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Animazione

The Tatami Galaxy: la paura di scegliere.

La recensione di The Tatami Galaxy, uno degli anime più interessanti della scorsa decade, ma che vale decisamente la pena riscoprire. Disponibile su VVVVID.

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La serie anime The Tatami Galaxy è uscita nel 2010, ed è tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Morimi Tomihiko, una storia parzialmente autobiografica che parla di uno studente universitario pieno di rimpianti.

La regia della serie è firmata da Masaaki Yuasa, regista e animatore giapponese autore di perle come Ping Pong The Animation, e Devilman crybaby.

La serie è composta da 11 episodi (vi è anche un dodicesimo episodio extra non collegato agli eventi principali) dalla durata di 23 minuti circa, è disponibile su VVVVID.

Si tratta di una serie comedy, a tratti bizzarra e in certi momenti perfino inquietante, ma che contiene una profonda riflessione esistenziale.

La trama di The Tatami Galaxy

The Tatami Galaxy racconta di un giovane studente universitario che vive in un’economica pensione per studenti all’interno del campus universitario. Il giovane è indietro con gli esami, senza particolari prospettive davanti a sé e con l’animo appesantito da molti rimpianti. Il protagonista è infatti convinto di aver sprecato i due anni appena trascorsi, quelli che in teoria avrebbero dovuto essere i più belli e spensierati della sua vita. Attribuisce i suoi insuccessi a Ozu, uno strano individuo con cui ha stretto uno strano rapporto di amicizia durante il suo anno da matricola. Ozu è un personaggio che sembra trarre piacere dalle sofferenze altrui ed è spesso riuscito a coinvolgere il protagonista negli scherzi di pessimo gusto fatti agli altri studenti.

All’inizio di ogni episodio della serie però, il tempo si riavvolgerà, riportando il protagonista al suo primo anno di università. Egli avrà così l’occasione di ricominciare la sua vita da matricola e compiere nuove scelte per la sua extra-scolastica.

Il sistema scolastico giapponese prevede che si scelga sempre un club per impiegare il tempo al di fuori delle lezioni, ogni episodio di The Tatami Galaxy racconta una sorta di universo parallelo in cui il protagonista sceglie un club diverso.

Il nostro protagonista cercherà spasmodicamente di ottenere la “rosea vita del campus”, un ideale che gli consentirebbe di vivere una vita perfetta, piena di soddisfazioni e che gli faccia incontrare un’agognata fanciulla dai capelli corvini.

Eppure le diverse scelte non cambieranno il risultato di partenza, il protagonista incontrerà sempre degli ostacoli che lo faranno fallire ogni volta, ritrovandosi nella sua stanzetta composta da quattro tatami e mezzo a piangersi addosso.

Nonostante gli universi raccontati in ogni episodio siano paralleli, vi sono dei collegamenti fra l’uno e l’altro; talvolta si tratta di un collegamento con un episodio precedente, altre volte addirittura un’anticipazione di ciò che non è stato ancora raccontato.

Anche il resto dei personaggi rimane lo stesso in ogni episodio, ve ne è uno particolarmente rilevante che compare in tutti.

In ogni puntata di The Tatami Galaxy, il protagonista si ritroverà a camminare di notte per una misteriosa via della periferia di Kyoto. Qui incontrerà sempre una misteriosa chiromante che con impeccabile precisione descrive la situazione che il giovane vive, ancora prima che questi le rivolga la parola.

La chiromante ammonisce il protagonista su un’occasione che ha “sempre appesa davanti agli occhi” e che si sta lasciando sfuggire in continuazione.

Si tratta di Akashi, una ragazza dai capelli neri intelligente e taciturna. E’ conosciuta per la sua freddezza, pertanto viene evitata dagli altri ragazzi. Solo il protagonista sembra essere in grado di comunicare con lei, magari potrebbe anche costruire qualcosa con lei, se non fosse ossessionato dalla ricerca della vita perfetta…

Il peso delle scelte

Il vero ostacolo che blocca il protagonista non è la sfortuna, tantomeno il subdolo Ozu, ma sé stesso.

Cercando di vivere la vita perfetta, il protagonista non vive affatto. Quando avrebbe l’occasione di fare dei passi avanti con Akashi, egli non fa quel piccolo sforzo che gli consentirebbe di vivere qualcosa di nuovo. Questo perché comporterebbe una scelta, e il giovane è ossessionato dal perseguire una fantomatica “scelta migliore”.

Ma non vi è modo di sapere dove ci porteranno le scelte che facciamo, se non dopo averle compiute. La paura di sbagliare e di fallire, o di ottenere qualcosa in meno rispetto alle nostre presunte possibilità e ciò che ci rende infelici.

Non esiste una “rosea vita del campus” perché non esiste una vita perfetta, ci sarà sempre qualcosa di grigio nelle nostre vite, perché così è il mondo.

E’ il consiglio che Higuci, studente fuoricorso da molti anni, dà al giovane protagonista. Lo stesso Higuci trova la sua strada grazie a questa riflessione, e aiuterà il protagonista a uscire dal suo guscio.

The Tatami Galaxy riflette sulla paura di fallire, ciò che blocca un giovane prossimo all’età adulta. Esistono davvero le scelte sbagliate che condizioneranno negativamente il futuro? Può darsi, il mondo non è un posto perfetto, ma una volta compiuta una scelta essa diventa il nostro presente, tutte le altre possibilità non esistono più, pertanto è inutile preoccuparsene.

La regia visionaria di The Tatami Galaxy

Lo stile di Yuasa è inconfondibile, il tratto grezzo e sporco e a tratti straniante rende tutte le sue opere immediatamente riconoscibili. Non si tratta però di un semplice vezzo artistico, soprattutto in The Tatami Galaxy.

La narrazione degli eventi avviene spesso tramite un frenetico flusso di coscienza del protagonista. Le immagini psichedeliche che si susseguono dinamicamente, collimano appieno col caos che attanaglia l’animo del protagonista mentre si scervella su cosa sia giusto fare.

The Tatami Galaxy ha un ritmo incalzante, e la velocità che lo contraddistingue contribuisce a rafforzare la sua natura di commedia “bizzarra”. Non mancano tuttavia dei momenti più lenti, necessari quando si tratta della lenta ma inesorabile crescita psicologica del protagonista, la quale avviene soprattutto verso la fine.

Yuasa unisce fondali realistici a elementi in primo piano disegnati col suo stile completamente avulso dalla realtà.

Grandissima importanza viene data ai colori, talvolta più spenti talvolta particolarmente accesi, che diventano il veicolo delle atmosfere e delle emozioni che vive il protagonista.

In conclusione

The Tatami Galaxy è particolare, difficile trovare qualche altra opera simile a questa serie (forse proprio Ping Pong The Animation potrebbe essere un esempio).

Recuperarla è una scelta che comporta pochi rimpianti, forse addirittura nessuno.

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The Tatami Galaxy

  • Anno: 2010