Con Glass M. Night Shyamalan metabolizza il suo cinema, superando i limiti della rappresentazione

Il regista di Unbreakable e Split cavalca intelligentemente, ironicamente e in maniera un po’ beffarda l’iconografia del cinema dei super eroi, tanti cara agli americani (e non solo), segnalando continuamente allo spettatore un fuori campo assoluto, che non cessa di riverberare su tutto ciò che appare all'interno di una rappresentazione convenzionale

  • Anno: 2019
  • Durata: 129'
  • Distribuzione: Walt Disney Italia
  • Genere: Fantascienza
  • Nazionalita: USA
  • Regia: M. Night Shyamalan
  • Data di uscita: 17-January-2019

È un oggetto poco identificabile, almeno a prima vista, Glass, l’ultimo, ingegnoso film di M. Night Shyamalan, il quale, coraggiosamente, metabolizza il proprio cinema, lo rielabora e lo sintetizza, giungendo a una forma ibrida, attraverso cui alludere a questioni di decisiva importanza. Unbreakable e il recente Split vengono fusi arditamente, mescolati in un pastiche di primo acchito non particolarmente convincente, ma che, successivamente, durante il corso delle due ore di visione, acquista senso, nella misura in cui sorvola tantissimi temi legati, in particolare, alla cultura e all’antropologia statunitensi. Il regista di origini indiane cavalca intelligentemente, ironicamente e in maniera un po’ beffarda l’iconografia del cinema dei super eroi, tanti cara agli americani (e non solo), segnalando continuamente allo spettatore un fuori campo assoluto, che non cessa di riverberare su tutto ciò che appare all’interno di una rappresentazione convenzionale. Piace, allora, di Glass il modo in cui si mostra come non sia sempre necessario ricorrere a chissà quale stratagemma visivo per affrontare argomenti complessi, ma sia sufficiente giustapporre a quanto viene messo in scena per lo sguardo un’immagine-altra-mancante che insiste fuori campo.

È lì, e solo lì, che qualcosa accade. La tradizione fumettistica viene analizzata con un certo furore per far emergere quanto sia presente nel paese a stelle e strisce una radicatissima – e ottusa – logica manichea dell’interpretazione del mondo e dell’esistenza. Il male è senz’altro presente, ma vederlo come un batterio da estirpare, anziché come una degenerazione ogni volta da affrontare e contenere, in quanto non definitivamente eliminabile, a causa della struttura ontologica della natura umana – come segnalava Jean-Paul Sartre ne L’essere e il nulla – può provocare effetti collaterali devastanti (e l’attuale amministrazione repubblicana ne sta dando ampia dimostrazione: vedi, ad esempio, il folle intento di costruire un muro di separazione dal Messico).

Night Shyamalan, che, è doveroso precisarlo, ha anche sceneggiato il film, non si limita a una critica del puritanesimo, ma rilancia, ammonendo la comunità sulla necessità di non avere più bisogno di quegli eroi tanto decantati dall’immaginario cinematografico. Se l’eroe serve, è solo in funzione di testimonianza, ovvero per far prendere coscienza ai singoli di quanto si possa, credendo fino in fondo in un Evento che persuade, sottrarsi al ruolo di meri spettatori di una realtà sempre più al collasso, per diventare soggetti attivi all’interno di un quadro comunitario che rende realizzabile ciò che separatamente sembra impossibile perseguire. Non un eroe, o un gruppo di essi, ma tutti, indistintamente. Ecco, allora, che, in questa ottica, la dimensione virtuale (quella della connessione continua) non è più da considerarsi una iattura che rende schiavi, quanto, piuttosto, un’opportunità che, se condotta fino alle sue estreme conseguenze, è in grado di liberare una Potenza inimmaginabile, attraverso cui ciascuno di noi fornisce il proprio contributo. La scena finale del film – che non sveliamo per i maniaci dello spoiler – sembra alludere inequivocabilmente a tale eventualità.

Ciò che appare, dunque, in Glass – ciò che è visibile sullo schermo – non è, si perdoni il paradosso, il fulcro della messa in scena (quantunque resti encomiabile lo sforzo in fase di sceneggiatura del regista). Come già suggerito in precedenza, è nel non visibile, in una temporalità non cronologica che il film di M. Night Shyamalan acquista tutta la sua consistenza. Se ciò è vero, è rimesso allo spettatore avveduto il compito di non incagliarsi su quanto viene strumentalmente mostrato, per guadagnare quel fuori campo, che viene costantemente segnalato dal regista, in cui è custodito tutto il senso del film.

Glass sarà nei cinema italiani a partire dal 17 Gennaio, distribuito da Walt Disney Italia.

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Utlima modifica: 11 Gennaio, 2019



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