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Il mostro della cripta in dvd

Il mostro della cripta di Daniele Misischia approda in home video.

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Horror made in Italy dell’estate cinematografica 2021, approda in dvd sotto il marchio CG Entertainment (www.cgentertainment.it) Il mostro della cripta, diretto da Daniele Misischia. Un’opera seconda prodotta dai Manetti Bros come avvenne con l’esordio del regista: il riuscito zombie movie The end? L’inferno fuori, del 2017. I Manetti Bros che, insieme allo stesso Misischia e ad Alessandro Pondi, Paolo Logli e Cristiano Ciccotti, si occupano anche della sceneggiatura.

Che, dopo un prologo con morto, s’immerge immediatamente nella Bobbio del 1988, dove l’adolescente Tobia De Angelis si diletta nel girare cortometraggi horror.

Oltre a leggere il suo fumetto preferito; nel quale nota un giorno un inquietante aspetto. Analogie tra la storia raccontata nelle pagine e alcuni atroci avvenimenti di morte che si stanno susseguendo nel posto. Tanto da decidere di rintracciarne il disegnatore, interpretato da Lillo Petrolo, ricordando chiaramente ciò che faceva il protagonista di Ammazzavampiri . In quanto lì si parlava di un giovane che, sospettoso del suo vicino di casa, si rivolgeva all’attore di uno show televisivo sui succhiasangue.

Perché, in fin dei conti, è chiaramente l’effetto nostalgia quello ricercato da Il mostro della cripta a suon di citazioni e omaggi. Un effetto nostalgia atto a rievocare l’atmosfera di quel magnifico decennio che furono gli anni Ottanta. Tra infinità di poster affissi sulle pareti delle stanze (citiamo solo Bad taste – Fuori di testa e Moonwalker) a Boys di Sabrina Salerno alla radio. Per non parlare del padre Malachia (lo stesso Misischia) il cui nome proviene da quello di uno dei diabolici ragazzini del kinghiano Grano rosso sangue. O dell’avventura proto-I Goonies in cui si imbarcano De Angelis e i suoi amici, ovvero Amanda Campana, Nicola Branchini ed Eleonora De Luca.

Avventura il cui epilogo, oltretutto, non può fare a meno di suggerire rimandi a It. Man mano che non risultano assenti neppure richiami a Shining.

Dal cane chiamato Wendy all’immagine di Giovanni Calcagno che emula Jack Nicholson infilando minacciosamente la testa in un buco della porta. Fino all’entrata in scena della creatura dal sapore di fantascienza anni Settanta suggerita dal titolo, realizzata dal maestro Sergio Stivaletti. Attesa attrazione de Il mostro della cripta, non privo di dettagli sanguinolenti e deflagrazioni di teste. Accompagnato nella sezione extra da circa undici minuti backstage e quasi quattro di scene tagliate.

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