Connect with us

Short Film italiani

‘Mio fratello’: una storia d’amore bellissima e inimmaginabile

Ipocondria d'amore. Tra le mura di una stanza si annida un amore impossibile ma bellissimo. Il primo cortometraggio di Simone Bozzelli, nel 2015, è la storia (d'affetto) di due fratelli che provano a capirsi

Pubblicato

il

'Mio fratello', il primo corto di Simone Bozzelli diretto nel 2015, è la storia (d'affetto) di due fratelli che provano a capirsi

Chiuso dentro una stanza come il malato immaginario di Molière, Umberto cerca di riconnettersi con il fratello maggiore.

Mio fratello: una specie di ipocondria d’amore

Presentato ai festival italiani e internazionali, il corto Mio fratello (2015) di Simone Bozzelli – regista figlio teramano del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma – racconta di un amore impossibile che implode nell’ossessione.

Un amore tanto introverso da diffidare persino di se stesso. Una specie di ipocondria d’amore. Umberto (Lorenzo Picco) è alla ricerca di un affetto che però lo spaventa, perché lo cerca in suo fratello più grande, Stefano (Andrea Arcangeli). Ma in mezzo a loro si staglia un muro che non li fa parlare. Da poco tempo, poi, i due sono costretti ad abitare la stessa camera da letto, lo stesso letto a castello e la stessa piccolissima scrivania, con solo una finestra e (fuori inquadratura) una porta a richiamarli al mondo che c’è fuori.

Con questo e con la lontananza della madre che è spesso via di casa per lavoro, Umberto cresce con l’unico riferimento che gli rimane: suo fratello Stefano. Anche se con lui non scorre buon sangue, Umberto vorrebbe esprimergli il suo amore, che è più un bisogno di concretezza.

Amore incondizionato e altre bugie che si raccontano i grandi

Avere paura di qualcosa che non esiste, in questo caso, che non può esistere. Ma che sarebbe comunque bellissimo se esistesse. Simone Bozzelli firma un piccolo lavoro (prodotto da lui e da Mattia De Marco, e nato durante un corso di regia al Naba di Milano) che è anche un piccolo scrigno di paure, ossessioni, violenza. Cose che non esisterebbero se i due fratelli, semplicemente, si parlassero. E lo facessero usando il cifrario dell’amore incondizionato.

Anche la regia, “frammentata” in piccoli sketch, costringe i due a limitare le loro interazioni in pochi gesti fraintendibili: la volontà di uno dei due di voler andare a cena fuori con l’altro, diventa per l’uno un capriccio e per Umberto, che vorrebbe solo passare del tempo insieme al fratello, una punizione per avere amato troppo.

Non ricambiato, Umberto esplode e affonda la lama – della sua immaginazione – nel proprio cuore. Gira e rigira, la piaga si ingrandisce. Ora non è più solo un muro a separare i due fratelli, ma un abisso di violenza che comincia a crescere e a inghiottirli entrambi.

Umberto ha sedici anni, la scuola per lui è difficile e lo fa sentire sbagliato, come suo fratello. Stefano è già ventenne, sogna una vita tutta sua, anche se non saprebbe cosa farsene poi. C’è condizione al loro amore, frenato da fantasie inascoltate.

'Mio fratello', il primo corto di Simone Bozzelli diretto nel 2015, è la storia (d'affetto) di due fratelli che provano a capirsi

Scena del cortometraggio Mio fratello (2015)

Una storia d’amore inimmaginabile

Per Bozzelli, che è regista anche di video musicali, è soprattutto la musica a parlare. In Mio fratello (come nel suo cortometraggio successivo, Loris sta bene), la canzone messa nei titoli di coda spiega quello che, a parole, viene zittito dalla sceneggiatura. Questa prima volta è Wrong dei Depeche Mode a fare da didascalia alla storia di Umberto.

“Volevo parlare di un amore “bello e impossibile”. Un amore che non può esser confessato, che non dovrebbe neanche essere immaginato. Sbagliato. Che porta a dare un peso specifico sbagliato a qualsiasi parola, a cercare sguardi che non arrivano, a un contatto fisico diverso da come immaginavamo.”

Dentro al corto non c’è proprio da immaginare nulla di quello che Mio fratello vorrebbe ci fosse, ovvero l’amore. Sarebbe da pensare daccapo tutto il film. Invece, Mio fratello è sereno all’idea di rendere quel sentimento romantico una lotta per la sopravvivenza, dove uno si mangia con l’altro, ma nessuno dei due ha mai la meglio.

Mio fratello

  • Anno: 2015
  • Durata: 12'
  • Distribuzione: The Open Reel
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Simone Bozzelli