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Anticipazioni

‘Hometown – La strada dei ricordi’ poster e data di uscita

Roman Polański e Ryszard Horowitz protagonisti di questo docufilm

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hometown poster

Rilasciato il poster del docufilm Hometown – La strada dei ricordi, prodotto da Èliseo entertainment di Luca Barbareschi con KRK Film,  in collaborazione con Vision Distribution e Sky e distribuito nelle sale cinematografiche dal 25 gennaio da Vision Distribution in collaborazione con Europictures.

Prima del poster, il cast di Hometown

Protagonisti del docufilm sono i due artisti, Roman Polański e Ryszard Horowitz, diretti da Mateusz Kudla & Anna KokoszkaRomer

Cosa aspettarsi dal docufilm

La narrazione si snoda seguendo i passi di Polanski e Horowitz per le strade di Cracovia: i due amici ripercorrono i luoghi e insieme i primi anni della loro vita, ricordano i momenti drammatici vissuti al tempo dell’occupazione nazista e durante l’Olocausto, quando Polanski era nel ghetto ebraico.

Il documentario racconta del regista, che lasciò la città natale da giovanissimo per diventare un cineasta, e di Horowitz, che fuggì alla volta di New York per cominciare quella che sarebbe diventata una straordinaria carriera nel campo della fotografia. Ed emoziona ascoltare ora, dopo decenni, dalle loro voci, sui luoghi che li hanno resi quelli che sono oggi, storie drammatiche e a tratti divertenti, punteggiate dai brevi flashback, i ricordi di due bambini intraprendenti: Polanski che, fuggito dal ghetto, si nascose nella casa di una famiglia contadina ed Horowitz che fu il più piccolo a salvarsi grazie a Oscar Schindler, l’imprenditore dichiarato “Giusto tra le Nazioni”, che lo sottrasse, come tantissimi  altri  ebrei, alla deportazione.

Il poster di Hometown

hometown poster

Roman Polanski

Nasce da una famiglia di emigrati polacchi che si trasferisce a Cracovia due anni prima dell’avvento della Seconda Guerra Mondiale. Quando i nazisti arrivano in Polonia, tutta la famiglia viene rinchiusa in un ghetto. Riesce a sopravvivere nonostante le terribili esperienze subite. Dopo fughe e una vita difficile, Polanski entra alla scuola di cinema di Lodz nel 1957 e nel frattempo lavora come attore.

Nel 1962 esordisce con un lungometraggio, Il coltello nell’acqua. Nel 1965 e nel 1966 vince prima l’Orso d’argento e poi quello d’Oro. Dopo aver divorziato dall’attrice polacca Barbara Lass, sposa a Londra l’attrice americana Sharon Tate. Arriva in America dove dirige Rosemary’s Baby. Il 9 agosto 1969 la setta satanica capeggiata da Charles Manson irrompe nella sua villa di Los Angeles e uccide barbaramente la moglie incinta di otto mesi.

Nel 1974 ottiene una nomination all’Oscar per la regia per Chinatown. Nel 1976 è costretto a trasferirsi in Europa per motivi giudiziari – viene accusato di aver sedotto una modella di soli 13 anni – e da allora non è più tornato negli Stati Uniti. In Europa gira L’inquilino del terzo piano (1976), da lui stesso interpretato.

Nel 1993 riceve il Leone d’Oro alla carriera. E poi l’Oscar con Il pianista (David di Donatello 2003 come miglior film straniero) dove affronta il tema dell’Olocausto, da lui vissuto in prima persona.

Ryszard Horowitz

Horowitz è nato a Cracovia, in Polonia e, quattro mesi dopo la sua nascita, l’intera famiglia, ebrea, fu costretta a entrare nei campi di concentramento. Dal settembre 1944 fu imprigionato nel campo di concentramento di Auschwitz e in seguito divenne noto come uno dei più giovani sopravvissuti ad Auschwitz e inserito nella lista di Schindler. Alla fine della guerra, Ryszard, di cinque anni, fu trovato in un orfanotrofio dalla madre e riunito alla sua famiglia.

Iniziò a fotografare all’età di quattordici anni. Per un breve periodo crebbe accanto a Roman Polański, con il quale creò il suo primo ingranditore fotografico in cartone.

Nel 1967 Horowitz ha aperto un proprio studio fotografico a New York. Ha sviluppato una carriera di successo sia nella fotografia artistica che in quella commerciale, ma è noto soprattutto per la creazione di complessi compositi fotografici, che sono stati paragonati alle opere surrealiste di Magritte e Dalí.

Il trailer

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