fbpx
Connect with us

In Sala

Dorme

Girato in vhs con un perenne grandangolo che dà perentoriamente il look caratteristico del film, “Dorme” contiene nel dna registico una visionarietà che ha come fonte Sam Raimi e i suoi eccessi alla Tex Avery

Pubblicato

il

 

 

Anno: 2000

Distribuzione: Distribuzione Indipendente

Durata: 75’

Genere: Commedia

Nazionalità: Italia

Regia: Eros Puglielli

Dorme, ovvero l’incredibile storia del cinema indipendente. Infatti il primo film di Eros Puglielli è anche la prima distribuzione Indigo, e, se vogliamo, il primo (o tra i primi) esperimenti zero budget che hanno poi toccato la sala, creando un precedente per quella che oramai sembra essere diventata una soluzione alternativa al monopolio produttivo/distributivo italiano. Il film fa capolino nuovamente oggi, riportato nelle sale da Distribuzione Indipendente, per rammentarcelo.

A Dorme forse spetta anche il primato di essere un’operazione che flirtava con il genere, se vogliamo un po’ ingenuamente, ma chiaramente con intenzioni progressiste, che Puglielli ha mantenuto nel tempo, contenendole e maturandole. Perché, se di commedia si tratta, di certo non è annoverabile tra quelle “all’italiana”, né di vecchio né di nuovo stampo.

Girato in vhs con un perenne grandangolo che dà perentoriamente il look caratteristico del film, Dorme contiene nel dna registico una visionarietà che ha come fonte Sam Raimi e i suoi eccessi alla Tex Avery che caratterizzavano i suoi primi film. Ciò è evidente, tanto che alcune sequenze sembrano impresse a carta carbone. Quello che fa la differenza, e che rese il film negli anni ‘90 un piccolo cult a Roma, è che Puglielli non sceglie di imitare il modello nei contenuti, buttandosi sull’horror come hanno fatto tantissimi emuli in Italia e nel mondo, ma ne ruba solo la vena indipendente e le inquadrature, per poi riportarle su un immaginario di borgata romana che è spettacolarmente realistico, soprattutto visto nell’ottica assurda che è il mood del film.

Dorme è la storia di un amore fallito, messa sullo scherno e ridicolizzata nell’esatta maniera con cui l’avrebbero fatto dei compagni di scuola dopo essersi fatti una canna. C’è quella leggerezza goliardica, quella disillusione spensierata e quella maniera folle di guardare il surreale e il ridicolo, in qualsiasi situazione della vita, che rende il film divertente e genuino. Un’alchimia che quasi sicuramente è venuta fuori per caso, o meglio dalla spontaneità di filmmakers non viziati da sovrastrutture, certamente irriproducibile, se si volesse ricrearla a tavolino. Verrebbe fuori Pino Insegno quando voleva copiare i Profilax.

Questo approccio deve far riflettere parecchio sulla natura del cinema, soprattutto quello indipendente, che al di là di talento, denaro, mezzi, conoscenze, perspicacia e idee, riesce a fare la differenza sempre e comunque quando sono gli intenti ad essere onesti.

Gianluigi Perrone

Scrivere in una rivista di cinema. Il tuo momento é adesso!
Candidati per provare a entrare nel nostro Global Team scrivendo a direzione@taxidrivers.it Oggetto: Candidatura Taxi drivers

1 Commento