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FESTIVAL DI ROMA

Tim Burton, grande protagonista finale del Festival del Cinema di Roma 2021

L'incontro di Tim Burton con la stampa e il pubblico al Festival del Cinema di Roma 2021.

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La Festa del Cinema di Roma 2021, costellata di grandi nomi, da Quentin Tarantino a Alfonso Cuaron, si conclude in bellezza con il Premio alla Carriera a Tim Burton, consegnatogli dai tre Premi Oscar che hanno lavorato con lui: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo e Gabriella Pescucci.

Tim Burton: la conferenza

Incontrando Tim Burton, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno dei suoi personaggi; attraverso i grandi occhiali, suo tratto distintivo insieme ai capelli scompigliati, si intravedono quei mondi immaginifici che lui, come nessun altro, ha saputo trasporre sul grande schermo in film indimenticabili, da Edward Scissorhands a Big Fish, da Nightmare Before Christmas a Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street.

Le sue pellicole sono intrise di quella reverie poetica definibile solo con un aggettivo coniato appositamente per lui: “burtoniani”.

Questo perché nelle sue opere, Tim Burton ci mette se stesso, la sua infanzia solitaria a Burbank, la sua fascinazione per le fiabe e i temi cimiteriali, il suo sguardo da bambino che guarda sempre con rinnovato stupore il mondo, la sua anima delicata, la sua arguta ironia, il suo talento visionario, la sua nostalgia malinconica.

Tim Burton risponde deciso alle domande in conferenza, senza troppi fronzoli; è un uomo timido che ha sempre preferito esprimersi tramite il disegno e il cinema piuttosto che con le parole.

Tra i numerosi personaggi da lui creati, dichiaratamente tutti autobiografici, dice di prediligere Edward Mani di Forbice e Ed Wood, anche se, riferendosi a quest’ultimo, aggiunge con il suo innato humour:

Non mi vesto da donna ma hanno molto di me

Parlando dei suoi film, tra i preferiti cita Vincent, un cortometraggio di cinque minuti in cui il protagonista è “uno strano bambino”( incredibilmente somigliante a lui) che ama leggere Edgar Allan Poe.

Nonostante la morte e l’aldilà siano tematiche ricorrenti nella sua filmografia, Burton non si sente “dark” come molti lo definiscono; per lui la vita è fatta di luci e ombre ed è su questo contrasto che si basano le sue storie, sempre al confine tra universi paralleli, uno reale, l’altro immaginario.

Sulla nuova serie Netflix, Wednesday, incentrata sulla figura di Mercoledì Addams non svela troppo, ma ammette che quest’ultima ricorda uno dei suoi personaggi più iconici: Lidya di Beetlejuice interpretata da un’allora giovanissima Winona Ryder.

Burton ha anche il merito di essere stato il precursore dei cosiddetti cinecomic: nel 1989, il suo Batman è campione d’incassi al botteghino e l’anno successivo gira il sequel (Batman – Il ritorno), dando il via a un filone cinematografico, oggi più che mai in auge.

Mi sorprende e mi fa piacere che oggi ci sia questo boom di supereroi al cinema. Anche se spesso le storie più incredibili sono vere, non serve inventarle.

A tal proposito, Burton si dichiara entusiasta dell’ultimo Joker (ruolo affidato da Burton al magistrale Jack Nicholson), ideato da Todd Phillips e interpretato da Joaquin Phoenix

Riguardo al rumor su un sequel del film più rappresentativo della sua arte, ovvero Edward Mani di Forbice, scherza dicendo:

Esiste già, è un porno e basta così. (ride)

Su possibili nuovi progetti in stop-motion, tecnica di animazione da lui molto amata (Nightmare Before Christmas, Corpse Bride, Vincent, Frankenweenie) dichiara:

La stop-motion è una meravigliosa forma d’arte che richiede un team e un dispendio di forze notevoli. Essa avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, quindi sì, assolutamente ritornerò a fare film con questa tecnica.

Ricordando il suo ultimo lavoro, Dumbo, arriva una neanche troppo velata “stoccata” agli studios Disney, con cui il cineasta, dai temi di Nightmare Before Christmas, ha sempre avuto un rapporto conflittuale.

Lavorando con la Disney, mi sono sentito in gabbia come Dumbo

Su Johnny Depp, suo attore feticcio, recentemente travolto dal boicottaggio da parte della Disney e della Warner, dopo le travagliate vicende personali  e le accuse della ex moglie Amber Heard, dice:

Se ci sarà occasione, sarò ben felice di lavorare di nuovo con Johnny, straordinario attore e grande amico

Si mantiene vago e riservato sulle polemiche, ma esprime conciso e netto il suo parere:

Hollywood è un posto complicato

Tim Burton: due premi per onorare la sua straordinaria carriera

Sul red carpet, Tim Burton arriva a sorpresa nelle vesti di papà premuroso, accompagnato dai suoi figli Nelly e Billy Ray (nati dalla lunga relazione con l’ex compagna Helena Bonham Carter) e dal loro tenero cagnolino, animale che, tra l’altro, ricorre puntualmente nei film burtoniani.

Durante l’incontro con il pubblico, il direttore del Festival, Antonio Monda, propone una carrellata emozionante di immagini tratte dai film del regista californiano.

Tim Burton ricorda con piacere il musical Sweeney Todd, il film che lo ha divertito di più sul set, e ricorda con piacere il lavoro con Johnny Depp ed Helena Bonham Carter, gli attori da lui prediletti per buona parte della sua carriera.

Parlando più in generale della sua arte e di una mostra delle sue illustrazioni, corti e oggetti di scena che lo ha visto protagonista al MoMa di New York con una enorme affluenza di pubblico, non nasconde la sua intenzione di portare i suoi lavori ancora in giro per il mondo (noi ci auguriamo caldamente che questo accada presto anche in Italia).

Burton, oltra al Premio alla carriera e due calorose standing ovation da parte del pubblico in sala, ha ricevuto il Premio “Lazio Terra di Cinema” per la sua ineguagliabile creatività, consegnato dal Presidente della Regione Nicola Zingaretti e da Antonio Monda: un’originale statua in legno che ha la forma di un cervello umano.

Tim, proprio come Edward Bloom, personaggio del suo capolavoro Big Fish, vive nelle sue storie, in quello spazio di confine tra il reale e l’immaginario dove c’è sempre lui, un uomo speciale, geniale inventore e generoso dispensatore di sogni, magia e meraviglia pura.

 

 

 

 

 

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