Diretto da Uwe Boll, Citizen Vigilante sta salendo alla ribalta mediatica non tanto per le sue qualità, ma per il tema trattato e per le idee politiche tanto del regista tedesco quanto del protagonista Armie Hammer.
Presente sulla piattaforma Prime Video, Elon Musk lo ha pubblicato gratuitamente, per qualche giorno, su X. Su Youtube viene caricato illegalmente e dopo qualche ora cancellato, dietro segnalazioni. Mentre in Italia il gruppo FB Welcome to Favelas sta cercando di sottotitolarlo per proiettarlo o trasmetterlo.
Citizen Vigilante è un action che unisce il Vengeance movie urbano. Attinge dai malumori populisti che attanagliano l’Europa e, sulla scia de Il giustiziere della notte, cult del cinema americano degli anni 70, esprime attraverso una pellicola grossolana, queste problematiche. In modo abbastanza distorto.
Citizen Vigilante, la sinossi
Frustrato dalla mancanza di giustizia pubblica, il cittadino Michael Sanders (Armie Hammer), residente a Zagabria, decide di farsi giustizia da sé diventando un vigilante. Si propone di punire sia i criminali che i giudici e i funzionari corrotti in Croazia.
Man mano che le sue attività di vigilante prendono slancio, la sua notorietà cresce e ottiene il sostegno del pubblico, che lo vede come un eroe, così come l’attenzione di Henry (Costas Mandylor), il capo della sezione europea dell’Interpol, che lo percepisce come una minaccia per la società.
I giustizieri delle città nel cinema
Il film di Boll è stato subito paragonato a Il giustiziere della notte di Michael Winner e con Charles Bronson. Certamente il legame c’è: quel film, poi degenerato in action puerili e maldestri, era un’istantanea dello stato comatoso di New York. Come lo era stato qualche anno prima Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Don Siegel e con Clint Eastwood.
Ambedue tacciati di fascismo, sono però vivide fotografie urbane di che cosa era la realtà cittadina di New York. Aspetto che invece non si rintraccia nel film di Boll, che fintamente porta avanti un discorso politico mentre è soltanto un grossolano e parossistico action (alla stregua dei sequel del giustiziere) propagandistico. Non a caso piace agli esponenti di destra.
Citizen Vigilante, il cui titolo originale era il fumettistico The Dark Knight, riesce ad essere un ritratto così indulgente e superficiale di un uomo in cerca di vendetta che definirlo una mera realizzazione di desideri è da irresponsabili.
Sin dall’inizio del nuovo Millennio, Uwe Boll ha realizzato film incentrati sullo sfruttamento violento, su una visione cinica della morale umana. Oltretutto, con uno stile grezzo, da cinema di Serie C, ossia quello che andava direttamente in VHS.
Un film razzista fintamente sociologico
All’inizio una didascalia avverte che siamo in Europa, in lettere maiuscole per rimarcare la grandezza del continente. Non ci sono, tuttavia, specifici contesti geografici, quindi è difficile distinguere quali personaggi secondari, con accento straniero, siano i buoni e quali i cattivi.
L’identità di Sanders, benché segreta (i video pixellati che divulga), è in realtà ben nota alla polizia, nonostante non sia chiaro come abbiano fatto a scoprire chi sia. Preso diventa una star virale in tutto il mondo (anche in Italia), con influencer che lo osannano quando non è impegnato a registrare manifesti a volto sfocato su un sistema legale che protegge i criminali e non aiuta le vittime. Finanziando le sue vendette con gli affitti che estorce agli inquilini di una rete di proprietà ereditate dal defunto padre, Sanders controlla gli affari di famiglia con la stessa precisione con cui giudica i criminali.
Boll sembra aver utilizzato ogni secondo di girato (spesso riusato più volte per risparmiare) per allungare il film fino a raggiungere la durata di un lungometraggio.
Il personaggio di Hammer è xenofobo e arrogante, ampliando ulteriormente lo stereotipo americano. Digrigna i denti contro gli stranieri e brandisce la sua pistola con il silenziatore contro i presunti trasgressori, mentre si lancia in monologhi moralistici sulle ripercussioni sociali della criminalità.
Ma Citizen Vigilante, oltre che per la deprecabile posizione propagandistica, è oggetto di critiche anche perché Uwe Boll ha espresso più volte idee destrorse, mentre l’attore Armie Hammer, il quale si è discostato, in seguito all’uscita del film, dalle tematiche trattate, ha avuto un processo per molestie sessuali.
Il film di Boll rimane, in definitiva, esattamente quello che dichiara di essere: un prodotto grezzo, ideologicamente ambiguo, che usa il linguaggio del cinema popolare per veicolare un messaggio che non regge a nessuna analisi seria.