Festa del Cinema di Roma: Antigone di Sophie Deraspe (Concorso)

Alla Festa del Cinema di Roma, in concorso, Antigone di Sophie Deraspe: l'attualità della tragedia di Sofocle in una critica della società contemporanea

  • Anno: 2019
  • Durata: 109'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Canada
  • Regia: Sophie Deraspe

In concorso alla 14esima Festa del Cinema di Roma, Antigone di Sophie Deraspe, moderna trasposizione della tragedia di Sofocle, stupisce per l’attualità del tema e intriga per la sua messa in scena nel grande teatro del cinema senza perdere contatti con il teatro greco cui fa riferimento; la regista riesce infatti ad inserire, in un contesto avulso dal teatro classico, oltre ai personaggi principali, riconoscibili perché mantengono gli stessi nomi della tragedia, finanche il coro tebano.

Antigone è una diciassettenne studentessa modello, immigrata in Canada con la famiglia sopravvissuta (nonna, sorella e due fratelli) dopo l’assassinio dei genitori, la cui vita cambia quando, dopo una retata della polizia, suo fratello Eteocles resta ucciso da un colpo di pistola di un agente mentre l’altro fratello, Polynices, viene arrestato. Ed è qui che la legge del cuore ha la meglio si quella degli uomini; per salvare il fratello superstite dall’espulsione, Antigone si sostituisce a lui in prigione, permettendogli di fuggire. La sua lotta per ottenere giustizia e per proteggere la sua famiglia linizia da questo atto di ribellione ed arriverà all’estremo rinuncia della vita; non in senso letterale, ma, in chiave attuale, di quella vita normale cui aspira la sorella: la cittadinanza canadese, e con essa la rinuncia allo studio, all’amore, la possibilità di farsi una famiglia.

Se nell’originale Antigone lottava per la giusta sepoltura del fratello Polinice, qui lotta per la sua libertà; il film della Deraspe rappresenta una feroce critica alla società ed alla sconsiderata applicazione della legge, quand’essa fa più danni di quanti ne prevenga. Se pure Eteocles e Polynices non sono innocenti ed hanno le loro colpe, lo sconsiderato assassinio del primo avrà conseguenze drammatiche; e la scelta della sorella minore, è quella di lottare per la giustizia del cuore: “il mio cuore mi dice” diverrà il motto simbolo della ribellione sua e di gran parte dei giovani del Paese, che la eleveranno ad esempio. Ma il lieto fine non appartiene alla tragedia greca, e il film ne segue le orme; quando infine la sua battaglia sembra vinta, l’ineluttabilità degli eventi riporta il fratello fuggitivo in gioco. Eccola, la scelta finale. Antigone deve scegliere tra la cittadinanza e suo fratello. Tra una nuova vita e la vecchia. Tra il suo futuro e la sua famiglia. Sceglierà l’esilio, accanto al fratello ed alla nonna, allontanandosi mente l’immagine di se stessa bambina appena arrivata in Canada le scorre davanti come un monito.

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Utlima modifica: 23 Ottobre, 2019



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