Bleed – Più forte del destino

L’intuizione di Ben Younger (regista che torna dietro la macchina da presa a più di dieci anni dal suo precedente film, Prime) è di ibridare il genere (quello della boxe) con un altro filone che persegue sostanzialmente lo stesso fine, ossia quello della disabilità come scoglio che si frappone tra il protagonista e il suo scopo. Bleed – Più forte del destino diventa così una sorta di antologia per immagini le cui diverse influenze si palesano, perfettamente riconoscibili, man mano che la storia va avanti

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