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Kick-Ass

“Un piccolo cult diretto dal regista Mattew Vaughan e tratto dal fumetto omonimo della premiata ditta Millar/Romita Jr.”.

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Dave è un ragazzo come tanti, forse un po’ più sfigato: ha una cotta per la professoressa di inglese, si masturba per qualsiasi immagine che vede su internet, è regolare vittima del bullismo, le ragazze non sanno chi sia, divora fumetti di supereroi. Un giorno come tanti, dal nulla, la brillante trovata: “Perchè nessuno ha mai provato a fare il supereroe?” Così compra una risibile muta su E-Bay, un paio di manganelli e dà inizio ad una improbabile lotta al crimine sotto il nome di Kick-Ass.

Film prettamente per fumettari, o per chi non disdegna a priori il genere: Superman, Batman, Spiderman… ci sono tutti in questo piccolo cult diretto dal regista Mattew Vaughan e tratto dal fumetto omonimo della premiata ditta Millar/Romita Jr., ma la valanga di citazioni non è fine a se stessa, anzi è praticamente un percorso obbligato (vedi l’iniziazione alla Peter Parker di Raimi, o alla Matrix se preferite), visto che si tratta di un imitatore di supereroi.

Un film che coniuga crudele humor da film adolescenziale e tanta esplicita violenza splatter alla Tarantino di Kill Bill: l’originalità della pellicola risiede nella causticità di entrambi gli aspetti, portati fino all’eccesso e al politicamente scorretto, specie se si considerano gli standard di genere. Non casuale, in questo senso, la difficoltà nel trovare una casa di produzione per un soggetto, mirato ad un target adolescente, che prevede una figura come Hit Girl (Chloe Moretz): un’undicenne che uccide frotte di criminali, sparandogli a sangue freddo o con tutte le varianti previste dalle armi da taglio, addestrata dal padre a ricevere colpi di arma da fuoco con il giubbotto antiproiettile. Il Big Daddy in questione è interpretato da uno stralunato e azzeccatissimo Nicholas Cage (attore amante di fumetti e già protagonista di Ghost Rider), che richiama il Batman moderno nel costume e quello anni ’30 nella sociopatia e nell’uso della violenza.

Il personaggio di Kick-Ass aggiorna il mito del supereroe nella sua versione più cinicamente attuale e nerd. Non grazie alla puntura ragno, a costosissimi marchingegni o a una genesi divina, ma attraverso un pestaggio e un accoltellamento subiti, Youtube e MySpace, Dave Lizewski diventa Kick-Ass. E conquista la bella Katie, non per la sua doppia ed eroica personalità, ma scendendo al compromesso di passare per il suo migliore amico gay, unico modo per avvicinare una bellezza irraggiungibile. In generale, simpatica rilettura sul mondo dei fumetti, in cui gli unici ad essere cattivi fino in fondo (e a perdere) sono proprio quelli che non li leggono e li considerano roba da ragazzini.

Film di intrattenimento, ma non banale. Vaughan sa di girare un fumettone, ma imprime un dinamismo ritmato e sulfureo: possiamo simbolicamente riassumere il film nel contrasto fra tonalità ipersature e sgargianti da teen-movie e contenuto tutt’altro che edulcorato. Plauso ad un regista che, soprattutto grazie al suo coraggio, può essere definito tale.

Angelo Mozzetta

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