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INTERVIEWS

Rome Independent Film Festival. Film, Masterclass ed Eventi. Tutto rigorosamente On Line. Ne abbiamo parlato con il direttore Fabrizio Ferrari

Il cinema indipendente è alla base della sempre più nota e importante rassegna di Roma. Quest'anno in versione online il Rome Independent Film Festival non si ferma e dal 27 novembre al 3 dicembre porta sugli schermi tante tematiche importanti, come sottolineato dal direttore artistico Fabrizio Ferrari

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RIFF

Tante sezioni, una giuria d’eccezione e soprattutto tanti titoli e tematiche interessanti e d’impatto. Sono questi gli ingredienti dell’edizione 2020 del Rome Independent Film Festival. Un’edizione completamente online, ma che non mancherà di regalare al pubblico le stesse emozioni di sempre. Parola del direttore artistico Fabrizio Ferrari.

Fabrizio Ferrari

Dal momento che quest’anno il Riff sarà online volevo chiedere al direttore Fabrizio Ferrari com’è stato organizzare un festival da questo punto di vista?

Abbiamo avuto qualche difficoltà in più per passare tutti i formati che erano per il cinema in formato per il web. La cosa buona è stata che abbiamo avuto tutto l’appoggio tecnico e morale dalle 88 produzioni che partecipano quest’anno al Riff, quindi 88 registi con le relative produzioni, che ci hanno dato tutte le autorizzazioni per trasmettere film online in alta qualità. L’unico rammarico è non poter avere i registi in sala e non poter sentire il calore del pubblico. Però questo è compensato in parte dalla sala virtuale di Mymovies che rispecchia al 100% il programma anche con gli orari e i giorni. Inoltre all’inizio di ogni film ci sarà un breve saluto dei registi dei vari film, sia italiani che stranieri. L’orario non sarà quello del programma, ma sarà libero. Dal 27 novembre al 3 dicembre i film si possono vedere in qualsiasi orario e in qualsiasi giorno.

La situazione che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo ha influenzato il programma e la selezione dei film? Se sì in che modo?

L’unica influenza che non ho voluto avere è stata quella del covid. Abbiamo, però, diversi film che parlano di pandemie o di tematiche post apocalittiche. In generale molte cose sperimentali, nuove, all’avanguardia e contemporanee, ma non solo. Per esempio la coproduzione Francia-Belgio di Dominique Lienhard, un regista che ha presentato il suo primo cortometraggio al Riff nel 2002. Quest’anno ritorna con un’opera prima Fires in the dark che parla di un villaggio delle coste francesi del XVII secolo dove scoppia una pandemia. Il programma, però, in generale, varia su molti generi. Abbiamo un horror molto forte In the mirrors di Merlin Camozzi. Ma anche commedie, drammi, film sperimentali. Insomma una rosa che, come ogni anno, cerca di comprendere tanti temi, anche quelli sociali. Una, per esempio, è quella della violenza sulle donne. A tal proposito abbiamo un lungometraggio Angie: Lost Girls di Julia Verdin. Si tratta di un’opera prima di una regista esordiente, ma una grande produttrice. Ha prodotto Il mercante di Venezia con Al Pacino.

Che tipo di indipendenza si potrà trovare quest’anno al Riff secondo il direttore Fabrizio Ferrari?

Sicuramente tutte le opere che non hanno ancora una distribuzione. Quindi la possibilità per i nostri distributori di avere un programma molto ricco, con la speranza di poter vedere queste opere in sala e in tv nei prossimi mesi. Il punto fondamentale dl nostro festival è questo: cercare di presentare anteprime. Quest’anno ne abbiamo 21 mondiali, 10 europee e il resto sono tutte anteprime italiane.

Gli incontri con gli autori e le masterclass come si svolgeranno?

Tutte le masterclass e gli incontri saranno gratuiti. I film si possono vedere tutti su Mymovies con un accredito di 10€, mentre le masterclass e gli incontri saranno gratuiti. A chiusura, il 3 dicembre, ci sarà la giornata dedicata alle tematiche della comunità LGBTQ con un programma che ha due lungometraggi, due documentari e quattro cortometraggi. Sono ormai tre/quattro anni che abbiamo questa sezione. E sempre in merito a ciò vorrei segnalare Asphalt goddess di Julián Hernández che ha vinto il Teddy Award a Berlino nel 2003 e 2009 ed è l’unico film fuori concorso. Poi 7 minuti di Ricky Mastro, una coproduzione Francia-Italia e tutti gli altri film della sezione. Mat et les Gravitantes di Pauline Penichout, francese, prodotto dalla scuola La Femis che è stato già a diversi festival. Abbiamo altri due corti francesi, due documentari, poi È solo nella mia testa di Marius Gabriel Stancu, I am di Jaime Fidalgo, Paradise di Santiago Henao Velez e Manuel Villa, insomma diversi titoli per questa sezione. Da programma il 3 dicembre è la giornata dedicata a questo, ma i film sono già tutti visibili dal 27.

