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Ortigia Film Festival

‘Mignolo’ un pezzo di vita emblematico

Presentato in occasione dell'Ortigia Film Festival, Mignolo concentra una picola storia di vita dai messaggi universali e importanti in pochi minuti.

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Presentato come cortometraggio in concorso all’Ortigia Film Festival 2024, Mignolo è una di quelle opere di cui non si pensava di aver bisogno, ma che invece dovrebbero essere un esempio da seguire più spesso. Il cortometraggio in questione, scritto e diretto da Gianluca Granocchia, vede come protagonisti i giovani e bravissimi Francesco GheghiDemetra Bellini.

Prodotto da Image Hunters, con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, Mignolo sarà distribuito in Italia da Pathos Distribution, realtà che ha come mission la diffusione di cortometraggi e documentari nei festival e attraverso le TV.

Mignolo | La trama

Valerio (Gheghi) lavora come animatore nelle feste per bambini. Indossa un ingombrante e alquanto spaventoso costume da lupo, mentre cerca di inventrasi qualsiasi tipo di attività che gli permetta di guadagnare soldi, tenendo lontani i piccoli figli dei suoi clienti. Nonostante il suo cinismo e l’asocialità, però, sembra piacere molto ad alcuni bambini, che lo cercano durante i festeggiamenti e gli chiedono pezzi di torta.

Il grande problema di Valerio è che non riesce più a provare emozioni, sempre preannunciate da un tremolio al mignolo (da qui il titolo) della mano destra. L’unica cosa che ancora un po’ lo scuote è l’osservare i formicai che esplodono, dopo che lui stesso ha fabbricato bombe artigianali e ce le ha infilate dentro. Eppure non nasconde la sua ammirazione per le formiche, capaci di vivere in società numerose e di lavorare tutte insieme, senza concorrenza.

Il giorno in cui si ritrova improvvisamente rimpiazzato da un’altra persona, mette in atto un piano di vendetta alquanto discutibile e pericoloso.

Un messaggio importante in pochi minuti

Sin dall’originale e significativo titolo, Mignolo si rivela un progetto più che lodevole, raccontando, in pochi minuti, un pezzo di vita emblematico. Valerio si fa portavoce e rappresentante di tanti giovani di oggi, alle prese con una società che non sa offrire le giuste occasioni. Occasioni per esprimersi, per emergere o, semplicemente, per essere se stessi. Il rapporto con gli altri e con le emozioni che ad essi sono collegate vengono via via sempre più schiacciate da atteggiamenti parassiti, egoriferiti ed egoisti, nell’ottica della sopraffazione e dell’asocialità.

Tra le tante brillanti idee del cortometraggio, il parallelismo tra la figura del protagonista e l’universo delle formiche illustra bene un concetto tanto semplice quanto fondamentale ai fini dell’esistenza: condividere, confrontarsi, collaborare, sono ciò che permette di costruirsi una struttura, un’identità, e di imbarcarsi nell’impresa di trovare una propria strada.

Valerio appare allo sbando; non conosciamo esattamente il suo background, ma è chiaro quanto sia, o meglio si senta, solo. E non è una scelta, ma una realtà con cui ha imparato a convivere, ma che tenta ancora di cambiare. Ecco perché, alla luce della situazione iniziale, il finale aperto ma alquanto ottimista – se lo si vuole osservare da un certo punto di vista – lancia un segnale forte e importante, un messaggio di speranza e di incoraggiamento.

*Salve sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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Mignolo

  • Anno: 2024
  • Durata: 15
  • Distribuzione: Pathos Distribution
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gianluca Granocchia