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Italian Film Festival Berlin

‘Il Bambino Nascosto’ dalla paura alla libertà

Arriva in Germania il film con Silvio Orlando che ha chiuso l'ultimo Festival di Venezia. Una pellicola che consacra la penna e la cinematografia di Roberto Andò.

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il bambino nascosto

La 78a edizione della Mostra dell’Arte Cinematografica di Venezia si era chiusa con la proiezione de Il Bambino Nascosto (2021), film fuori concorso del regista Roberto Andò, nato dall’adattamento del suo omonimo romanzo pubblicato solo l’anno prima e poi arrivato al Cinema. Ora il Film arriva in Germania ed é in competizione alla kermesse Italian Film Festival Berlin

Il regista lo conosciamo per aver diretto film come Le Confessioni (2016), Una Storia senza Nome (2018) e Viva la Libertà (2013).

La trama de Il Bambino Nascosto

Il film è ambientato nella Napoli dei quartieri spagnoli infestata dalla camorra. Qui, in un enorme appartamento, vive in solitudine, e da una vita ormai, Gabriele Santoro (Silvio Orlando), un professore di pianoforte, che insegna al Conservatorio e nel tempo libero dà lezioni private ad aspiranti pianisti. Lascia il suo appartamento solo per andare al lavoro o per fare la spesa. Non ha alcun contatto con i vicini, che scruta da dietro le tende del suo appartamento incuriosito e, allo stesso tempo, intimorito dai loro traffici loschi e dalle loro azioni criminali.

Una mattina, senza accorgersene, un bambino, Ciro Acerno (Giuseppe Pirozzi), che vive al piano di sopra con la famiglia, si rifugia nel suo appartamento per sfuggire alla rappresaglia del clan di Alfonso De Vivo (Alfonso Postiglione), nemico del padre Carmine (Sarà Striano) a causa di uno scippo da lui commesso assieme all’amico Rosario. Quando Gabriele si accorge della presenza del bambino e capisce le ragioni della fuga del piccolo, decide di tenerlo nascosto.

Il rapporto tra i due nuovi coinquilini è complicato. Hanno caratteri diametralmente opposti. Se Ciro ha una personalità impetuosa e ribelle, Gabriele è pacato, silenzioso, rispettoso dell’ordine e votato alla disciplina. Una cosa sola li accomuna. Non hanno paura di nessuno. E vogliono essere entrambi liberi.

Da una scena del film, Gabriele (a destra) viole sapere il motivo della fuga di Ciro, ma il bambino reticente non svela le sue malefatte.

Il significato dello spazio nel film

Come il regista Andò fa notare, il film ha luogo in uno spazio ridotto, che è quello dell’appartamento dell’uomo. Il bambino trova riparo in quella casa, che sa essere terreno sicuro, inviolato dalla malavita locale. Tuttavia, quando Diego (Lino Fusella), uno dei malavitosi del quartiere, fa ripetutamente visita a Gabriele per perlustrare la casa in cerca del bambino, quel luogo sicuro si contamina, almeno in parte. In esso, si cela un nascondiglio recuperato all’interno della libreria a muro, che si trova lì da sempre. Qui, Ciro è salvo.

L’analisi dello spazio è essenziale per comprendere che Ciro non è il solo a nascondersi. Anche Gabriele fugge da qualcosa e qualcuno. Per questo, non ha mai lasciato il quartiere, nonostante il padre Massimo (Roberto Herlitzka) ed il fratello Renato (Gianfelice Imaparato), uno giudice emerito e l’altro futuro membro del Consiglio Superiore della Magistratura, lo avessero fatto non appena ne avevano avuto l’occasione. Lo avevano ammonito tante volte, ma Gabriele aveva scelto di rimanere rifugiato in questa casa, in cui domina l’ordine a dispetto del caos e della criminalità, che la circonda. Come Ciro, anche Gabriele ha il suo nascondiglio. Ma è destinato a non esserlo per sempre.

Da una scena del film, una panoramica dell’appartamento di Gabriele.

L’intensità dell’interpretazione

Il cast, quasi tutto al maschile, fatta eccezione per Angela (Imma Villa), la madre di Ciro, dona al pubblico un’interpretazione intensa, ricca di tensione, timori, senza lesinare momenti di profondo affetto e comprensione tra i due protagonisti.

