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FILM DA VEDERE

Matrix, il film delle sorelle Wachowski che ha avuto un enorme impatto sulla cultura contemporanea

Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità

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Matrix

Matrix è un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto da Lana e Lilly Wachowski, una coppia di cineaste statunitensi, registe, produttrici cinematografiche e televisive nonché sceneggiatrici, autrici di opere entrate nella cultura di massaHa vinto numerosi premi, tra cui 4 Oscar. Il film ha avuto un forte impatto culturale e vi sono state numerose opere che vi fanno riferimento. Nel 2012 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Il titolo deriva dal termine latino matrix (“matrice”, “generatrice”), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese matrix, ossia “matrice di numeri”, un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro. In questo caso, la matrice rappresenta una sorta di cyberspazio o realtà simulata creata dalle macchine. Con Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving.

Trama
Neo è convinto che esistano due realtà ben distinte: una rappresentata dall’esistenza che conduciamo tutti i giorni, l’altra nascosta e non accessibile a tutti. Neo intende scoprire la verità sulla Matrix qualcosa di cui la gente non vuole parlare, un’entità misteriosa e sconosciuta che esercita un potere sinistro sulla sua stessa esistenza. Ma che cos’è Matrix? Neo pensa che l’unico uomo in grado di dare una risposta alle sue domande sia Morpheus, uno strano personaggio di cui si raccontano episodi strani. Ma sarà l’incontro con Trinity a svelargli il mistero di Matrix.

Matrix riunisce in sé e fa proprie alcune tematiche già affrontate altrove, ma lo fa con stile personale, riunendo in un colpo solo il tema dell’evoluzione cibernetica e le superstizioni e filosofie umane che da sempre hanno reiterato la favola dell’eletto che viene a salvare il mondo e il tema dell’autodeterminazione dell’uomo. Una volta tanto l’inespressivo Reeves risulta adatto al ruolo, gli effetti speciali e i costumi faranno scuola e daranno vita ad immagini cult che segnano la memoria collettiva. La storia è parecchio godibile e avvincente avvalendosi tra l’altro di una colonna sonora perfetta e di dialoghi all’altezza. La forza di Matrix non sta solo in questi fattori ma soprattutto nell’utilizzare una storia che costituisce un’ideale spartiacque tra la filmografia fantascientifica precedente e quella futura

Il film ha avuto due sequel, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions, formando così una trilogia. I seguiti però, sebbene campioni d’incassi, hanno ricevuto parecchie critiche negative da parte della cinematografia e del pubblico a causa delle loro trame questa volta davvero troppo visionarie e irreali. Nel 2017 Warner Bros. ha annunciato un reboot del film. Il 17 marzo lo sceneggiatore Zak Penn ha dichiarato che il film non sarà un reboot ma un film ambientato nello stesso universo, sulla falsariga di quello che la Fox ha fatto con Deadpool e Logan – The Wolverine all’interno dell’universo degli X-Men.

«Il mondo è una mia rappresentazione». Così scriveva Schopenhauer nel 1819. Non poteva immaginare, l’ingenuo, che alla fine del XX secolo il mondo sarebbe diventato la rappresentazione erga omnes di una macchina, di un computer, denominato Matrix. Il quale utilizza questa rappresentazione del mondo non già quale velo di Maya per mascherare, agli occhi dell’uomo, il noùmeno, ma per nascondere un mondo distrutto da una sorta di apocalisse nucleare. E soprattutto questa Volontà schiavizza gli uomini mediante la sua imposta visione distorta della realtà, per vivere a loro spese, usando, appunto, gli esseri umani, come serbatoi di energia vitale. Detto questo – di riferimenti filosofici è pieno il film delle sorelle Wachowski -, la materia, anche seria, che costituisce il soggetto, è trattata secondo un’ottica da videogame (tra il gioco di ruolo e i combattimenti a colpi di kung-fu). Film di fine millennio, tra quelli più epocali, derivato ma allo stesso tempo seminale. Mixa tutto della fantascienza vista fino al 1999, dove la più forte influenza arriva dagli anime, in particolar modo Akira e Ghost in the Shell, (altri epocali film), i combattimenti dei Cavalieri dello Zodiaco (dove il corpo demolisce muri e pavimenti), John Woo nelle sparatorie ecc.ecc. e tecnica delle riprese nei videogiochi delle console Play1 e Saturn. Rivisto oggi, mantiene tutto tranne il messaggio finale da rielaborare ai giorni d’oggi, vista la società contemporanea in cui viviamo, “dove tutto è possibile”.

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