Cena tra amici

 

Anno: 2012

Durata: 109′

Distribuzione: Eagle Pictures

Genere: Commedia

Nazionalità: Francia

Regia: Matthieu Delaporte/Alexandre De La Patellière

 

Vincent (Patrick Bruel), agente immobiliare di successo, è invitato a cena dalla sorella Elisabeth (Valérie Benguigui) e da suo marito Pierre (Charles Berling); qui incontra anche Claude (Guillaume de Tonquédec), amico di vecchia data.

Mentre aspettano l’arrivo di Anna (Judith El Zein), la sua giovane moglie incinta, Vincent e gli altri discutono amabilmente sulla sua futura paternità. Ma quando viene improvvisamente chiesto a Vincent quale nome daranno al loro bambino la sua risposta, del tutto inattesa, genera una vera e propria bagarre con tanto di colpo di scena finale.

Dopo il successo di Benvenuti al Sud (2008) e Quasi amici (2011), il cinema francese torna a far parlare di sé al di fuori dei suoi confini nazionali. Come i due film sopracitati anche Cena tra amici si attesta come una commedia ben riuscita, merito di una sceneggiatura brillante ispirata a un’opera teatrale, dal titolo Le Prénom, che in Francia ha riscosso un enorme successo. Diretto dagli stessi autori dell’applaudito spettacolo, Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière, Cena tra amici funziona grazie alla forza dei dialoghi, al ritmo stringente e all’interpretazione degli attori che sono gli stessi che hanno portato la pièce in teatro, diretta da Bernard Murat.

In fase di adattamento i due autori hanno cercato di restare il più possibile fedeli al ritmo del testo originale, e il film ne risente visibilmente: l’azione si svolge in un unico spazio, l’elegante appartamento di Elisabeth e Pierre, ma anche il minimalismo narrativo e la  performance degli attori, talora troppo carica e con elementi di macchiettismo, rivelano l’ascendenza per così dire “teatrale” del film.

La trama, che parla di famiglia e amicizia, offre un fedele spaccato della Francia di oggi, divisa tra due opposti cliché: da una parte Vincent, immobiliarista rampante con simpatie di destra, goffa incarnazione dell’eterno vincitore e, verrebbe da dire, riflesso ormai sbiadito della Francia di Sarkozy, dall’altra Pierre, intellettuale gauchiste figlio degli anni ’70, animato dall’irragionevole pretesa di dover sempre a tutti i costi convincere gli altri della giustezza e bontà delle proprie idee. Ma non finisce qui, il film suggerisce non pochi spunti di riflessione sulle dinamiche più classiche che si generano in famiglia: ovvero la rigida fissità con cui ciascuno indossa la propria maschera. Se infatti Vincent è il maschio della famiglia che ha sempre goduto dell’impunità e dell’assoluto libero arbitrio, Elisabeth, soprannominata da tutti Babou, è invece la figlia femmina, costretta, in quanto tale, a frustranti compromessi e a laceranti rinunce, intrappolata, com’è, nel ruolo della custode della coesione familiare.

Il film ricorda per certi aspetti un film altrettanto, anzi ancora più riuscito: Carnage (2011) di Roman Polanski. Come Carnage anche Cena tra amici è un film corale i cui personaggi si muovono in un’unica location, e come in Carnage un imprevisto – il “dare di stomaco” della signora Cowan nel primo caso, la rivelazione di un nome scomodo per il proprio figlio nel secondo – sbriglia le convenzioni sociali, mette alla berlina maschere e buone maniere, innescando un’incalzante catena di equivoci e rivelazioni mozzafiato.

Dunque, concludendo, Delaporte e De La Patellière riescono efficacemente, e facendoci ridere, a far riflettere sull’ipocrisia e la falsità che sono alla base delle convenzioni sociali e come basti poco per perdere il buon senso e, in barba al politicamente corretto, diventare feroci carnefici persino per i propri amici e parenti.

Annarita Curcio 

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