Giuseppe Pirozzi, il giovane attore che interpreta Ciro, non è alla sua prima esperienza nel cinema. Ha già alle spalle alcuni piccoli ruoli in Pinocchio (Matteo Garrone) e Martin Eden (Pietro Marcello) nel 2019. Ne Il Bambino Nascosto, invece, è protagonista e non delude. La sua interpretazione convince, perché sa essere sia il bambino sfrontato e provocatorio, che il ragazzino bisognoso di affetto e protezione passando da una condizione all’altra in modo fluido senza forzature.

Da una scena del film, Ciro si nasconde dalla famiglia De Vivo.

Silvio Orlando è sempre una certezza. Interpreta il ruolo di quest’uomo pieno di paure ed insicurezze in modo ineccepibile. Ma il personaggio saprà rinascere. È la sua postura a rivelarlo. All’inizio, è ingobbito, tutto racchiuso in se stesso. Cammina con lo sguardo basso dando qua e là occhiate furtive, mentre attraversa il piazzale sottostante al palazzo per andare al lavoro. Nell’arco del film, quando inizia a sfidare i malavitosi, seppur a loro insaputa, Gabriele inizia ad alzare la testa e non solo in modo metaforico. Piano piano esce dal suo rifugio, prende coraggio, sfida il sistema criminale e la sua stessa famiglia, in qualche modo, e fugge proprio come Ciro. I due hanno così tanto in comune e sono destinati ad essere legati per la vita.

Degna di nota è anche l’interpretazione di Imma Villa, che, nel ruolo di Angela, non è la donna d’onore che segue in tutto e per tutto il marito Carmine. È, prima di tutto, madre amorevole dei suoi quattro figli. Soffre per l’assenza del suo piccolo Ciro e non si arrende davanti alla sua scomparsa, né tanto meno lo condanna per quanto accaduto. La Villa incarna la donna che, per sopravvivere, deve scegliere tra il ruolo di madre e quello di moglie. Il suo volto segnato ed indurito dalla sofferenza, però, non nasconde la sua natura materna, amorevole e rispettosa, che incoraggia Gabriele ad andarsene da lì quasi a volerlo salvare.

Roberto Herlitzka interpreta il padre di Gabriele e Renato. Il suo è un cameo essenziale nel film poiché è la voce della coscienza e della saggezza. Egli è il solo ad aver capito il figlio e indirettamente gli dà quei consigli di cui Gabriele ha bisogno e che arrivano quando non è troppo tardi. Per l’uomo, il padre è una scoperta, a differenza del fratello, Renato, interpretato da Gianfelice Imparato, che conferma la sua rigidità e intolleranza nei confronti di Gabriele. Eppure, quest’ultimo ha piena fiducia in quel fratello maggiore, che rappresenta la legalità e la rettitudine estrema. Imparato è regale nel suo ruolo di uomo tutto d’un pezzo e giudice di successo.

il bambino nascosto

Da una scena del film, i due fratelli, Gabriele e Renato si rivedono per pranzare assieme dopo parecchio tempo.

Unico neo del film è il personaggio di Diego, interpretato da Lino Musella. Egli è uno dei criminali al soldo del clan dei De Vivo. Il suo compito è quello di controllare la zona. Il rapporto dell’uomo con Gabriele è di lunga data. Da piccolo, infatti, Gabriele gli dava lezioni di pianoforte. La sua presenza è inquietante, specie quando perlustra la casa dell’uomo in cerca del bambino, ma non innesca timore nello spettatore, quanto sdegno.

Non sembra essere colpa di una interpretazione incerta di Musella, quanto di un mancato approfondimento della figura del personaggio, che nasconde molto di più di quello che si vede sullo schermo. Questo qualcosa, che può essere intuito, avrebbe meritato ulteriore esplorazione ed approfondimento. C’erano tutte le condizioni per farlo, ma Andò ha scelto di soprassedere forse per non complicare la storia e togliere importanza al rapporto tra Gabriele e il bambino, che alla fine rappresenta la grande forza del film.

il bambino nascosto

Da una scena del film, Gabriele e Ciro iniziano a comprendersi ed accettarsi a vicenda.

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Link alla Conversation a Roberto Andò

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Il Bambino Nascosto

  • Anno: 2021
  • Durata: 110'
  • Distribuzione: Rai Com
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Roberto Andò
  • Data di uscita: 11-September-2021