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VISTI AI FESTIVAL

Gaza mon amour: l’amore al tempo dell’occupazione

Opera seconda dei gemelli Tarzan e Arab Nasser. Un film delicato e ironico ambientato nella Striscia di Gaza, uno dei luoghi al mondo in cui vivere risulta più difficile.

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Al 26° Medfilm Festival viene proposto Gaza mon amour dei fratelli palestinesi Tarzan e Arab Nasser, qui al loro secondo lungometraggio, dopo Dégradé (2015). Una coproduzione fra Palestina, Francia, Germania, Portogallo e Qatar già presentata a settembre alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia e al Toronto International Film Festival.Commedia

Una delicata e divertente storia d’amore ambientata nella Striscia di Gaza

Ambientato, come dice il titolo, nella Striscia di Gaza, è la delicata storia d’amore fra Issa, un pescatore sessantenne, segretamente innamorato di Sihan, una sarta, vedova e con una figlia, Leila, trentenne e divorziata.

Assistiamo, divertiti, ai goffi tentativi di Issa per farsi notare da Sihan e agli altrettanti ridicoli tentativi da parte della sorella di Issa che, rinfacciandogli il suo stato di scapolo, cercherà di procurargli a tutti i costi una moglie. Fra le scene più divertenti del film quella in cui Issa dovrebbe vagliare le quattro candidate proposte dalla sorella per il ruolo di moglie.

Soprattutto, però, tocchiamo con mano la quotidianità del vivere a Gaza (città natale dei registi). Un paese sotto assedio israeliano i cui abitanti non godono di una completa libertà di movimento e vivono in condizioni di perenne precarietà.

Comprendiamo anche come sia complesso convivere con l’autorità di Hamas che governa la Striscia. Infatti, il giorno in cui, durante una battuta di pesca, Issa tira su con le sue reti anziché il pesce ma una statua raffigurante il dio Apollo con un pene in erezione, inizieranno per lui i guai. La polizia, venuta a sapere del ritrovamento e scoperto il nascondiglio, farà irruzione nella povera casa di Issa traendolo in arresto, per poi liberarlo dopo qualche giorno di prigione, ma comminandogli una multa salatissima per commercio illegale di antiquariato.

Nel film dei fratelli Nasser coesistono toni della commedia con un messaggio prettamente politico

L’abilità dei fratelli Nasser è quella di far coesistere i toni leggeri della commedia e della storia d’amore – che sino alla fine non sapremo se prenderà quota o se rimarrà solo un sogno nella mente di Issa – con temi più impegnati.

Perché Gaza mon amour è, soprattutto, un film politico. Pur non assistendo a scene cruente, a scontri, ad attacchi militari, i registi riescono a lanciare una profonda accusa nei confronti, da un lato a Israele che stritola e imprigiona a cielo aperto la popolazione impedendo, ad esempio, ai pescherecci di allontanarsi più di tre miglia dalla costa. Dall’altra agli ortodossi di Hamas che impediscono alla gente di potersi esprimere liberamente senza timore di venire perseguiti.

Sotto quest’ultimo punto di vista è illuminante la scena nella quale un professore di storia, intervistato per dare un giudizio sulla statua ritrovata da Issa, viene accusato di blasfemia per aver osato parlare di Apollo come un dio.

Una sceneggiatura leggera che rende il film piacevole restituendo, al contempo, uno spaccato della vita a Gaza

La sceneggiatura di Gaza mon amour – degli stessi fratelli registi e di Fadette Drouard – gode di una leggerezza che rende il film estremamente piacevole restituendo, al contempo, allo spettatore uno spaccato della vita a Gaza al tempo dell’occupazione.

Il personaggio di Sihan, ben interpretato da Hiam Abbass, intenso volto della cinematografia palestinese e conosciuta anche all’estero (fra i film più celebri nei quali ha recitato: Paradise Now, Il giardino di limoni, Munich, Blade Runner 2049), simboleggia la forza testarda con la quale le donne palestinesi cercano di non sottomettersi a una condizione che al contrario, le vorrebbe asservite a uno stato di inferiorità.

Dal canto suo Issa (Salim Daw), nel suo essere così poco convenzionale e nella sua quasi adolescenziale timidezza a dichiararsi all’amata, esprime tutta la voglia di vivere che caratterizza questo popolo, da troppi anni perseguitato. Una voglia di libertà che sarà ben descritta dalla trascinante e liberatoria risata del pre-finale tra Issa, Sahin e Leila.

Un film, Gaza mon amour, che si colloca a pieno diritto nel, purtroppo, non lunghissimo elenco di film palestinesi realizzati da registi palestinesi. E che, con garbo e ironia, nonché un pizzico di romanticismo, lancia un’accusa a tutto il mondo circa le condizioni in cui versa questo popolo.

Gaza mon amour

  • Anno: 2020
  • Durata: 87'
  • Genere: commedia
  • Nazionalita: Palestina
  • Regia: Tarzan Nasser, Arab Nasser