San Damiano premio Speciale ai Nastri d’Argento Documentari 2026:il film su Termini e gli invisibili di Roma ha sfidato le logiche del mercato, conquistato oltre 700 proiezioni in circa 100 sale e 17.000 spettatori, da oggi approda su Vimeo per raggiungere tutti.
Di fronte ai cancelli chiusi delle distribuzioni tradizionali, Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes avrebbero potuto rassegnarsi. Il loro San Damiano, documentario narrativo sulla vita dei senzatetto di Stazione Termini presentato alla Festa del Cinema di Roma 2024 come “Special screening”, aveva ricevuto la sentenza più temuta: “Non è commercializzabile”. Troppo crudo, troppo scomodo, troppo vero per il pubblico mainstream. Invece di arrendersi, hanno scelto la strada più difficile: l’autodistribuzione. E quella che sembrava una condanna si è trasformata nel più sorprendente caso cinematografico italiano del 2025. Un passaparola inarrestabile che ha trasformato ogni visione in evento collettivo, ogni dibattito in momento di consapevolezza civile.
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‘San Damiano‘: quando Termini diventa casa
Il documentario nasce da un’immersione profonda dei registi Sassoli e Cifuentes nella realtà della Stazione Termini. Dopo un anno di volontariato, i due hanno scelto di vivere il confine invisibile della stazione, incontrando figure emblematiche come Damian, un ragazzo polacco che viveva in una torre sulle Mura Aureliane. Nonostante un inizio segnato dalla diffidenza — con tanto di bottiglie lanciate verso la troupe — il progetto si è trasformato in un’osservazione partecipata durata due anni, capace di abbattere il muro tra regista e soggetto. Artista istintivo e allergico ai compromessi, Damian vive tra la durezza di Roma Termini, l’amore per Sofia e il sogno di diventare un cantante. Nonostante il carcere e l’ospedale psichiatrico, la sua figura emerge come quella di un “santo” contemporaneo: un’anima autentica che difende la propria luce e la propria musica contro ogni avversità.
Il risultato è un racconto senza filtri che restituisce dignità a persone spesso ignorate dai 150 milioni di passanti che affollano Termini ogni anno. Ciò che rende straordinario questo lavoro è la sua eredità umana: il legame con i protagonisti non si è interrotto con il montaggio. Ancora oggi, la produzione sostiene Damian e gli altri attraverso l’acquisto di farmaci, vestiti e il pagamento di rette in centri di recupero, finanziando queste cure anche grazie al coinvolgimento diretto degli spettatori e alla vendita dei gadget del film.
‘San Damiano’ intervista con i registi Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes
Il rifiuto che diventa rinascita
Quando San Damiano viene presentato alla Festa di Roma nell’ottobre 2024, la critica lo accoglie come una rivelazione. “Il documentario che ha scosso la Festa”, scrive Federico Pontiggia su Elle Daily. Piera Detassis saluta quella pellicola che rappresenta “la Roma della Festa con gli inferi di Termini e degli homeless, ma anche con l’energia del riscatto”. Eppure, quando i registi bussano alle porte dei distributori tradizionali, la risposta è unanime: troppo rischioso, troppo di nicchia, il pubblico non verrà. È il paradosso di un cinema che chiede coraggio allo spettatore mentre chi dovrebbe portarlo in sala ne ha paura. Sassoli, che dopo la laurea alla NYU aveva lavorato come assistente per Sorrentino, Woody Allen e Spottiswoode, e Cifuentes.
E ora, coerente con la filosofia che ha guidato l’intero progetto, San Damiano — vincitore del prestigioso Premio Speciale per il Cinema del Reale ai Nastri d’Argento Documentari 2026 — compie un altro passo rivoluzionario: da oggi è disponibile online per tutti,senza abbonamento, a noleggio, su Vimeo, a un prezzo accessibile (€4), perché le storie che meritano di essere viste non possono restare prigioniere dei circuiti tradizionali.