Stasera in tv alle 21 su 20 Knockout – Resa dei conti di Steven Soderbergh, con Michael Fassbender, Ewan McGregor e Michael Douglas

Knockout - Resa dei conti è uno dei lavori più astratti, teorici e ricchi di humor di Steven Soderbergh. Un film «senza pietà» e un tour de force minimal che piacerebbe al Walter Hill di The Driver, in cui il regista raggiunge una simbiosi praticamente totale con l'occhio/obbiettivo e il cuore della macchina da presa, dietro alla quale, come al solito, si trova lui stesso

  • Anno: 2011
  • Durata: 91'
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Steven Soderbergh

Stasera in tv su 20 alle 21 Knockout – Resa dei conti (Haywire), un film del 2011 diretto da Steven Soderbergh. Il film ha per protagonista la campionessa di arti marziali Gina Carano, affiancata da un ricco cast che comprende Channing Tatum, Michael Fassbender, Ewan McGregor, Michael Douglas e Antonio Banderas. La sceneggiatura è stata appositamente scritta per girare il film a Dublino. Le riprese si sono svolte principalmente in Irlanda, tra febbraio e marzo 2010 con budget attorno ai 25 milioni di dollari.

Sinossi
Il lavoro porta spesso Mallory Kane (Gina Carano) a sporcarsi le mani di sangue con azioni che nessun membro o capo di stato potrebbe mai ammettere. Mallory viene infatti spesso ingaggiata dai servizi segreti per pericolose missioni o omicidi da portare a termine. Tuttavia, durante la sua ultima spedizione a Dublino qualcosa non è andato per il verso giusto e sembra che qualcuno dei compagni di squadra voglia incastrarla. Costretta a tornare negli Stati Uniti per salvare se stessa e la propria famiglia, Mallory dovrà sfuggire da un gruppo di cinque agenti speciali, disposti a tutto pur di fermare i suoi propositi di vendetta nei confronti dei responsabili dell’operazione sabotata.

Non è facile orientarsi nella filmografia di Soderbergh, cineasta eclettico che taglia di traverso i generi muovendosi tra cinema spettacolare hollywoodiano e produzioni indipendenti. Questa volta Steven rivisita il paradigma del film-di-vendetta, già frequentato una dozzina d’anni fa con L’inglese, protagonista Terence Stamp. Ma in versione femminile. La prima sorpresa è la scelta del cast: Gina Carano, campionessa di arti marziali nella realtà messa al centro di un universo maschile che è un Gotha del cinema: da Michael Fassbender a Ewan McGregor, da Antonio Banderas a Michael Douglas. Sviluppata ingegnosamente in flashback, la trama è una serie continua di combattimenti adrenalinici. Il regista li inquadra con sapienza, ma senza compiacersi degli effetti di montaggio che i suoi colleghi sono soliti esibire in questo tipo di film. Knockout – Resa dei conti è uno dei lavori più astratti, teorici e ricchi di humor del regista di Sex Lies and Videotape, un film «adrenalinico» ancora più di quanto lo sia stato, solo pochi mesi prima Contagion, e una specie di saggio di cinema d’azione spionistica secco, veloce, (relativamente) a basso costo, precisissimo, privo di orpelli. Un film «senza pietà» e un tour de force minimal, che piacerebbe al Walter Hill di The Driver in cui Soderbergh raggiunge una simbiosi praticamente totale con l’occhio/obbiettivo e il cuore della macchina da presa, dietro alla quale, come al solito, si trova lui stesso. Seguendo il modulo contro-hollywoodiano adottato con la scrittura della porno star Sasha Grey in The Girlfriend Experience, il regista si affida a una «professionista», la campionessa di lotta libera Gina Carano, soprannominata Crash in occasione delle sue apparizioni sul programma tv della Nbc American Gladiators, dove Soderbergh l’ha infatti avvistata. Vicoli, stanze d’albergo, tetti, una spiaggia, persino l’aria sono teatro di magnifiche coreografie di lotta – la feroce abilità di Carano che permette a Soderbergh di filmare i corpo a corpo anche in riprese molto lunghe, come balletti. Capovolte nel film, oltre alle convenzioni dei rapporto di forza fisica tra uomini e donne anche quelle dei rapporto di sesso. Un passato intimo è infatti alluso con quasi tutti gli uomini che si trovano sul cammino di Mallory, o che la stanno inseguendo. Mallory fa il lavoro di Jason Bourne ma assomiglia anche molto a Lisbeth Salander, un’outsider che può contare solo su stessa. Raffinatissimo l’uso del colore che «marca» le geografie (anche emozionali) del film.

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Utlima modifica: 22 maggio, 2019



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