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FOCUS ITALIA

‘Marko Polo’ – Iniziate le riprese del film sperimentale di Elisa Fuksas

Partito il set dell'opera dall'alto carattere sperimentale della registra romana

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Avviati i lavori per Marko Polo, il nuovo lungometraggio di Elisa Fuksas che torna al cinema dopo Senza fine, di cui ne abbiamo parlato con la stessa regista in questa intervista.

Il film rappresenta un crasi sperimentale tra la commedia e il documentario è gode di un cast pieno di volti noti: Iaia Forte, Flavio Furno, Letizia Cesarini, Lavinia, Elisa Casseri e la stessa Fuksas.

Il film è una produzione da Indiana Production.

Marko polo – la narrazione tra realtà e finzione

Quando Elisa scopre che il film a cui lavora da anni è naufragato, tutto le sembra vacillare, anche la sua fede. Voleva raccontare la sua conversione alla religione cattolica, ma forse non ci ha creduto abbastanza. “A Dio o al film?”, si chiede, ma non lo sa nemmeno lei. Di fronte al fallimento, è sempre stata solo capace di perdersi. “Perché sei pesante e non sai guardare gli altri”, le dice la Madonna la prima volta che le parla, desacralizzando la sua crisi e spingendola a reagire. Per questo, Elisa, sua sorella, la sua sceneggiatrice e l’attore protagonista del film fallito partono per un viaggio in nave, diretti verso un santuario di cui sanno poco o niente. Ognuno di loro ha qualcosa da risolvere, un nodo da disfare: esattamente come tutti gli altri pellegrini presenti sulla nave. Tra testimonianze e ricordi, realtà e finzione, il racconto del mondo si confonde con la sua rappresentazione e la fede diventa materia viva, sentimento da condividere con gli altri.

(fonte: Ansa)

Le dichiarazioni della regista

Marko Polo è un progetto totalmente innovativo. Molte parti del film saranno girate copione alla mano, altre invece saranno puro documentario, momenti reali di questo misterioso viaggio lungo dal tramonto all’alba. Mentre la nave oscilla come una metafora perpetua della precarietà di tutto, lei e gli altri affrontano i grandi temi della vita.

Marko Polo è, nelle parole della regista, come riportato dall’Ansa:

“un esperimento sulla ricerca di senso a partire da un fallimento, che misteriosamente è capace di ricucire un patto di fede e fedeltà, tra realtà e rappresentazione ma soprattutto tra la protagonista e il mondo. Io continuo a cercare una strada, un modo per essere me stessa e cristiana e stare nel mondo”.

 

 

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