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‘Seinfeld’ la serie: recensione della prima mini stagione

Una buona occasione per riscoprire una serie cult degli anni 1980. Soffermiamoci sulla prima stagione.

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Seinfeld è una serie tv creata dai geni Jerry Seinfeld (nei panni di una versione fittizia di sé stesso) e Larry David (autore di Curb Your Enthusiasm) trasmessa per la prima volta dalla NBC il 5 luglio 1989. Ora disponibile su Netflix.

Seinfeld – la serie: trama

New York City, 1989 –  Quattro amici single che non fanno “nulla”. La storia vede come personaggi principali: il comico Jerry (Jerry Seinfeld), la sua ex-fidanzata Elaine Benes (Julia-Louis-Dreyfus), il suo vicino di casa Cosmo Kramer (Michael Richards) e il suo migliore amico George Costanza (Jason Alexander). Tutti cercano di sopravvivere nei migliori dei modi; ma ogni giorno vivono situazioni tanto strane quanto complicate, che finiscono per trasformarsi in qualcosa di divertente, unico e originale.

Seinfeld – la serie: epilogo-una serie apripista 

Seinfeld ha avuto il privilegio di debuttare alla fine degli anni ’80, che hanno visto la televisione americana svilupparsi prepotentemente e mostrare nuove prospettive e orizzonti al suo pubblico. 

Non possiamo non menzionare capolavori come Hill Street: Giorno e Notte (di Steven Bochco, 1981-1987), Cin Cin (1982-1993), I Robinson (1984-1992), Cuori senza età (1985-1992), Quattro donne in carriera (1986-1993), ma anche la soap opera Beautiful (dal 1986). 

Queste serie hanno fatto breccia, allora, nel cuore di tutti i telespettatori. Ma Seinfeld, fin dal primo episodio, ha saputo portare sul piccolo schermo qualcosa di nuovo. Non a caso, nel corso degli anni a venire è diventata un pilastro della commedia americana seriale per altri progetti quali The Office (2005-2013), Arrested Development (2003-2019), 30 Rock (2006-2013), Veep (2012-2019) e Broad City (2014-2019).

Vogliamo dare uno sguardo più approfondito?

Su e giù da un palco 

“Sapete perché siamo qui?” (Jerry Seinfeld)

Nel primo episodio della serie, ci troviamo su un palco. Jerry ci fa subito entrare nell’occhio dell’artista: non è solo una questione di raccontarsi o far divertire il proprio pubblico. I pochi riflettori che illuminano il palco di Jerry (un buon Jerry Seinfeld, Bee Movie, 23 Hours to Kill) premettono di creare subito suspense e immedesimarci nel lavoro degli artisti. Il palco è la metafora della vita, l’anima di ogni artista, forse l’unico momento in cui può permettersi di dare sfogo alla sua creatività, dicendo nello stesso  tempo come stanno le cose. E questo Jerry lo sa molto bene.

Ma giù dal palco, lui è un uomo qualunque, costretto a fare i conti con la sua vita privata. Ha trent’ anni, è single, vive in un piccolo appartamento, vecchio, se pure con tutto l’occorrente. A dargli la carica ci provano il suo maldestro vicino di casa, Kramer (Michael Richardsnoto per UHF, Piccola Peste), e l’amico di sempre, George (Jason Alexandervisto in Pretty Woman e nella recente La fantastica signora Maisel), che non perde occasione per criticare la società. E infine, c’è Elaine (una bravissima Julia-Louis-Dreyfus, acclamata per i suoi ruoli in Veep e di recente in Downhill), l’unica “ragazza” del gruppo, che rispetto ai suoi amici si dimostra una vera leader. Eppure, Jerry sente di essere chiamato ad altro.

Seinfeld – la serie: il vuoto e il pettegolezzo

Clamorosamente, non ci sono titoli di testa. E ciò porta subito a seguire le “avventure” di Jerry e dei suoi amici.

La serie, così come i suoi personaggi, non ha una direzione da seguire, né veri e propri traguardi da raggiungere. Non sappiamo molto di Jerry e dei suoi amici. Semplicemente, sono persone normali che vivono nella monotonia di tutti i giorni. Non a caso, sembra riecheggiare il cinema di Woody Allen. Ma è proprio qui che sta la novità di Seinfeld.

Il nulla sta nella sua semplicità, come nei giochi di sguardi e nelle intese tra i protagonisti, in particolare tra l’imbranato Kramer e George, che ci portano a riflettere sul tema dell’infanzia. È sempre l’arma migliore, che permette poi di crescere e migliorare nel tempo; come ha fatto Quentin Tarantino con il suo primo film Le Iene (1992), dove i protagonisti esplosivi richiamano i colori primari dell’alfabeto.

