubblico e corteggiati dai registi. Al suo attivo oltre al ruolo da protagonista nella serie “Skam Italia , ben quattro film tra cui il pluripremiato C’è ancora domani di Paola Cortellesi.

All’incontro con il pubblico di Etna Comics Francesco Centorame si presenta in camicia azzurra e pantalone ampio in lino. Ammira, quasi con timore, la moltitudine di ragazzi presenti. Sono tutti lì per lui. Per quel giovane ragazzo di appena 28 anni e una carriera in ascesa che, con una dizione perfetta e dei modi affabili inizia a raccontarsi al pubblico senza filtri. Disponibile e inarrestabile. Ancora stupito per tutto quello che gli sta accadendo ma tanto grato alla vita.

Quando ti arriva una sceneggiatura cerchi di capire chi è quel personaggio e poi quale bisogno vuole raggiungere

Il personaggio di Elia nella serie Skam Italia

In Skam Italia, Francesco Centorame interpreta Elia, un ragazzo timido che si sente inadeguato perché affetto da “ipoplasia peniena”, una malattia che colpisce lo 0,6 % della popolazione. Un ruolo importante che l’attore ha subito accettato e che racconta.

«Quando mi è stato proposto di interpretare il personaggio di Elia mi si è aperto un mondo, e ho accettato proprio per il delicato tema che affrontava. Di questo argomento, tranne in Francia dove è stato anche fatto un cortometraggio, non ne aveva parlato ancora nessuno. E il fatto che degli sceneggiatori italiani avessero pensato a una tematica così inaspettata e forte per una società bigotta come la nostra, è stato davvero sorprendente». La storia del personaggio di Skam è una storia reale, è presa dalla vita e per questo una sessuologa lo ha affiancato e seguito per tutta la serie. «Mi sono messo a cercare persone abbastanza coraggiose che volessero parlare di questo problema – prosegue l’attore – e alla fine le ho trovate. È un tema così importante che bisogna assolutamente raccontarlo».

E il personaggio di Elia in Skam Italia cresce e si evolve diventando addirittura protagonista nella quinta stagione.

Il teatro, la vera passione

Quello di Francesco Centorame con il teatro è un vero e proprio idillio, iniziato giovanissimo a causa di degli attacchi panico. E’ stata la teatroterapia ad aiutarlo, tirando fuori le emozioni che aveva incastrate dentro.

«La recitazione mi ha salvato: ha tirato fuori quello che avevo dentro, che non riuscivo a dire nemmeno a me stesso. Finché il corpo è esploso, scaraventandomi addosso il panico. E il teatro mi ha proprio aiutato – spiega Francesco -. Fare l’attore è qualcosa che amo perchè ti permette di essere uno specchio: sul palco di un teatro posso fungere da specchio per qualcuno, posso rivelare la mia essenza, la mia anima, e questo mi fa sentire utile. Diventi una sorta di portavoce della società».

Il rapporto con Pierfrancesco Favino

Non solo serie Tv ma anche film, due soprattutto gli hanno permesso di lavorare e conoscere una persona straordinaria, come lui stesso l’ha definita, Pierfrancesco Favino. E’ stato al suo fianco, infatti, nel film di Gabriele MuccinoI migliori anni” e nell’adattamento cinematografico del romanzo “Il Colibrì” di Sandro Veronesi, diretto da Francesca Archibugi.

«Il Colibrì – racconta l’attore – mi ha dato la possibilità di lavorare di nuovo con Pierfrancesco Favino dopo “Gli anni migliori”. A dire il vero, nello stesso momento mi era stato proposto il ruolo da protagonista di una serie che è diventata in seguito un grande successo. E così ho dovuto fare una scelta: o crescere dal punto di vista attoriale o decidere di avere subito fama. Quella serie mi avrebbe dato indubbiamente molta popolarità, ma io avevo fame d’altro. Di cultura. Volevo migliorarmi, continuare a studiare e ad apprendere. Avevo ancora 23 anni. E così decisi di accettare il piccolo ruolo nel film Colibrì, perché questo mi avrebbe permesso di passare altri due mesi in compagnia di Pierfrancesco.»

Recitare nel film di Paola Cortellesi

Francesco Centorame è stato scelto personalmente da Paola Cortellesi al suo debutto alla regia con “C’è ancora domani“, dove incarna un ruolo complicato. «C’era questo senso di devozione verso una storia e verso una regista che ci ha scelto persona per persona senza raccontarci il finale della storia– racconta Francesco –. Paola è semplicemente grandiosa. Abbiamo cercato di razionalizzare e cercare il motivo dello straordinario successo del film: forse è dovuto alla realtà che racconta, perchè è qualcosa che vive intorno a noi. Questo film è diventato un messaggio sociale. E poi, c’è sicuramente il fatto che parliamo di Paola Cortellesi, una persona che stimi a prescindere perché è stata sempre autentica. Paola è una donna bellissima e non ha mai fatto prevalere quella parte. Ha puntato sempre a mostrare la persona che è. Si è sempre rispettata. E il pubblico questo lo ha capito e ha imparato a conoscerla come persona e non come prodotto

E’ uno dei migliori giovani attori italiani in circolazione e da qui a qualche mese sentiremo tanto parlare di lui.

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