Il mio cinema vuole dare voce a chi non ne ha: intervista a Nadine Labaki, regista di Cafarnao – Caos e miracoli

Trasformando in pura visione due temi fondamentali della cinematografia libanese come la guerra e la religione, Nadine Labaki racconta a suo modo la storia del piccolo Zain, santo bevitore che non possiede nulla e ciononostante fa di tutto per aiutare gli altri. Debitrice dei capolavori del cinema iraniano, come pure di Truffaut, Cafarnao colpisce al cuore grazie a una semplicità che diventa sostanza

Il trailer di Cafarnao-Caos e Miracoli, al cinema dall’11 aprile

Dopo il sorprendente esordio alla regia con “Caramel”, Nadine Labaki firma la regia di “Cafarnao – caos e miracoli” per raccontare, ancora una volta, la complessa realtà contemporanea. Candidato agli Oscar® e ai Golden Globe per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, il film è un’opera struggente ed emozionante.

Cafarnao di Nadine Labaki, un racconto cinematografico sincero di una realtà cruda

Cafarnao di Nadine Labaki è un racconto cinematografico sincero di una realtà cruda: il Libano e la vita delle sue “suburra” non si era mai visto così da vicino, con una forza ed una fedeltà emotiva così autentica e poetica. Una delle cose interessanti del commovente film è la verità, la sincerità dei personaggi, delle storie raccontate, la fedeltà con cui ci fa vedere la vita del protagonista

71 Festival di Cannes: Capharnaüm di Nadine Labaki, l’infanzia maltrattata, abusata e privata di ogni diritto a crescere

L’infanzia maltrattata, abusata, privata di ogni diritto a crescere, il dramma dei migranti e le cause dei loro viaggi disperati, l’urlo silente di un’umanità invisibile, calpestata, le cui vite e le cui sofferenze non è dato neppure immaginare in questa parte del mondo, il razzismo e la paura della diversità, il bisogno ed il diritto

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