BlacKkKlansman: il nuovo film di Spike Lee tratto dall’incredibile storia vera del primo detective afroamericano nella Colorado Springs degli anni 70′

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2018 e vincitore del premio Gran Prix, BlacKkKlansman racconta l'incredibile storia vera di Ron Stallworth, primo detective afroamericano di Colorado Springs, che nel 1978 riesce a infiltrarsi nel ranghi del Ku Klux Klan

  • Anno: 2018
  • Durata: 128'
  • Distribuzione: Universal Pictures Italia
  • Genere: Biografico, Commedia, Drammatico, Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Spike Lee
  • Data di uscita: 27-September-2018

Come specifica la didascalia del film, BlacKkKlansman non è solo un lungometraggio tratto da una storia vera, ma da una storia fott***mente vera. Si, perchè il nuovo film di Spike Lee si basa sul libro di Ron Stallworth (nel film interpretato da John David Washington), il primo detective afroamericano di Colorado Springs che nel 1978 riuscì a infiltrarsi nel Ku Klux Klan. Con il suo ultimo film Spike Lee, dopo operazioni più piccole e intime come Chi-raq o remake meno riusciti come Old Boy, torna alla radice commerciale e mainstream dei suoi migliori film, unita alla cultura afromamericana da cui ogni sua operazione è imprescindibile.

BlacKkKlansman è un film che cita ampiamente la blaxploitation, tanto da metterne in scena lo stile e il linguaggio, quasi a rimarcare le origini di un cinema depredato invece da un’altro autore americano, Quentin Tarantino, a cui Spike Lee sembra qui rifarsi. Ma l’ultima opera del regista afroamericano mescola alla cultura afroamericana più generi: dal buddy-movie, al poliziesco, dal thriller alla commedia, creando un film che si basa proprio sull’assurdità della storia da cui trae ispirazione, capace quindi di giocare sul concetto stesso dell’irrazionale e dell’illogico; proprio come l’odio che James Baldwin mette in scena nella prima inquadratura, un’ostilità così sovraccarica di razzismo da diventare comica e surreale.

Ma Spike Lee, questa volta non un regista a senso unico, non mette in scena soltanto il razzismo per denunciare il cattivo del film: la storia di Ron Stallworth è così singolare che gli permette di guardare anche all’altra fazione, quella delle Black Panther, così chiusa nei suoi messaggi di contrapposizione, da odiare e confinare ai margini un compagno che ha scelto di diventare poliziotto per arginare il razzismo dei bianchi. L’autore di BlacKkKlansman porta al cinema un discorso che non parla soltanto di discriminazione, bensì di violenza pura. La stessa che racconta Ron Stallworth nel suo libro, la stessa che ancora oggi serpeggia tra le fazioni dell’ultradestra americana.

Se BlacKkKlansman è ambientato negli anni ’70, a Colorado Springs, nella realizzazione del film, Spike Lee parla agli uomini e alle donne dell’America moderna. Un messaggio che egli confeziona questa volta in un film altamente commerciale, e non è infatti un caso se tra i produttori ci sia proprio l’autore di Scappa – Get Out, Jordan Peele, uno dei registi che meglio ha rappresentato la moderna cultura afroamericana nel cinema mainstream. Proprio come la storia di BlacKkKlansman, tutto in questa film sembra impossibile, ma è tutto così fott***mente vero che anche certi fatti recentemente avvenuti nell’America di oggi (e non solo), mostrati come parallelismo alla fine del film, sono talmente irrazionali da superare la fantasia stessa.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi