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Si ritorna al futuro in alta definizione con Back in time

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Senza ombra di dubbio, si tratta di una delle più amate produzioni cinematografiche sfornate da Hollywood nei mitici anni Ottanta, nonché uno dei classici della Settima arte giovanilistica che si rivedono instancabilmente con maggiore piacere.

Diretto nel 1985 dal futuro vincitore del premio Oscar Robert Zemeckis, Ritorno al futuro è il lungometraggio che, una volta per tutte, ha provveduto a definire in fotogrammi i meccanismi del viaggio nel tempo, tirando in ballo la tanto coinvolgente quanto divertente vicenda del giovane Marty McFly interpretato da Michael J. Fox che, ritrovatosi catapultato nel 1955, è costretto a far sì che i propri futuri genitori diventino la coppia che poi, appunto, lo metterà al mondo.

Il Michael J. Fox che, tra l’altro, ricorda in maniera esilarante l’incontro con i reali d’Inghilterra ai tempi dell’uscita del film, nel corso della oltre ora e mezza di visione che costituisce Back in time di Jason Aron, documentario messo in piedi nel 2015 per celebrare il trentennale di quella che si è poi trasformata in una trilogia destinata a spaziare in un futuro ultratecnologico e in polverose scenografie da western.

Un futuro che, tra interventi del già citato Zemeckis, del co-sceneggiatore Bob Gale e del produttore esecutivo Steven Spielberg, è possibile constatare come, curiosamente, abbia anticipato molti aspetti del terzo millennio che stiamo vivendo, tempestato di conversazioni tramite schermi assortiti e reti telematiche amplificate attraverso il web.

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Man mano che il musicista Alan Silvestri e l’Huey Lewis autore della mitica The power of love inclusa nella colonna sonora figurano insieme a buona parte del cast – dal Donald Fullilove che incarnò il sindaco Goldie Wilson a Lea”Lorraine”Thompson e il grandissimo Doc Christopher Lloyd, passando per la Claudia Wells che fu Jennifer nel capostipite e il preside Strickland James Tolkan – in mezzo agli intervistati di un’operazione mirata non solo a svelare dettagli inediti relativi alla lavorazione della pellicola, ma anche ad approfondire il non indifferente impatto che la saga ha avuto nell’ambito della cultura popolare.

Perché, mentre viene fatta luce sulla progettazione e sulla realizzazione della favolosa automobile DeLorean e apprendiamo che l’idea del frigorifero resistente alle radiazioni nucleari visto in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo era stata inizialmente partorita proprio per il capolavoro zemeckisiano, non manca neppure un viaggio nell’universo del merchandising e dei cosplayer ruotante attorno al suo mito dipanatosi per decenni.

Un mito che la Disney si rifiutò di produrre a causa del plot dall’accenno d’incesto incluso e di cui, con il direttore della fotografia Dean Cundey e diversi fan pronti a prendere la parola, viene anche mostrato il notevole lavoro svolto per il concepimento degli ottimi effetti visivi in un’epoca che ancora non poteva godere delle grosse facilitazioni apportate in seguito dalla computer grafica.

È Koch Media a renderlo disponibile su supporto blu-ray italiano.

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