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ASOLO ART FILM FESTIVAL

‘Feuerwerk’ – una folle euforia

Con questo cortometraggio, il regista documenta la “febbre per i fuochi d’artificio” che sembra colpire gli abitanti di Berlino la notte di Capodanno. Ma qual è l’origine di questa attrazione sfrenata per i fuochi? Qual è la ragione che si cela dietro tutta quella frenesia? Presentato alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival

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Timothy George Kelly (Brexitannia, 2017), regista, pittore ed esperto di arti visive, decide di concorrere alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival con Feuerwerk, il suo nuovo cortometraggio documentaristico che focalizza l’attenzione su quello che per lui è stato ed è tutt’ora un evento fuori dal comune: il Capodanno a Berlino.

Già vincitore di numerosi premi, tra cui Miglior Film, Miglior Documentario e il Premio del Pubblico all’UNTHINKABLE Film Festival a Hull, Feuerwerk catapulta lo spettatore nel mezzo della celebrazione dell’anno nuovo attraverso il rumore e la luce dei fuochi d’artificio che riempiono il cielo della capitale tedesca, e grazie ai racconti dei cittadini intervistati durante la notte più folle dell’anno.

Feuerwerk | Una catarsi in bianco e nero

Feuerwerk si apre con un’inquadratura che mostra una Berlino dall’alto nel pieno delle celebrazioni. Non ci sono rumori, se non quelli di sottofondo dei fuochi d’artificio che esplodono incessanti nel cielo.

La pellicola è in bianco e nero, è sgranata e mette in evidenza solo due elementi: i fuochi, da cui il titolo del film, e la statua di uno degli angeli simbolo della capitale, la Siegessäule.

Poi, ad un tratto, una scritta e una voce di campo riempiono la scena e danno un contesto immediato di ciò che sta accadendo: è il Capodanno del 1989 e un’euforia collettiva si scatena tra le strade della città.

C’è fermento nell’aria, tutti sono in attesa del conto alla rovescia che decreterà l’inizio dell’anno nuovo e tutti corrono a comprare quanti più fuochi d’artificio possibili, per poterli farli esplodere nel momento opportuno.

Timothy George Kelly, è estremamente affascinato da ciò che vede e cerca di capire le ragioni che si celano dietro quella frenesia che rende il Capodanno di Berlino un evento anarchico e unico nel suo genere.

È tutto solo un escamotage

“La storia accade e non accade.”

E se il motivo di quella “corsa per i fuochi” fosse in realtà più cupo di quanto si possa pensare? Se in realtà, ciò che metaforicamente si vuole far esplodere e lasciare indietro sono un dolore e una rabbia che sentiamo di non volere più?

E se infine, quello che si desidera realmente è poter ridere, gridare e godere di una momentanea e pura libertà, anche se ciò potrebbe portare a delle situazioni di emergenza?

Per rispondere a queste domande, il regista analizza con attenzione le parole degli intervistati durante il documentario e alcune delle conseguenze delle loro azioni. Quello che scopre e mostra allo spettatore è di essere di fronte ad una popolazione stanca degli orrori del passato e con un gran bisogno di divertirsi davvero e di staccare la testa.

Per i tedeschi, i Feuerwerk simboleggiano proprio quello: far esplodere una parte di sé con cui non ci si identifica più e lasciare spazio ad un nuovo futuro ricco di speranza e di gioia.

Non importano le centinaia di soldi spesi, le mani mozzate dai petardi, i cani terrorizzati, gli spari delle pistole e la percezione di pericolo che si ha camminando lungo le strade. Per una notte, tutto è concesso.

Un omaggio agli angeli

Infine, un ultimo elemento degno di nota è rappresentato dal piccolo omaggio fatto dal regista a Il cielo sopra Berlino (1987), il film capolavoro di Wim Wenders (Perfect Days, Alice nella Città), con la citazione agli angeli che osservano Berlino dall’alto e con un rimando continuo alla Siegessäule.

In entrambi i film, seppur in maniera diversa, viene esplorata la condizione umana con un nostalgico richiamo al tempo passato e presente, e con un’invocazione finale alla speranza e alla celebrazione della vita, per quanto fragile e complessa essa sia.

D’altronde, come ricordava anche Peter Handke:

“Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.”

Feuerwerk

  • Anno: 2025
  • Durata: 20'
  • Distribuzione: Kickstarter
  • Genere: cortometraggio, documentario
  • Nazionalita: Germania
  • Regia: Timothy George Kelly