The Dazzled di Sarah Suco, il film vincitore di Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma

The Dazzled di Sarah Suco, il film vincitore di Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma, è da vedere, contro ogni rischio di radicalismo e fanatismo, come ben evidenzia il film, che può arrivare da ogni credo religioso

  • Anno: 2019
  • Durata: 89'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Sarah Suco

Opera prima della giovane regista ed attrice francese Sarah Suco, il coinvolgente film The Dazzled (Titolo originale Les Éblouis), presentato in Concorso nella sezione Alice nella Città, si è aggiudicato il Premio come Miglior Film dell’edizione 2019, assegnato dalla Giuria di studenti che anche quest’anno ha dimostrato, nella scelta dei premi, una notevole maturità di giudizio sociale e cinematografico.

Il film racconta la storia di Camille, una tredicenne spensierata, amante della vita e della scuola di circo e clownerie – che frequenta con grande passione – la cui vita viene improvvisamente sconvolta dalla decisione dei suoi genitori di entrare in una ‘comunità’ cristiana radicale, che richiamandosi ai valori della condivisione e della vita in comune, richiede ai suoi adepti (ed ai loro malcapitati figli) sacrifici sempre più restrittivi, fino alla perdita pressoché totale del sé, dell’autostima, del raziocinio e della forza di volontà. La famiglia di Camille con i quattro figli, per aderire pienamente, deve trasferirsi in un appartamento del convento e vendere la propria casa (donando il ricavato alla comunità). Non si può uscire con estranei, né portare il nero (il colore del diavolo!) e tantomeno i pantaloni, si devono abbandonare amici e parenti esterni e viene richiesto a Camille, per non ‘degradare’ il corpo, di abbandonare la scuola di clownerie, per lei tanto importante. Ogni violazione alle regole comporta sanzioni pesantissime e punizioni anche corporali. Dapprima incredula e speranzosa di poter aggiustare le cose, anche con l’aiuto degli amati nonni, accusati ingiustamente dalla comunità di crimini efferati, la ragazza si barcamena tra preghiere e infingimenti, ma quando comprende l’irreversibilità del fanatismo religioso dei suoi, ormai ‘abbagliati’ e ‘accecati’ (da qui il titolo) e le conseguenze drammatiche sui tre fratellini, da ultimo scoprendo un abuso sessuale, inscena una serie di atti devianti/richieste di aiuto che la porteranno ad un ufficio di polizia per i minori dove, non senza dolore, denuncerà i fatti. Nel corso del film, Camille avrà l’aiuto del compagno di studi circensi, Boris, aperto ed accogliente, che la sosterrà nel cammino verso la salvezza, lastricato di sofferenza e senso di colpa per l’arresto dei genitori.

La storia è in parte autobiografica, poiché la regista, Sarah Suco, da giovane, ha trascorso ben 10 anni in una comunità cristiana radicale e, con grande sapienza, mostra la confusione che la stessa protagonista, ragazza di saldi principi ma vitale e aperta al mondo nella prima parte del film, inizia ad avere, nutrendo dubbi anche su stessa, sulle persone care e sui comportamenti più ‘normali’, perché demonizzati dalla ‘comunità’. La parabola del fanatismo religioso (con risvolti ‘devianti’) appare perfettamente incarnata nella capacità di infiltrarsi in una mente in evoluzione, ma la forza delle convinzioni precedenti e l’amore per i fratellini avranno la meglio. Da vedere, contro ogni rischio di radicalismo e fanatismo, come ben evidenzia il film, che può arrivare da ogni credo religioso.

La motivazione del premio al Miglior Film, data dalla giuria di Alice nella Città 2019, è la seguente: “Per la capacità di raccontare una storia cruda e coinvolgente, attenta ai dettagli di una realtà tragica, cogliendo al tempo stesso in modo intelligente le sfumature comiche di una vita imprigionata. Un film travolgente che emoziona e fa riflettere su un contesto lasciato spesso in ombra, qui descritto dalla luce accecante di una lotta interiore verso la salvezza“.

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Utlima modifica: 27 Ottobre, 2019



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