A star is born: una Lady Gaga in stato di grazia e un Bradley Cooper all’altezza stregano il pubblico

A star is born si rivela un vero trionfo di colori, ritmo ed emozioni che circondano e avvolgono lo spettatore, facendolo sentire parte integrante di un sogno ad occhi aperti

  • Anno: 2018
  • Durata: 135'
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Genere: Drammatico, Musicale, Sentimentale
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Bradley Cooper
  • Data di uscita: 11-October-2018

Non è ovviamente la prima volta che sul grande schermo viene raccontata la storia di un astro nascente che ne offusca un altro. C’erano già state, in effetti, artiste come Judy Garland, Barbara Streisand e Janet Gaynor che avevano ottenuto un discreto successo. Eppure, la stella plasmata dalle mani di Bradley Cooper in A star is born ha caratteristiche completamente nuove e brilla di luce propria.

Incurante di possedere un aspetto non clemente e memore di un corpo imperfetto che l’ha esposta a giudizi impietosi, la protagonista femminile, incarnata da una Lady Gaga in stato di grazia, riesce ad ammaliare il pubblico grazie i suoi difetti. Lanciata in un mondo che non le appartiene e sfoggiata sotto i riflettori come un animale da palcoscenico, la ragazza lascia che la sua amena purezza venga modellata ad uso e consumo della moda, divenendo esattamente ciò che non sarebbe mai voluta essere. Umana nel corpo e nell’anima, la Ally di Cooper è una ragazza come tante che possiede un sogno nel cassetto, rigorosamente chiuso a chiave. E sarà solo per merito di un’accesa scazzottata e di una sbronza in un parcheggio che il suo talento prenderà forma.

Come in una parabola destinata a lasciare un insegnamento, la pellicola sembra ribadire più volte che qualsiasi forma di arte debba essere messa al servizio della vita. Per questo, musica e recitazione si fondono insieme divenendo l’una la perfetta estensione dell’altra. Allo stesso modo, tanto Bradley Cooper si lascia coinvolgere da Lady Gaga, tanto la cantante si affida ciecamente alle sue esperte mani di attore e anche – incredibilmente! – di regista provetto. Avendo imparato i trucchi di un maestro come Clint Eastwood sul set di American Sniper, Cooper non si lascia intimorire dal compito ma, anzi, lo svolge in modo egregio, seppur imperfetto. E sono proprio le carenze a rendere la pellicola più veritiera e genuina, perché, come in una qualsiasi storia d’amore, gli incidenti di percorso la rafforzano e la solidificano. E proprio quando i fatti della vita si impossessano della narrazione, Cooper sfoggia il suo asso nella manica, ergendosi come vero co-protagonista dell’azione. Mentore e demiurgo, diviene quindi l’emblema dell’uomo comune: fragile come un vaso di ceramica, vittima delle sue stesse paure, solo come colui che si ritrova dal lato sbagliato della vita.

Alla fine di tutti i duetti, dei monologhi e delle terapie d’urto, insomma, A star is born si rivela un vero trionfo di colori, ritmo ed emozioni che circondano e avvolgono lo spettatore, facendolo sentire parte integrante di un sogno ad occhi aperti.

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