15. Genova Film Festival: I documentari vincitori

Fra i premi distribuiti dal Genova Film Festival ce n’è uno particolarmente gradito a quei registi che si accingono a tirar fuori dal cassetto un nuovo progetto: vincere la possibilità di utilizzare il Cineporto di Cornigliano, attrezzato con sala pose, magazzino per il materiale di scena, sala d’aspetto per il casting, Green Screen e foresteria per alloggiare la troupe. Questa struttura, recuperata da un complesso industriale in disuso, sorge in un’area tranquilla e ben collegata al centro di Genova, a due passi da quella Villa Durazzo Bombrini che è sede della Liguria Film commission. L’ambito omaggio è stato consegnato dal direttore della film commission Andrea Rocco al regista Michele Casiraghi, aggiudicatario del Premio Daunbailò per il  documentario Adesso come adesso (2011), girato in una comunità di recupero, come metafora del destino, con la leggerezza di un gioco di carte e il sorriso spensierato di un jocker infante.

La giuria composta dai registi Carlo A. Bachschmidt, Giovanni Covini e Massimo Lauria ha premiato come miglior documentario in concorso il brillante lavoro del regista fiorentino Duccio Chiarini, intitolato Hit the road, nonna, “per la capacità di rendere universale una storia personale”, partendo dal vissuto della propria famiglia, coinvolta al completo nel progetto, e descrivendo l’esperienza di migrazione e di emancipazione di sua nonna Delia Ubaldi, imprenditrice tessile e donna dotata di grande forza e ironia.

Infine, due Menzioni Speciali sono andate a Il valzer dello zecchino – Viaggio in Italia a tre tempi (2011) di Vito Palmieri e a PinoMasciari – Storia di un imprenditore calabrese (2012) di Alessandro Marinelli.

Lady L. Hawke

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