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Biografilm

Juan Pablo Sallato al Biografilm presenta ‘Hangar Rosso’

Il regista cileno parla del suo film su Jorge Silva, tra memoria storica, conflitto interiore e ricerca estetica.

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hangar rosso

Juan Pablo Sallato comincia la sua carriera come documentarista con il film del 2010 Red Eye. Si tratta di un’opera sul calcio e sulla passione che suscita in un paese come il Cile, impegnato nelle qualificazioni ai Mondiali.

In occasione del Biografilm Festival 2026, il regista e sceneggiatore cileno presenta Hangar Rosso, ha parlato del lavoro svolto per riportare sul grande schermo la storia di Jorge Silva.

Juan Pablo Sallato

Suono e colore in Hangar Rosso

Cile, 11 settembre 1973, colpo di stato militare.

Il capitano Jorge Silva, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica, viene incaricato di trasformare l’Accademia dove addestra i cadetti in un centro di detenzione e tortura. Gli hangar si riempiono di prigionieri e la repressione diventa sempre più brutale. Silva si trova a un bivio: obbedire agli ordini e sostenere il regime oppure disobbedire e aiutare chi cerca di sopravvivere.

Due elementi centrali del film di Juan Pablo Sallato sono il suono e il bianco e nero. Pur operando su piani diversi, lavorano insieme per costruire una tensione costante. Contribuiscono anche a immergere lo spettatore nel conflitto morale del protagonista.

Sul piano sonoro, Sallato e il team curano un sound design molto preciso. L’obiettivo è restituire spaesamento e, progressivamente, oppressione psicologica. Il suono non è semplice accompagnamento delle immagini, ma diventa parte della narrazione. Rumori ambientali, silenzi strategici e mixaggi mirati rendono percepibili i rapporti di forza. Evidenziano la gerarchia militare e il clima di minaccia continua. Nelle scene tra Silva e i superiori, il suono amplifica il conflitto tra obbedienza e coscienza. Trasforma la tensione interiore in un’esperienza quasi fisica.

Anche il bianco e nero risponde a esigenze narrative ed espressive. Sallato racconta che l’idea nasce da un passaggio del libro di riferimento. In quel passaggio, il mondo viene percepito in bianco e nero durante il bombardamento del Palazzo della Moneda. La scelta però va oltre la ricostruzione storica. Apre a una dimensione estetica e simbolica. Il regista si ispira anche al cinema espressionista. Riprende il forte contrasto tra luci e ombre e una visione soggettiva della realtà.

Il bianco e nero diventa così uno strumento per esplorare le sfumature morali della storia. Evidenzia le “zone grigie” dei personaggi. Evita una lettura semplificata tra buoni e cattivi. Il risultato è un’atmosfera sospesa, claustrofobica e ambigua, che riflette la complessità delle loro scelte.

hangar rosso

Alle origini di Hangar Rosso

Sallato nell’intervista afferma che il libro di Fernando Villagrán è stato un punto fondamentale nella lavorazione del suo primo lungometraggio di finzione. Questo elemento letterario non rappresenta soltanto l’origine del progetto, ma anche la chiave attraverso cui il regista ha costruito l’impianto narrativo ed emotivo del film.

«Ho conosciuto Villagràn di persona, è stato fondamentale per la riuscita del progetto.»

Quando si affronta un primo lungometraggio di finzione, la scelta della storia assume inevitabilmente un’importanza decisiva. Nel caso di Sallato, ciò che sembra averlo convinto definitivamente è stata la forza universale del conflitto al centro del racconto. Pur essendo ambientata durante il colpo di Stato cileno del 1973, la vicenda non si limita infatti alla ricostruzione storica di un evento politico, ma si concentra su una dimensione profondamente umana e morale.

Al centro del film vi è un uomo costretto a confrontarsi con una scelta lacerante: restare fedele all’istituzione a cui appartiene oppure seguire la propria coscienza. È proprio in questa tensione tra obbedienza e responsabilità individuale che il racconto trova la sua forza, trasformando un contesto storico preciso in una riflessione più ampia e universale sul peso delle decisioni e sulle conseguenze etiche dell’agire umano.

In questo senso, il film di Sallato si configura come un’opera che, partendo da un evento storico specifico e da una fonte letteraria precisa, riesce a superarne i confini per interrogare lo spettatore su questioni ancora attuali, lasciando emergere la complessità delle scelte individuali all’interno di sistemi di potere più grandi dell’individuo stesso.

L’Hangar Rosso, distribuito in Italia da iWonder Pictures dal 9 luglio.

Hangar Rosso

  • Anno: 2026
  • Durata: 81 minuti
  • Distribuzione: iWonder Pictures
  • Genere: Dramma, Storico, Thriller
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: Juan Pablo Sallato
  • Data di uscita: 09-July-2026