Creed II: l’emozione di ritrovare schierati sul ring, l’uno contro l’altro, Creed e Drago

A distanza di più di trent'anni torna in scena Ivan Drago, pronto a prendersi la sua rivincita nei confronti di Rocky Balboa e del figlio di Apollo Creed, in un match che deciderà una volta per tutte chi è il vero campione

  • Anno: 2018
  • Durata: 130'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Steven Caple Jr.

A distanza di tre anni dal primo capitolo di questa nuova saga, spin-off ed erede dell’intramontabile Rocky, torna nelle nostre sale Adonis Creed (uno straordinario Michael B. Jordan), figlio ed allievo d’arte, ormai campione dei pesi massimi che si ritrova, suo malgrado, a dover fronteggiare un temibile avversario, proveniente dal passato del padre: Viktor Drago (Florian Munteanu). Creed II riprende le fila del discorso da dove le aveva lasciate e le porta avanti arricchendo la storia del protagonista e di tutti coloro che gli gravitano intorno, a partire dal celebre coach, Rocky Balboa (Sylvester Stallone, mai così bravo come in questa occasione) sino ad arrivare alla madre di Adonis e moglie di Apollo Creed (Phylicia Rashad).

Con pochi tocchi, la sceneggiatura a più mani – nel mezzo ci sono anche quelle dello stesso Stallone e si sente – riesce a cogliere e rendere sfumature non così banali, né sottovalutabili: ecco allora che emerge il peso di una vita da pugili professionisti attraverso lo sguardo delle donne che sono sempre al loro fianco, il peso dovuto alle responsabilità e all’orgoglio che spesso costringe a non mollare e a rischiare più di quanto si dovrebbe solo per dimostrare qualcosa a se stessi piuttosto che agli altri. Nel rapporto tra Rocky e Adonis è evidente quanto l’uno sia indispensabile per l’altro, essendo andati a riempire degli spazi lasciati vuoti dagli accadimenti della vita. E proprio in quest’ottica assumono un valore particolare i ricongiungimenti finali, come se entrambi avessero compiuto un percorso di crescita, di presa di coscienza e accettazione fondamentali in prospettiva di un’esistenza serena. Allo stesso modo, emblematico è il rapporto tra Ivan Drago (Dolph Lundgren) e suo figlio Viktor, vittime di una società (e di una donna) che ha voltato loro le spalle, modellandoli nella maniera più dura e implacabile possibile.

Non ci sono colpi di scena, né stravolgimenti nel corso della narrazione, tutto appare abbastanza scontato, ma a fare di Creed II un ottimo prodotto di intrattenimento sono una regia accattivante (Steven Caple Jr.), capace di catturare i momenti e le espressioni più significativi, una fotografia precisa nell’immortalare e identificare i luoghi attraverso dei colori specifici, un cast di buon livello dove si ritrovano vecchie conoscenze e una colonna sonora che galvanizza dal primo all’ultimo minuto.

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Utlima modifica: 15 Gennaio, 2019



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