In ogni episodio di Seinfeld, colpisce la scenografia apparentemente neutra, spenta, della città di New York, specialmente nell’appartamento di Jerry, costituita con infinite porte chiuse. Da una parte, esprime lo stato d’animo dei suoi protagonisti; d’altra, lascia a noi spettatori cercare nuove sfumature da colorare. 

Ma ciò che rende ancora più calda la serie è l’ abilissima sceneggiatura,  che, mentre racconta una storia ripetitiva e noiosa, sa renderla ricca di sorprese. In scena c’è sempre la quotidianità e ogni argomento trattato diventa una gag che porta avanti lunghe conversazioni, spesso le stesse, fino a fine puntata.

In ogni episodio si ha l’impressione di essere dallo psicologo. I personaggi si ritrovano a parlare del più e del meno su temi d’attualità. Ma non è solo una chiacchierata improvvisata tra amici. Non c’è un unico argomento. Non c’è un solo sentiero da seguire. Parole e fatti di poca importanza prendono il sopravvento e Seinfeld non perde occasione di dar loro nuova linfa, favorendo così il pettegolezzo. Questo permette di esprimere la propria visione del mondo e di entrare in sintonia con altre persone.

Jerry ci spinge a cercare la creatività: che sia in lavanderia,  al ristorante, a teatro e stando in compagnia con i nostri amici, si cerca di guardare tutto con occhi diversi, come fanno i bambini. Solo così, ne vedremo delle belle.

La vita è un gioco

Fuori c’è un mondo intero. E tutti hanno una voce in capitolo. Non a caso, entrano in gioco altri personaggi a noi ignoti, chiamati a dire la loro opinione e a ribaltare le carte in tavole.

Nel terzo episodio della prima stagione, per esempio, tutti vogliono comprare un nuovo appartamento… ma nessuno sa davvero quello che vuole e, tra un litigio e un altro (compreso anche il lancio della moneta), gli amici finiranno per fregarsi da soli e avere rimorsi di coscienza.

La vita è davvero un gioco; va a ritmo di musica. Il caso non esiste e questo permette maggior coinvolgimento… sta a noi prendere la bacchetta e lasciarci coinvolgere.

L’ottima regia, teatrale, anche se veloce e irrequieta, gioca sulla semplicità, sull’attesa del tempo, prende i suoi ritmi, proprio come un boomerang e permette di seguire, con sguardo quasi documentaristico, Jerry e i suoi amici persi nelle loro conversazioni. 

Anche di rispecchiarsi nei sentimenti. Un esempio è il bellissimo flusso di coscienza di Jerry quando incontra per la prima volta Vanessa (Lynn Clark). Chi di noi non ha provato queste sensazioni la prima volta?

Seinfeld rappresenta gli esseri umani per come sono e ci invita a non fuggire dalle difficoltà

Come una vera cronaca, Seinfeld ci descrive la società degli anni 1980-1990, quando non c’erano i Social Media e i giornali erano il pane quotidiano dell’anima. In maniera coinvolgente, ci racconta gli esseri umani per come sono davvero.

Tutti, tra alti e bassi, viviamo le stesse cose, ogni giorno. Amiamo parlare degli stessi argomenti, di donne e di uomini, ci piace cacciarci nei grandi casini (come cantava Jovanotti nel singolo “Sbagliato”, tratto da “Oh, Vita”!).

Seinfeld sa benissimo quanto noi amiamo stare nel nostro confort. Ci spinge quasi con forza a cercare qualcosa di più, a non stare sempre con la nostra buona compagnia, ma a frequentare altre persone con cui condividere la nostra storia.

Ci invita a salvare le relazioni umane, senza isolarci. Il suo messaggio è quello di vivere come se non ci fosse un domani, fare sempre nuovi passi in avanti, non restare indietro e provarci sempre…. soprattutto con le donne.

E ancora: in un mondo dove tutto sembra andare in una direzione fredda e oscura, Jerry si mostra per quello che è, senza timore, senza paura di nascondersi.

Chiudendo il sipario, Seinfeld è uno spettacolo irresistibile, ricca di affetto, di amore, caratterizzata da un linguaggio scurrile e spesso diseducativo; grazie alle performance sempre precise e spontanee di tutti gli interpreti, riesce a garantire grandi risate e permette di seguire gli sketch senza difficoltà. È strano pensare che in Italia la serie sia passata quasi inosservata. Ma ora, grazie al colosso Netflix, abbiamo una seconda possibilità. Che state aspettando? Buon divertimento!

“Il nostro tempo è scaduto. Grazie per essere stati nel nostro talk-show” (Jerry Seinfeld).

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Seinfeld

  • Anno: 1989
  • Durata: 25 minuti
  • Distribuzione: NBC
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Usa
  • Data di uscita: 05-July-1989