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Lo zio di Brooklyn su Mio Cinema incontro con il regista

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Lo zio di Brooklyn è ruvido, crudo, disturbante​ e dissacrante, rabbioso, trasgressivo. E ancora: incisivo, estremo, corrosivo, rivoluzi67lonario. Certamente non standardizzato e meno che mai allineato con il politicamente corretto.​

Lo Zio di Brooklyn, esordio cinematografico di Ciprì e Maresco, presentato nel 1995, è una dichiarazione di intenti, che dopo l’esperienza di Cinico Tv, si trasferisce sul grande schermo.​

Il film, che racconta un’umanità grottesca e surreale, è simbolo di una società dissolta ed espressione dell’immaginario post-apocalittico del cinema di Ciprì e Maresco.

Maresco ​ ha sconvolto la platea benpensante e ancora oggi appare un alieno nel panorama cinematografico italiano, di grande potenza espressiva e con la rara capacità di essere indimenticabile.​

Franco Maresco: sessantadue anni di scandali italiani

Un mondo e un immaginario che si ripropongono in​ Grazie Lia Breve inchiesta su Santa Rosalia, un’indagine che raccoglie le testimonianze di alcuni fedeli di Santa Rosalia, protettrice di Palermo.

Tra materiale trasmesso su Rai Tre e materiale inedito, Ciprì e Maresco mostrano ancora una volta un’umanità che è lo specchio della civiltà in declino, pronta ad essere inghiottita dal cielo apocalittico che si abbatte su di essa.

Il filo rosso dell’apocalisse, teso e cinico, si intreccia anche nell’omaggio dei due autori ad alcuni registi del cinema superstite con i cortometraggi Martin a Little, intervista a Martin Scorsese sulle sue origini siciliane, ​ e Il corridore della paura con Samuel Fuller, intervistato poi in occasione delle riprese di Metamorfosi di una melodia, performance teatrale di Amos Gitai, fatte da Ciprì e Maresco nella Gibellina del Cretto di Burri.​

Ciprì e Maresco riconoscimenti celebri

Ciprì e Maresco, grandi manieristi di Palermo

(Bernardo Bertolucci)

” Ciprì e Maresco hanno dato un calcio in culo al linguaggio e alla comunicazione

(Carmelo Bene)

​ “Ecco un’opera evidentemente e intensamente cinematografica: senso fordiano dell’inquadratura, magnifico uso del bianco e nero e della luce, idee di regia sempre corrette e inattese, rigore formale e coerenza coesistono con un sentimento di libertà, improvvisazione nel senso musicale del termine

(Cahiers du Cinema)

Non c’è dubbio che il binomio Ciprì / Maresco rimanga l’unica apparizione degna di nota nel deserto del cinema italiano degli anni ‘90

(Olivier Père – Les​ Inrockuptibles)

Ormai solo un Zio ci può salvare

​ Lo speciale comprende:

​ Lo Zio di Brooklyn (1995, 95’)

Grazie Lia – Breve inchiesta su Santa Rosalia (1996, durata 43′)

Martin a little (1992, durata 10′)

Intervista a Samuel Fuller (1992 durata 8′)

Metamorfosi di una melodia (1992, durata 20′)

Il corridore della paura (1992, durata

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