Le varie sezioni come si articoleranno? Ci sono delle sezioni nuove rispetto all’anno scorso o sezioni che sono state, in qualche modo, modificate data la situazione e la modalità online?

No, abbiamo mantenuto lo stesso programma con le stesse sezioni. Forse l’unica cosa nuova sarà il voto del pubblico. Avevamo già, negli scorsi anni, il voto del pubblico per la sezione documentari e quest’anno vorremmo estendere questo fattore. Dal momento che c’è la possibilità di votare i film online mettendo un mi piace abbiamo pensato di eleggere il miglior film per il pubblico e istituire questo premio come miglior titolo del Riff, senza distinzione di sezione. Poi naturalmente avremo la nostra giuria internazionale che sta già valutando i film da casa.

E a proposito di questo come sono stati scelti i giurati? E come si muoveranno in questa edizione del Riff?

I giurati sono stati scelti cercando di avere un regista, un direttore della fotografia, un giornalista, un musicista per permettere di avere un panorama abbastanza ampio. Abbiamo, quindi, fra i vari nomi, Fabrizio Lucci, direttore della fotografia, Anselma Dell’Olio, Lino Guanciale. Vengono divisi per sezione e hanno già cominciato, da alcuni giorni, a vedere i film per poi avere il responso il 4 mattina. La sera del 4 dicembre, poi, faremo una premiazione dove io premierò dal mio ufficio, mettendomi in contatto con i vincitori e facendo vedere dei trailer, delle clip.

Il pubblico sarà probabilmente ancora più variegato rispetto al passato considerando che si può guardare da casa il festival. E poi la selezione è così ampia che non c’è una fetta di pubblico specifica alla quale il Riff è rivolto.

Questo lo potremo vedere solo alla fine del festival. In linea di massima il pubblico del Riff è forse più giovane, specialmente quest’anno che abbiamo tanti film sperimentali e contemporanei però non solo. Il festival è rivolto a tutti, ma forse maggiormente ad un pubblico più giovane.

A livello di titoli quali sono quelli da segnalare e a cui prestare particolare attenzione secondo Fabrizio Ferrari?

C’è un film inglese Surge di Aneil Karia che è stato in concorso sia alla Berlinale che al Sundance, dove l’attore protagonista è un personaggio incredibile e molto interessante. Tra i film italiani l’unico in concorso è Ernesto, scritto e diretto da due giovanissimi Alice De Luca e Giacomo Raffaelli con protagonista Federico Russo, ed è una storia sullo smarrimento giovanile, di un adolescente che si muove per le strade di Roma. Passando ai documentari voglio sottolinearne uno che mi sta particolarmente a cuore perché ogni anno cerchiamo di avere qualche documentario che abbia a che fare con un musicista in particolare. Quest’anno abbiamo Darryl Jones: In the blood di Eric Hamburg sul bassista dei Rolling Stones, di Sting, di Madonna e Miles Davis. Quindi abbiamo la sua storia raccontata attraverso il documentario di un regista che ha prodotto i film Nixon e Ogni sporca domenica con Oliver Stone e sarà un’anteprima italiana. Abbiamo, poi, un documentario della scuola Volonté che si intitola La mia storia si perde e si confonde di Daniele Gaglianone e Imogen Kusch ed è un’anteprima mondiale. Poi tra gli italiani c’è anche la sezione scuola di cinema che vede un regista italiano in concorso del centro sperimentale di cinematografia.

Per quanto riguarda masterclass ed eventi cosa ci può dire il direttore Fabrizio Ferrari?

Il 26 cominciamo con il progetto SPQL, un progetto ideato da Francesco Cabras su versi inediti in romanesco di Marco Lodoli. Loro saranno, quindi, il 26 alle 21 in streaming in diretta con me per presentare il progetto che è un esperimento che coinvolge tantissimi artisti tra i quali Enrico Montesano, Sabrina Impacciatore, Giorgio Tirabassi. Tutti si sono prestati, anche Lodoli stesso, a raccontare in 30 episodi questi sonetti, letture, poemi in romanesco, molto divertenti. Qui, forse, rientra un po’ il tema del covid perché li hanno girati a casa da soli, e poi sono stati montati da Francesco Cabras. Poi abbiamo le masterclass di Lapo Gresleri, Valerio Bispuri, un fotografo che parlerà dei reportage in fotografia, e con Fabrizio Nucci, direttore della fotografia. Tutto si trova sul sito del Riff con orari e indicazioni.

Quindi appuntamento con il Riff e con Fabrizio Ferrari per il 27 novembre?

Sì, ma partiamo il 26 novembre con la serata di apertura alle 21. E poi dalla mezzanotte del 26 tutti i film saranno disponibili su Mymovies.

 

Sono Veronica e qui puoi trovare gli altri miei articoli

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