Sotto il segno di Federico Fellini: il volume di Paolo Fabbri che indaga l’immaginario del regista

Gilles Deleuze afferma che quelle di Fellini non sono immagini-memoria. Non c’è una profondità, nel senso triviale che l’inconscio avrebbe una storicità evenemenziale. Per Fellini tutto è presente, come diceva Freud delle pietre romane. Non c’è profondità temporale, ma il tempo-ritmo di una successione orizzontale, d’una fila di presenti

25 Ottobre 2019
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