Napoli rende omaggio a Dario Bellezza a trent’anni dalla sua scomparsa con una serata speciale in programma il 31 marzo 2026 alle ore 20.00 in Sala Assoli Moscato. Un evento pensato per ricordare uno dei più originali e controversi poeti del Novecento italiano e per restituirne la voce, la forza e la poesia alle nuove generazioni.
A introdurre l’incontro saranno Massimiliano Palmese, scrittore e regista nonché curatore dell’iniziativa, e Marco Beltrame dell’Università La Sapienza di Roma, autore del saggio Tra inferni e paradisi. Vita e teatro di Dario Bellezza (Il Simbolo, 2026).
Bellezza, addio: un poeta autoesiliato
La serata proseguirà con la proiezione del documentario Bellezza, addio, prodotto da Zivago Film e Cinecittà Luce, che ripercorre la vita e l’opera del poeta attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricordi di amici e protagonisti della scena culturale italiana. In sala sarà inoltre allestita una selezione fotografica: Dieci ritratti di Dario Bellezza, a cura di Dino Ignani.
“Insisto a farmi domande, in forma cinematografica, sulla poesia e sui poeti. Ma sono domande che valgono per qualsiasi arte, per gli artisti tutti. Come mai le loro biografie sono sempre così accidentate e complesse? Di certo vivono il processo creativo come un’attività totalizzante. Che prende loro energie, che morde e risucchia la vita stessa. Altrimenti come mai spiegano tante nevrosi, e ferite di ogni tipo? Trovo terribilmente affascinanti queste vite dedicate all’arte, come immolate. E qualsiasi risposta mi do non spiega mai tutto”
Così Massimiliano Palmese, curatore dell’evento e regista, insieme a Carmen Giardina di Bellezza, addio. Il film è il secondo capitolo di una simbolica trilogia, ancora in fase di sviluppo, inaugurata nel 2020, con Il caso Braibantie che dovrebbe concludersi a breve con un nuovo film di Palmese dedicato al poeta Sandro Penna.
“Braibanti, Bellezza, Penna condividono il loro essersi rifugiati – chi prima, chi dopo – in casa, lontani dal mondo. Delusi dal mondo. In orgoglioso autoesilio. Quanto ha chiesto loro la poesia, questa musa arrogante. Eppure non hanno qualcosa in cambio? L’opera non è la loro ricompensa?”
Massimiliano Palmese
“Il miglior poeta della nuova generazione”
Nel 1996, uno scoop giornalistico rivelò pubblicamente che Dario Bellezza era malato di AIDS. In un’epoca segnata dalla paura e dalla mancanza di cure efficaci, quella notizia segnò l’inizio di un doloroso isolamento: additato e stigmatizzato, Bellezza si ritirò progressivamente dalla vita pubblica fino alla morte.
A trent’anni di distanza, questo omaggio vuole essere non solo un momento di memoria, ma anche un’occasione di riscoperta. Voce ribelle e autentica, omosessuale dichiarato in anni difficili, Bellezza fu riconosciuto fin dagli esordi da figure centrali della cultura italiana come Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante e Anna Maria Ortese. Alla pubblicazione della sua prima raccolta, Invettive e licenze (1971), Pasolini lo definì:
“il miglior poeta della nuova generazione”
Il documentario Bellezza, addio restituisce il ritratto di un’epoca e di una comunità artistica irripetibile: dagli anni della formazione universitaria alle esperienze nella cantina teatrale Beat 72, fino al Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano del 1979. Attraverso le testimonianze di amici e intellettuali, emerge il racconto di una stagione culturale attraversata da profondi cambiamenti, tra la perdita di centralità della poesia e l’impatto devastante dell’AIDS, vissuto come trauma collettivo.