Cafarnao di Nadine Labaki, un racconto cinematografico sincero di una realtà cruda

Cafarnao di Nadine Labaki è un racconto cinematografico sincero di una realtà cruda: il Libano e la vita delle sue “suburra” non si era mai visto così da vicino, con una forza ed una fedeltà emotiva così autentica e poetica. Una delle cose interessanti del commovente film è la verità, la sincerità dei personaggi, delle storie raccontate, la fedeltà con cui ci fa vedere la vita del protagonista

Sofia di Meryem Benm’Barek: sotto il conflitto di genere cova quello di classe

Sofia, opera prima della giovane e talentuosa regista marocchina Meryem Benm’Barek, già premiato allo scorso Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard per la miglior sceneggiatura e designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, arriverà nelle nostre sale a partire dal 14 Marzo

Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è un’educazione criminale raccontata alla maniera di Charles Dickens

Sulla scia di film come Blow e American Made, quella raccontata da Yann Demange è un’educazione criminale che sarebbe piaciuta a Charles Dickens. Prodotto da Darren Aronofsky e interpretato, tra gli altri, da Matthew McConaughey e Jennifer Jason Leigh,  Cocaine – La vera storia di White Boy Rick ha nell’empatia dei personaggi principali il suo punto di forza

Domani è un altro giorno, il remake italiano di Truman – Un vero amico è per sempre, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini

Dopo aver diretto Hotel Gagarin, Simone Spada ha deciso di realizzare il remake di Truman – Un vero amico è per sempre (2015) di Cesc Gay, vincitore di cinque Premi Goya. Valerio Mastandrea e Marco Giallini sono bravissimi nel conferire ai loro personaggi la giuste dose di ironia: è visibile allo spettatore il grande feeling che regna tra di loro

Un valzer tra gli scaffali: la recensione del film di Thomas Stuber

Tra dramma e commedia, che fa del luogo di lavoro una sorta di zona franca lontana da quella oppressiva e meccanicista raccontata dall’ultimo cinema operaio e militante, Un valzer tra gli scaffali può contare su una regia importante e su alcuni degli attori tedeschi più bravi del momento 

La paranza dei bambini: Claudio Giovannesi racconta con grande equilibrio la perdita dell’innocenza

Se da un lato ne La paranza dei bambini è presente l’iconografia tipica di tutto quel cinema che si è confrontato con realtà dure e criminali, dall’altro Giovannesi è riuscito a dare corpo a un controcampo che produce una felicissima sintesi, capace di rigenerare uno sguardo che necessitava da tempo di una torsione in grado di produrre una significativa trasfigurazione

Il Primo Re, “quer pasticciaccio brutto de Romolo e Remo”

Purtroppo Il Primo Re non riesce a coinvolgere e a emozionare, guarda e si rifà per l’uso della lingua – il proto latino sottotitolato in italiano – a La Passione di Cristo e Apocalypto, le opere più crude e estreme dirette da Mel Gibson, ma non ne possiede lo stesso impeto visivo e la medesima radicalità

Chi scriverà la nostra storia: la recensione del film diretto da Roberta Grossman

La vita del Ghetto di Varsavia durante l’occupazione nazista ricostruita attraverso i pensieri e le parole contenuti nella documentazione raccolta dalla compagnia segreta denominata Onyeg Shabes. Un inno alla vita nel ricordo di chi oggi non c’è più.  Prodotto da Nancy Spielberg, Chi scriverà la nostra storia celebra la Giornata della Memoria come meglio non si poteva fare

Una notte di 12 anni, la preziosa testimonianza di Alvaro Brechener della dittatura militare in Uruguay

Presentato alla 75° Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, Una notte di 12 anni, diretto dal regista uruguayano Alvaro Brechener, è basato su una storia realmente accaduta a tre uomini nel 1973 in Uruguay, sotto il controllo della dittatura militare. Si consiglia di non perdere questo piccolo gioiello, perché è necessario che si possa preservare il ricordo di chi ha lottato per i propri ideali e diritti

Bumblebee, l’interessante variazione in stile anni ’80 di Travis Knight della ripetitiva saga dei Transformers

Ambientato nel 1987, Bumblebee non si limita a citare o saccheggiare l’immaginario di un decennio divenuto un filone inesauribile e immarcescibile (quasi un genere a se stante) per l’industria hollywoodiana contemporanea, ma riesce nell’intento di sembrare, uso della CGI a parte, un film girato e prodotto negli anni ’80. Ne conserva lo stesso spirito naïf, un po’ ingenuo e romantico

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