Ricomincio da noi di Richard Loncraine, un film per tutti, con una vena ironica e al tempo stesso malinconica

Ricomincio da noi è film per tutti, con una vena ironica e malinconica a un tempo. La sceneggiatura è semplice e intelligente e ottime sono la fotografia e la musica

  • Anno: 2017
  • Durata: 111'
  • Distribuzione: Cinema
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Gran Bretagna
  • Regia: Richard Loncraine
  • Data di uscita: 08-March-2018

Ricomincio da noi (Finding Your Feet), film di apertura del 35° Torino Film Festival, è in uscita l’8 marzo 2018. Un film ideale per la festa delle donne questa commedia tipicamente inglese per la regia di Richard Loncraine. Con Imelda Staunton, Timothy Spall, Celia Imrie, David Hayman, John Sessions, Joanna Lumley.

Le protagoniste, Bif e Sandra, sono due sorelle che la vita e le differenze sociali hanno allontanato. Una è rimasta fedele al mondo un po’ hippie e trasgressivo della gioventù e l‘altra si è integrata divenendo un’irreprensibile signora e lady. Solo il brusco risveglio causato dal tradimento del marito consentirà alla sorella più benpensante di riesaminare la sua vita alla luce della passata giovinezza e di riproporsi in una scatenata ripresa del proprio ruolo di donna libera e creativa. L’amore per la danza e la vicinanza di nuovi amici che condividono questa passione e della sorella diventeranno un traino per Sandra, una sessantenne spenta e conformista, per rivoluzionare la sua vita e anche il suo futuro nel quale entrerà anche un nuovo amore: Charlie.

Il film è un ironico spaccato della società inglese contemporanea che continua a essere segnata ancor oggi, in maniera sorprendentemente anacronistica, da una divisione di ruoli e classi sociali legati al denaro, al censo, ma soprattutto allo stile di vita.

Sandra e Charlie sono interpretati da Imelda Staunton, attrice di teatro e cinema, e Timothy Spall, del quale ricordiamo l’indimenticabile interpretazione come protagonista del film sul grande pittore inglese William Turner, e che qui ci appare incredibilmente giovanile e dimagrito. I due attori nella realtà sono amici di vecchia data; hanno infatti iniziato insieme la carriera, seguendo i corsi della Royal Accademy di Londra. È bello vederli recitare insieme: hanno un feeling particolare (e si vede). La coppia scopre dunque pian piano la delicatezza dell’amore puro, fatto non tanto di sesso ma di condivisione delle consuetudini, di affinità di rispetto e dolcezza, come è romanticamente possibile solo nell’adolescenza e, perché no? Nella mezza età.

Ma la chiave di volta del film è la sorella Elizabeth detta Bif, magistralmente interpretata da Celia Imrie, con quel suo volto spigoloso e androgino. Bif è il prototipo della donna libera e originale che, piena di umorismo, vive tutte le situazioni con un’incredibile leggerezza dell’essere che le consente di affrontare anche la malattia.  L’attrice ricorda nello stile e nel volto Shirley Mac Laine. Non a caso Celia, ha un genitore scozzese.

Un film per tutti, con una vena ironica e malinconica a un tempo; con una sceneggiatura semplice e intelligente e che non trascura i particolari tecnici di un’ottima fotografia e musica. Un’immagine raffinata e vagamente nostalgica nella quale l’Inghilterra è comunque da annoverarsi tra i protagonisti.

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